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Lo studio sugli effetti della generazione distribuita nel sistema elettrico ha l’obiettivo di garantire la sicurezza, la flessibilità e la continuità della fornitura ai clienti (attivi e passivi) collegati alla rete elettrica, garantendo altresì l’accesso alle infrastrutture a condizioni non discriminatorie e favorendo l’incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Negli ultimi decenni gli impianti di generazione distribuita e, in misura rilevante, quelli afferenti all’insieme degli impianti di piccola generazione, hanno contribuito al cambiamento dell’assetto delle reti elettriche e all’aumento della sicurezza del sistema elettrico. Transizione che ha messo in evidenza alcune criticità dal punto di vista tecnico e regolatorio, ma che ha favorito l’efficientamento delle risorse energetiche (ed economiche) dell’intera filiera. Questi interventi  hanno saputo guidare l’evoluzione del sistema elettrico, salvaguardando l’ambiente, gli investimenti e la sicurezza, anche a fronte di eventi esterni. Questi ultimi, infatti, hanno messo in evidenza i rischi che possono derivare da fenomeni come i blackout. Fra questi ricordiamo quello che ha interessato l’Europa occidentale del 2006 e quello della Penisola Iberica del 2025. Altri fenomeni non elettrici che hanno impatto sulla qualità della tensione e sulla continuità della fornitura sono gli eventi causati dalla crisi climatica. Gli interventi messi in atto riguardano tutta la filiera elettrica e hanno creato ampi spazi di confronto fra gli operatori. L’intento è quello di giungere ad una rete smart in grado di coniugare le esigenze di tutti gli stakeholder, garantendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica e ambientale.

Gli impianti di generazione distribuita

Il primo monitoraggio dello sviluppo degli impianti di piccola generazione (PG) e di microgenerazione (MG), nonché degli effetti della generazione distribuita (GD) sul sistema elettrico, effettuato dall’ARERA ai sensi dell’articolo 1, comma 89, della legge n. 239/04, è stato pubblicato nel 2006 con deliberazione n. 160 (dati relativi all’anno 2004).

Ultima in ordine di tempo, lo scorso 5 agosto 2026, la Relazione 30 luglio 2026, n. 282/2026/I/eel, l’ARERA ha diffuso i dati relativi alla diffusione della generazione distribuita (anno 2024), predisposta sulla base delle informazioni trasmesse da TERNA, gestore della rete di trasmissione di energia elettrica italiana (RTN) in alta e altissima tensione (Transmission System Operator – TSO).

Gli impianti oggetto del monitoraggio sono gli impianti di generazione connessi al sistema di distribuzione. Questi comprendono l’insieme degli impianti per la produzione di energia elettrica, anche in assetto cogenerativo, con capacità di generazione non superiore a 1 MW (PG), e l’insieme degli impianti per la produzione di energia elettrica, anche in assetto cogenerativo, con capacità di generazione inferiore a 50 kWe (MG). Secondo queste definizioni, l’insieme degli impianti di piccola generazione non è strettamente un sottoinsieme della GD poiché esistono impianti di potenza non superiore a 1 MW connessi alla rete di trasmissione nazionale; analogamente, l’insieme degli impianti di microgenerazione non è strettamente un sottoinsieme della GD, ma è un sottoinsieme della PG).

Analisi dei dati relativi all’anno 2024

Nel 2024, la produzione lorda di energia elettrica da impianti di generazione distribuita è stata di 82,1 TWh, pari al 30,3% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica, con un aumento di 7,8 TWh rispetto all’anno 2023. Produzione garantita da 1.892.786 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a 48.239 MW ovvero il 35,3% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale. La produzione da fonti rinnovabili rappresenta il 74,8% della produzione da impianti appartenenti alla generazione distribuita e l’autoconsumo è pari al 29.4% dell’energia elettrica prodotta.

Per un confronto dei dati degli impianti di generazione distribuita connessi al sistema di distribuzione con la consistenza degli impianti di produzione in Italia, si riportano i dati pubblicati da TERNA nell’annuario “Dati statistici sull’energia elettrica in Italia” per l’anno 2024.

Circoscrivendo i dati alla piccola generazione distribuita (PG), il numero totale degli impianti è stato pari a 1.888.501 con una potenza efficiente lorda di 30.919 MW e una produzione lorda di 40.121.853 MWh. La produzione netta consumata in loco è stata pari a 11.183.525 MWh, mentre quella immessa in rete 27.825.527 MWh.

Interessante anche il valore dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete. Secondo quanto indica l’ARERA nel rapporto, il 31,1% dell’energia elettrica prodotta è stata ceduta al mercato mentre il 36,3% è stato ritirato dal GSE (20,8% nell’ambito dei regimi incentivanti con tariffa fissa omnicomprensiva e il 15,5% nell’ambito del ritiro dedicato e dello scambio sul posto).

Ai fini dell’impatto della generazione distribuita, anche nell’anno 2024 è confermato che gli impianti di produzione sono generalmente connessi alla rete di distribuzione di bassa tensione (97,8% delle sezioni di impianto) dove la potenza efficiente lorda è stata pari al 32,8% del totale e l’energia immessa ammontava al 16,3%. In media tensione è stato connesso il 53,7% della potenza efficiente lorda con il 66,9% dell’energia immessa in rete. Per quanto riguarda gli impianti di piccola produzione e di microgenerazione connessi alla rete di alta tensione, la potenza efficiente lorda rappresenta, al 31 dicembre 2024, il 16,8% del totale e l’energia immessa in rete il 16,8%.

