C’è un paradosso silenzioso nel settore dell’impiantistica elettrica: le norme che regolano il lavoro quotidiano vengono aggiornate con una frequenza che la formazione professionale fatica a seguire. Non per mancanza di interesse, chi lavora ogni giorno su cantieri, quadri e cabine sa bene quanto un aggiornamento normativo possa cambiare le responsabilità operative, ma per la struttura stessa di un mestiere che non si ferma mai. Trovare quattro ore consecutive per stare seduti in un’aula è un lusso che il professionista medio fatica a permettersi, e le aziende spesso non spingono abbastanza per renderlo possibile.
NT24 ha deciso di non aspettare che questa distanza si colmasse da sola. Il tour formativo 2026, otto seminari gratuiti da marzo a giugno, da Novara a Perugia, con relatori di primo piano e crediti formativi professionali riconosciuti, è stato progettato esattamente per rispondere a questo problema: portare la formazione dove i professionisti lavorano, non pretendere che i professionisti vengano dove è comodo organizzarla.
Il risultato ha superato le attese: oltre 1.400 professionisti iscritti, più della metà dei quali partecipanti attivi in aula. Un dato che vale doppio se si considera che molte tappe si sono svolte in piazze “di provincia” (Novara, Ferrara, Feltre, Massa Carrara, Perugia oltre alle più centrali Milano, Bari e Roma) dove la disponibilità di formazione tecnica è tradizionalmente più scarsa e la distanza dal professionista è più acuta. Quando la formazione raggiunge il territorio e parla il linguaggio di chi lavora sul campo, il settore risponde.
NT24 in movimento: il progetto e il network
Il format scelto per ogni tappa è stato quello del seminario tecnico gratuito: cinque ore di lavori riconosciute per l’accredito agli iscritti all’Albo dei Periti Industriali e all’Ordine degli Ingegneri. La gratuità non è un dettaglio accessorio: è una scelta di campo che dice esplicitamente a chi è questa iniziativa e per chi è pensata.
Il tratto più significativo del tour è il network istituzionale che NT24 ha costruito appuntamento per appuntamento. Confartigianato Impianti ha sostenuto l’iniziativa a livello nazionale, portando la prospettiva delle imprese installatrici; le associazioni territoriali di Confartigianato hanno garantito il radicamento locale in ciascuna delle città coinvolte, così come gli Ordini locali dell’Ordine dei Periti, presenti anche a con il loro Vicepresidente Nazionale nella tappa romana. Roma, infatti, è stata la tappa più istituzionale del calendario, con una location d’eccezione: la Sede Nazionale di Confartigianato Imprese, a cui si è aggiunta la collaborazione con l’Università Sapienza di Roma attraverso la presenza del Prof. Ing. Luigi Martirano, Coordinatore della Sezione di Ingegneria Elettrica DIAEE.
Questa rete non nasce da accordi formali preesistenti, ma da un progetto condiviso: la consapevolezza che l’aggiornamento normativo nel settore elettrico è una responsabilità collettiva, che non può essere scaricata sul singolo professionista.
Contenuti istituzionali
CEI 11-27 VI edizione: quando cambiano i ruoli
Ogni tappa del tour si è aperta con l’intervento di Luca Vitti, Direttore Tecnico di NT24, sulla CEI 11-27 VI edizione 2025. La scelta non è casuale: tra tutte le norme in agenda, la CEI 11-27 è quella con le ricadute operative più immediate e più diffuse e riguarda chiunque esegua lavori elettrici, in qualsiasi contesto.
La VI edizione ridisegna la struttura organizzativa dei lavori elettrici sostituendo le precedenti figure di URI e URL con quattro figure individuali: il Gestore dell’impianto elettrico (GI), il Gestore programmazione lavoro (GL), il Responsabile del lavoro elettrico (RLE) e il Lavoratore (LAV). La nuova struttura non è una riformulazione nominale: cambia le responsabilità, le modalità di delega, i contenuti delle lettere di incarico e introduce una distinzione netta tra supervisione sul posto di lavoro, in cui il RLE può operare purché non comprometta la sorveglianza, e supervisione personale, in cui non svolge attività contemporanee. Entra anche il concetto di attività preventiva: le operazioni svolte da personale PES prima dell’esecuzione del lavoro per predisporre l’impianto in condizioni di sicurezza.
Sul fronte formativo, la norma codifica durata minima di 10 ore per il livello 1A, aggiornamento quinquennale obbligatorio e FAD ammessa solo in modalità sincrona per le parti relative al rischio elettrico. Il nuovo articolo 4.12.4 obbliga i committenti a richiedere personale qualificato secondo norma. Il rischio da arco elettrico entra nel corpo della norma con allegato dedicato, rimandando al rapporto tecnico CEI 78-25 per i criteri di scelta dei DPI.
