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QUESITO TECNICO
Regolamento CPR: quali materiali?

~DIl regolamento CPR riguarda solo i cavi elettrici o anche altri materiali?

Andrea Grossi

~RRiguarda complessivamente le 35 categorie di prodotto descritte nell’allegato 1 del Regolamento. Per il nostro settore solo i cavi.

Comments ( 2 )

  • La cosa mi fa alquanto sorridere (per non dire che fa piangere).

    D’accordo sul fatto che i cavi debbano avere un grado di sicurezza migliore, ma questo ha senso ad esempio in un impianto a vista.
    Quando ci si trova in un ambiente in cui i cavi sono installati all’interno di una parete in materiale incombustibile (classica parete in muratura), tali cavi sono da considerare resistenti al fuoco per costruzione, quindi ha poca importanza che siano CPR o no.

    Le placche, i cestelli plastici, i frutti, i tubi in PVC per posa a vista, le canalette plastiche, ecc. restano invece esclusi dalla CPR!
    A mio avviso è insensato che il cavo posato all’interno di un tubo in PVC a vista abbia determinati requisiti, mentre il tubo non li ha.

    Dopo tutto che la partita cavi è stata gestita in maniera pessima e che di punto in bianco sembrava che si sarebbero dovute buttare via tutte le scorte del magazzino dell’installatore, mi chiedo se tutta questa cosa abbia davvero senso.

    Cito Vasco Rossi:

    …Voglio trovare un senso a questa storia
    anche se questa storia un senso non ce l’ha.
    Voglio trovare un senso a questa situazione
    anche se questa situazione un senso non ce l’ha.
    Voglio trovare un senso a questa condizione
    anche se questa condizione un senso non ce l’ha.

    Sai che cosa penso
    che se non ha un senso
    domani arriverà,
    domani arriverà lo stesso….

    Alessio Piamonti

  • CARLO MALVISI

    Alessio,
    concordo con le osservazioni, infatti in precedenza vi sono stati dei cambimenti di caratteristiche di prodotti, ma senza tutto il rumore fatto attualmente, quando N1VVK è stato sostituito da FG7 hanno cambiato la produzione, semplice: finite le scorte finita la storia.
    Di questi tempi quando in Italia manca il lavoro lo si inventa…..
    Una nuova disposizione invece di essere distribuita per il bene comune diventa subito opportunità di mercato…….
    Compaiono docenti, relatori, formatori, redattori di dispense e pubblicazioni…..
    Invece di agevolare il lavoro e diffondere la conoscenza a molti si realizza il panierino lucroso per i pochi………
    Poi si inventano le abilitazioni, sempre conseguite con corsi, tenuti da illustrissimi docenti ben pagati, che hanno imparato dove? Sono gli stessi che hanno redatto la normatyiva o il regolamento tecnico?
    Di cose senza senso ce ne sono tante: cosa dire della lampada autonoma, alimentata con cavo resistente all’incendio, ma realizzata in materiale termoplastico che si distrugge col calore?
    Nel caso prossimo futuro che i cavi non CPR in scorta non siano più installabili, andranno smaltiti nei rifiuti o qualche produttore li ritirerà per recuperare il rame e sostituire gli isolanti? Questa sarebbe un’idea ecologica e che crea lavoro reale!!!!

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