La maggior potenza efficiente lorda si è concentrata in Lombardia (7.192,5 MW), seguita da Piemonte (4.661,7 MW), Veneto (4.642,3 MW), Emilia Romagna (4.622,5 MW), Puglia (4.129,5 MW). La Liguria chiude la distribuzione regionale con 498,6 MW.

Per quanto riguarda l’energia prodotta, la Lombardia guida l’elenco delle regioni con 14.111,0 GWh, seguita dal Piemonte (9.128,2 GWh), dall’Emilia Romagna (8.297,8 GWh), dal Veneto (7.786,2 GWh) e dalla Puglia (6.894,9 GWh). La produzione del Molise chiude la distribuzione regionale con 810,8 GWh. Il rapporto si concentra sul contributo delle sole fonti rinnovabili dove troviamo la Lombardia con 6.209,2 MW di potenza efficiente lorda connessa alla rete e una produzione di 9.145,5 GWh, seguite da Veneto (4.164,3 MW e una produzione di 5.519,7 GWh),  Piemonte (4.062,6 MW e 5.998,5 GWh),  Puglia (4.047,4 MW, 6.185,6 GWh), Emilia Romagna (3.927,3 MW, 5.002,4 GWh). Andamenti che si ripetono anche limitando l’analisi alla sola piccola generazione.

Figura 5: Produzione lorda di energia elettrica da generazione distribuita (anni 2015-2024). (Fonte: Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuita per l’anno 2024 – Executive Summary).

I dati relativi alla generazione distribuita e alla piccola generazione nell’anno 2024 sono stati pubblicati in appendice alla relazione dello scorso 5 agosto, mentre con l’Executive Summary l’ARERA traccia le considerazioni finali. In particolare, il documento segnala che anche nel 2024 “è proseguita l’evoluzione del sistema elettrico, da pochi impianti di produzione di più elevata taglia a numerosi impianti di produzione di taglia ridotta alimentati dalle fonti rinnovabili diffuse o finalizzati a perseguire l’efficienza energetica insita nella cogenerazione” e, in particolare, è stato registrato “un significativo aumento del numero di impianti di produzione, soprattutto fotovoltaici di taglia ridotta per lo più rientranti nel perimetro della MG”.

Si tratta, infatti, di una tendenza in crescendo, come dimostrano i dati degli ultimi anni (figura 5) e come testimoniano i primi dati pubblicati da TERNA per l’anno 2025. Infatti, nella sezione “Impianti di produzione” dell’annuario “Dati statistici sull’energia elettrica in Italia – anno 2025”, rileviamo che la potenza efficiente lorda degli impianti elettrici di generazione in Italia al 31 dicembre 2025 ammonta a 145.895,2 MW (netta 143.703,9 MW).

Figura 6: Potenza efficiente degli impianti elettrici di generazione in Italia al 31 dicembre 2025. (Fonte: TERNA – Impianti di generazione 2025).

Anche l’anno corrente mostra valori in aumento. Valori che cresceranno ulteriormente grazie al decreto previsto in attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (il cosiddetto decreto FEX-X 2026 o FER-X definitivo) che introduce nuovi meccanismi di supporto per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili promuovendo “l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità in misura adeguata al perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, coerentemente con gli obiettivi di sicurezza e di adeguatezza del sistema elettrico”. Sistema che quest’anno è stato chiamato a rispondere all’emergenza climatica, con una domanda record di 32,5 TWh nel mese di luglio (+ 8,3% rispetto al mese di luglio 2025) raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il 15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). Lo scorso luglio le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,5% del fabbisogno con un incremento della produzione fotovoltaica del 20,6% (rispetto a luglio 2025) con 6,7 TWh. In questo periodo “Secondo le rilevazioni di Terna, a luglio la capacità installata rinnovabile è aumentata di 745 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione pari a 405 MW, tra solare ed eolico. Al 31 luglio si registrano 87,70 GW di potenza installata, di cui, in particolare, 47,30 GW di solare e 14,0 GW di eolico”. Valori che probabilmente troveranno conferma nel mese di agosto e nell’autunno caldo di questo 2026.

Conclusioni

Al fine di garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale e l’integrazione degli impianti di produzione è necessario, conclude l’ARERA nella Relazione n. 282/2026/I/eel, attuare le innovazioni regolatorie avviate (Delibera 05 agosto 2025, n. 385/2025/R/eel e, s.m.i.).  Fra le iniziative ricordiamo le modifiche introdotte dalle nuove edizioni della Norma CEI 0-16 e dalla Norma CEI 21 relative al Sistema di Limitazione dell’immissione (SLI).

Per quanto riguarda i produttori collegati alla rete di media tensione l’implementazione nel CCI della funzione di controllo aggiuntiva, in grado di operare il teledistacco degli impianti di generazione, in attuazione del piano Ri.ge.di, contenuta nel progetto CEI PRJ-3615 – Norma CEI 0-16; V1 in inchiesta pubblica fino al 15 ottobre.

Altre modifiche sono attese con le varianti alle regole tecniche di connessione e ai documenti in inchiesta pubblica sulle “Interfacce di comunicazione e relativa cybersecurity per Controllore Centrale di Impianto (CCI) DER connesso alla rete MT” (Progetto CEI PRJ-3616– Norma CEI 57-142;V1).

(testo di Antonello Greco)