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domandaL’ufficio tecnico comunale chiede una nuova DiCo dell’impianto elettrico, ogni qualvolta subentri un nuovo inquilino presso l’appartamento di un mio cliente. La DiCo risale all’anno 2010 (DM37/08). Superficie 100 mq, potenza 3 kW. Negli anni è stata fatta solo una manutenzione ordinaria, non si è reso necessario altro intervento. L’ufficio tecnico insiste perché la nuova DiCo attesta l’integrità dell’impianto. Non accettano altro tipo di documento. La richiesta è legittima? Si tratta più di una verifica, come devo comportarmi?

Grazie, Mirco Munarin

rispostaNo, la richiesta dell’ufficio tecnico non è legittima, ed è priva di fondamento normativo per diversi motivi sostanziali. L’atteggiamento della pubblica amministrazione in questo caso contraddice le disposizioni del D.M. 37/08 contrastando con la natura stessa della dichiarazione di conformità. La Dichiarazione di Conformità, resa da impresa abilitata, non è un certificato di revisione periodica ma un atto formale con cui l’impresa installatrice dichiara che i lavori eseguiti in un determinato momento sono stati realizzati a regola d’arte. Se l’impianto del 2010 possiede già la sua dichiarazione di conformità e nel tempo ha subìto solo manutenzione ordinaria (sostituzione di frutti, prese o lampadine deteriorate), quel documento rimane valido a tempo indeterminato per quell’impianto. Il cambio di inquilino (locazione o voltura delle utenze) non costituisce di fatto una modifica strutturale, un cambio di destinazione d’uso, né un intervento edilizio (come una CILA o SCIA) che richieda il deposito di nuove certificazioni al Comune. Ai sensi dell’Art. 13 del D.M. 37/08, il proprietario è tenuto a consegnare copia della documentazione esistente (quindi la dichiarazione del 2010) al soggetto che utilizza l’immobile a qualsiasi titolo.