Televes Italia annuncia l’arrivo sul mercato nazionale della nuova gamma di antenne da tetto Serie A, che a partire da settembre sostituirà progressivamente le soluzioni tradizionali nel catalogo dell’azienda. Si tratta di tre modelli — A6, A6 MIX e A9 — pensati per rispondere alle esigenze sempre più stringenti poste dalla diffusione dello standard DVB-T2, dove la qualità del segnale in ricezione conta quanto, se non più, del suo semplice livello.
Il problema del DVB-T2: più QAM, meno margine di errore
Il passaggio dalle vecchie modulazioni DVB-T (fino a 64-QAM) alle costellazioni più dense del DVB-T2 (fino a 256-QAM) comprime la distanza tra i simboli trasmessi, rendendo il segnale molto più sensibile al rumore. Il parametro chiave diventa quindi il MER (Modulation Error Ratio): quando questo scende sotto una certa soglia, aumentare semplicemente il livello del segnale con un amplificatore non basta più a evitare pixelazioni e blocking. Serve, in altre parole, un segnale “pulito” fin dal primo punto di captazione.
È proprio su questo aspetto che Televes ha costruito il posizionamento della Serie A.
BOSS Tech e chip TForce: l’elettronica che si adatta da sola
Il cuore tecnologico delle nuove antenne è la tecnologia proprietaria BOSS (Balanced Output Signal System), abbinata al chip TForce®. Il sistema amplifica il segnale direttamente sul dipolo — cioè nel punto più vicino alla ricezione, prima che il segnale percorra il cavo — riducendo al minimo il rumore introdotto, e regola automaticamente il guadagno in tempo reale in base alle condizioni di ricezione effettive.
Il vantaggio pratico, secondo i dati diffusi da Televes, si traduce in un margine di MER superiore fino a 8,7 dB rispetto a un’antenna tradizionale nel punto in cui quest’ultima inizia a mostrare pixelazione, con un’area di servizio stabile stimata fino a tre volte superiore. Anche in combinazione con un amplificatore da palo, la Serie A manterrebbe un margine di MER superiore di oltre 5 dB, raddoppiando la portata utile rispetto a una soluzione convenzionale equivalente.
A completare il quadro, un filtro SAW (Surface Acoustic Wave) ad alta selettività protegge la ricezione dalle interferenze delle reti mobili 4G e 5G attuali e future, in conformità alla normativa RED europea. L’elettronica intelligente si attiva solo quando l’antenna viene alimentata tramite il cavo coassiale: in assenza di alimentazione, il sistema BOSS Tech resta disattivato e l’antenna continua comunque a funzionare in modalità passiva, come un’antenna tradizionale.
Tre modelli, tre scenari d’uso
- A6 — il modello base della gamma, per la ricezione UHF in ambienti urbani e rurali. Si monta senza attrezzi in circa 30 secondi.
- A6 MIX — variante che aggiunge la ricezione VHF (banda BIII) a quella UHF, con due chip TForce® indipendenti per regolare separatamente le due bande evitando che il livello dell’una comprometta quello dell’altra. Tempo di montaggio dichiarato: circa un minuto.
- A9 — il modello a maggiore guadagno e direttività della gamma, pensato per le aree più lontane dal trasmettitore o con ricezione difficile: secondo Televes amplia l’area di copertura fino al 35% rispetto ai modelli tradizionali. Include una staffa ausiliaria dedicata per facilitare e mettere in sicurezza il montaggio, particolarmente utile nelle installazioni su tetto.
Dal punto di vista costruttivo, tutti i modelli condividono una struttura in alluminio, morsetti in zama con trattamento anticorrosivo, bulloneria in acciaio inossidabile e componenti in ABS rinforzato con pigmenti UV, con l’obiettivo dichiarato di garantire tenuta meccanica e resistenza all’ossidazione per decenni. Sul piano del design, i riflettori semicurvi riposizionati rispetto al dipolo e i tre bracci disposti su piani paralleli mirano a migliorare la risposta in frequenza del sistema radiante e a ridurre il carico del vento.
Le specifiche tecniche principali

Un tassello anche per il 5G
Televes sottolinea come la stessa piattaforma progettuale, meccanica ed elettronica, stia dando forma anche a una nuova linea di soluzioni per la ricezione del segnale mobile, a partire dall’antenna dati A6, la prima pensata specificamente per il collegamento cellulare 4G/5G: un’estensione naturale della gamma verso gli scenari di connettività ibrida in cui televisione e servizi mobili convergono sugli stessi tetti e sugli stessi pali.
Scopri come montare il modello A6 in meno di 30 secondi in QUESTO VIDEO DIMOSTRATIVO