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QUESITO TECNICO
Corrente di cortocircuito massima nel PdC

~DNello sviluppo di progettazione di grandi impianti elettrici, l’ente fornitore di energia elettrica fornisce in genere solo la massima potenza di cto-cto (cioè la corrente max di cto-cto) e non la minima.
Noi sappiamo, che per una seria progettazione, i valori di tale potenze (minime e massime) son fondamentali ; infatti la potenza di cto-cto max deve essere non troppo elevata per evitare apparecchiature e quadri di costo eccessivo o, addirittura, non reperibili sul mercato; mentre la potenza di cto-cto minima non troppo bassa per evitare c.d.t. eccessive.
L’ideale sarebbe avvicinare questi due valori e farli coincidere.
La mia domanda è la seguente: perche’, quindi, il distributore pubblico indica, nei dati tecnici forniti al progettista, solamente il valore max della potenza di cto-cto?

Francesco Tufano via form

~RPer le forniture in bassa tensione 230/400 V la materia è disciplinata dalla Norma CEI 0-21 all’art. 5.1.3

Norma CEI 0-215.1.3 Corrente di cortocircuito massima nel PdC
(ai fini del dimensionamento delle apparecchiature)
I valori seguenti sono determinati assumendo una corrente di cortocircuito trifase morsetti alla sbarra BT, o alla sezione BT di cabina secondaria, non superiore al valore pianificato di 16 kA.

Il valore della corrente di cortocircuito massima, da considerare per la scelta delle apparecchiature dell’Utente, è convenzionalmente assunto pari a:

– 6 kA per le forniture monofase;
– 10 kA per le forniture trifase per Utenti con potenza disponibile per la connessione fino a 33 kW;
– 15 kA per le forniture trifase per utenti con potenza disponibile per la connessione superiore a 33 kW;
– 6 kA per la corrente di cortocircuito fase-neutro nelle forniture trifase. Per il fattore di potenza delle correnti di cortocircuito suindicate, vedere la Tabella 4.

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Tabella 4 (della Norma CEI 0-21) – Fattore di potenza della corrente di cortocircuito

Le prescrizioni del presente paragrafo si applicano anche agli impianti esistenti nel caso di aumenti di potenza disponibile per la connessione.

I valori di riferimento indicati nell’articolo si riferiscono in termini cautelativi all’installazione in rete di trasformatori MT/bt con Pn sino a 630 kVA considerando anche il contributo dei cavi tra cabina secondaria e impianto utente (vedasi note 10 e 11 a pag. 23 Norma CEI 0-21).
Per le correnti di c.to c.to minime per forniture sino a 33 kW la CEI 0-21 l’art. 5.1.3.1 indica il contenuto della norma CEI EN 60909-0 come metodologia di calcolo a determinate condizioni.
Nulla osta al progettista in fase di progetto preliminare, quando possibile, di misurare alla fornitura i valori della corrente di c.to c.to e considerare tali valori nella progettazione dell’impianto.
Per le forniture in media tensione i valori delle correnti di c.to c.to necessari al dimensionamento dell’impianto utilizzatore sono indicati nella Norma CEI 0-16 agli articoli da 5.1.1.3 a 5.1.1.8.

5.1.1.3 Corrente di cortocircuito trifase massima ai fini del dimensionamento delle apparecchiature
Valore della corrente di cortocircuito assunta per la scelta delle apparecchiature che deve essere comunicato dal Distributore all’Utente.
5.1.1.4 Corrente di cortocircuito monofase massima ai fini del dimensionamento dell’impianto di terra
Valore della corrente di cortocircuito monofase assunta per il dimensionamento dell’impianto
di terra che deve essere comunicato dal Distributore all’Utente.

5.1.1.5 Corrente di cortocircuito trifase massima di esercizio nel punto di inserimento
Valore massimo della corrente di cortocircuito trifase simmetrica nel punto di inserimento, comunicato dal Distributore su richiesta dell’Utente. Tale valore deve essere calcolato secondo la Norma CEI EN 60909-0, nell’assetto normale di esercizio di rete e con massima generazione.

5.1.1.6 Corrente di cortocircuito trifase minima di esercizio nel punto di inserimento
Valore minimo della corrente di cortocircuito trifase simmetrica nel punto di inserimento, comunicato dal Distributore su richiesta dell’Utente. Tale valore deve essere calcolato secondo la Norma CEI EN 60909-0, nell’assetto normale di esercizio di rete e con minima generazione.

5.1.1.7 Corrente di cortocircuito trifase minima convenzionale nel punto di inserimento
Il valore minimo convenzionale della corrente di cortocircuito trifase simmetrica nel punto di inserimento deve essere comunicato dal Distributore su richiesta dell’Utente. Tale valore deve essere calcolato secondo la Norma CEI EN 60909-0, nell’assetto di rete N-1 (il quale prevede l’indisponibilità del componente del sistema elettrico – linea, generatore, trasformatore di interconnessione – che ha la maggiore influenza sui valori totali delle correnti di cortocircuito nel punto in esame) e con minima generazione.
Quindi il calcolo delle correnti e delle potenze di cortocircuito minime viene effettuato con riferimento a una rete nelle condizioni normali di esercizio, considerando in servizio solo parte del parco di generazione disponibile (situazione di minima generazione in ore vuote) ed assumendo la sorgente di tensione equivalente nel punto di cortocircuito pari al 100% della tensione nominale. Inoltre, il calcolo nei singoli nodi della rete deve poi essere eseguito ipotizzando indisponibile un componente del sistema elettrico.
Qualora l’impianto in esame sia esercito in antenna, il calcolo della corrente e della potenza di cortocircuito minima nel nodo viene eseguito riferendo la suddetta regola al primo nodo di alimentazione a monte che disponga di almeno due collegamenti attivi con la restante rete.

5.1.1.8 Corrente di guasto monofase a terra nel punto di inserimento e tempo di eliminazione del guasto
Il valore della corrente di guasto monofase a terra (come definita in 5.1.1.4) e il tempo di eliminazione del guasto devono essere comunicati dal Distributore all’Utente in occasione della richiesta di connessione e ogni qualvolta si verifichino variazioni, come meglio dettagliato in 7.5.5.

I valori massimi delle correnti di guasto monofase a terra devono essere calcolati secondo la Norma CEI EN 60909-0 e, insieme al tempo di eliminazione del guasto, consentono di dimensionare e verificare l’efficacia degli impianti di terra, secondo quanto previsto dalla Norma CEI 99-3(11) e dalla Guida CEI 11-37.
Il tempo di eliminazione della corrente di guasto a terra deve essere calcolato secondo quanto prescritto dalla Norma CEI 99-3.
L’impianto di terra dell’Utente, relativo alla connessione considerata, deve essere dimensionato in modo che la corrente di guasto a terra di cui sopra non dia luogo a tensioni di contatto e passo superiori ai valori ammissibili indicati nella Norma CEI 99-3, in relazione al tempo di eliminazione del guasto.

Roberto de Girardi

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