Protezione dai fulmini: due edizioni, una sola analisi del rischio
Davide Marinoni di Zotup ha invece affrontato la transizione normativa più complessa del tour: la coesistenza tra la CEI EN 62305 II edizione, valida fino al 31 ottobre 2027, e la III edizione in vigore da marzo 2025, affiancata dalla CEI 64-8 IX edizione, sezione 443, che da novembre 2024 rende obbligatori gli SPD per impianti soggetti a scenari S3 e S4. Il punto critico non è normativo ma progettuale: la protezione contro le sovratensioni deve coprire l’intera filiera (linee di energia, segnali, LAN, TVCC, KNX, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica EV) non soltanto l’arrivo di rete. Un fulmine non distingue tra linee di potenza e linee dati.
A rendere ancor più concreto l’intervento, hanno contribuito le presentazioni di diversi casi reali e i relativi accorgimenti installativi: non dettagli, ma il vero valore aggiunto che determina l’effettivo valore di protezione raggiunto dall’impianto.
Il quadro delle verifiche, la norma che verrà
Andrea Dardano, Responsabile Tecnico di Cervino, ha chiuso ogni tappa con il tema forse più trascurato: chi verifica gli impianti elettrici, con quale periodicità e con quale obbligo di documentazione. Il D.Lgs. 81/08, artt. 86 e 87, impone controlli periodici con verbalizzazione degli esiti, mentre il DPR 462/01 stabilisce periodicità di 5 anni in ambienti ordinari e 2 anni per cantieri, locali medici e ambienti a rischio. La CEI 64-8 ed.2024 riorganizza il quadro: gli allegati con figure e metodi di prova escono dalla parte 6 e il riferimento operativo per la progettazione delle verifiche diventa la Guida CEI 64-14.
L’orizzonte più significativo è la CEI 0-24, documento unico per la manutenzione BT e MT che annulla la Guida CEI 0-10 (abrogata il 1° aprile 2023) e integra la CEI 78-17. Includerà misure termografiche tra le attività di verifica, realizzando un quadro normativo finalmente unificato in conformità al D.Lgs. 81/08.
Dalla norma all’applicazione
Il trait d’union tra norme e applicazione sulle cabine MT/BT
Antonello Greco, Presidente del CT64 CEI, ha collegato l’aggiornamento dei ruoli introdotto dalla CEI 11-27 alle responsabilità concrete di chi opera sulle cabine, attraverso la CEI 78-17, norma che ha sostituito la CEI 0-15, abrogata dal 1° gennaio 2020. La norma articola la manutenzione in preventiva, predittiva e correttiva e fornisce schede strutturate per ogni componente, dalle apparecchiature MT ai trasformatori in olio e a secco. Un elemento spesso sottovalutato: il rispetto delle periodicità documentate secondo CEI 78-17 è condizione necessaria per beneficiare delle deroghe regolatorie previste per gli utenti MT con potenza disponibile non superiore a 400 kW. La manutenzione, in questi casi, non è solo un obbligo normativo: è un requisito contrattuale con la rete.
Gli approfondimenti tecnici: dal monitoraggio alla predittiva
Danilo Martinucci di Bender ha aperto i suoi diversi interventi con un dato strutturale: il 70-80% delle interruzioni di servizio negli impianti BT industriali è causato da guasti verso terra. I costi di fermo variano da 350.000 €/h nei data center a 5.000 €/h nell’agroalimentare. La risposta tecnica è il monitoraggio continuo tramite IMD nei sistemi IT e monitor di corrente residua nei sistemi TN/TT, che generano allarmi selettivi prima dell’intervento dei differenziali, aprendo una finestra per l’intervento programmato.
Schneider Electric, nelle diverse tappe, ha inquadrato il problema sul lato risorse: il 70% degli asset MT/BT ha più di 25 anni, la domanda di ingegneri elettrici cresce del 7% annuo mentre l’offerta cresce di meno dell’1%. La risposta è la digitalizzazione del parco installato (nuovi asset o retrofit con sensori e panel server) per una gestione predittiva basata sui dati anziché su intervalli fissi.
CHINT, infine, ha portato nella tappa milanese, un contenuto verticale dedicato agli interruttori smart NB2 con connettività cloud: trasmissione dei parametri ogni 10 minuti, notifiche di anomalia entro 40 secondi, sorveglianza distribuita per impianti non presidiati.
Il settore deve fare la sua parte
NT24 ha costruito il format, trovato i relatori, coinvolto le istituzioni, distribuito il tour in otto città in quattro mesi. Ha portato il Presidente CT64 CEI, l’Ordine dei Periti Industriali, i Presidenti di Confartigianato Impianti Elettrici ed Elettronici e un Professore Ordinario della Sapienza a parlare di norme con chi le applica ogni giorno. Ha scelto di farlo gratuitamente, di riconoscere i crediti formativi, di non concentrarsi solo sulle grandi piazze metropolitane ma di raggiungere anche sedi meno battute, ma non per questo di minor importanza.
Il resto dipende dal settore. La formazione tecnica non è un servizio accessorio da consumare quando capita, ma una condizione di conformità normativa, di sicurezza operativa e di competitività professionale. Chi lavora sugli impianti elettrici nel 2026 senza aver aggiornato le proprie conoscenze non sta solo perdendo un’opportunità formativa: sta operando in un contesto normativo che è già cambiato.
NT24 continuerà a fare la propria parte, offrendo all’intero settore impiantistico una modalità per migliorare la propria cultura e l’interazione tra i vari protagonisti della filiera