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Nel “Decreto del fare 2” la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili

Il governo insiste sulla necessità di ridurre i costi energetici in Italia per adeguare il costo delle bollette agli altri paesi UE. Infatti, secondo la bozza del “Decreto fare 2″ il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, avrà la possibilità di emettere bond e tagliare quindi gli oneri in bolletta legati all’incentivazione del fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili.
Se si dovesse decidere di ricorrere al mercato per 3-4 miliardi l’anno, per il 2014-17, si otterrebbe un calo degli oneri sulle tariffe di oltre il 30%.
La rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili a cui sta lavorando il Ministero dello Sviluppo economico sarà in grado di “dare subito 3 miliardi a famiglie e imprese in riduzione del costo dell’energia elettrica“. Lo ha affermato il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, precisando che “non si tratta di un miracolo“. La misura, su cui conta di arrivare a decisione questa settimana, prevede un allungamento del periodo di pagamento degli incentivi, ora pari a 18 anni.
In finanza con il termine bond (obbligazione, in italiano) si indica un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma. Un’obbligazione tipica sono ad esempio i titoli di Stato.
Scopo di un’emissione obbligazionaria (o prestito obbligazionario) è il reperimento di liquidità da parte dell’emittente.
Di solito il rimborso del capitale al possessore del titolo di debito da parte dell’emittente avviene alla scadenza al valore nominale e in un’unica soluzione, mentre gli interessi sono liquidati periodicamente (trimestralmente, semestralmente o annualmente). L’interesse corrisposto periodicamente è detto cedola perché in passato per riscuoterlo si doveva staccare il tagliando numerato unito al certificato che rappresentava l’obbligazione.

Il GSE ha tutte le carte in regola per emettere obbligazioni, nel 2012 il valore della produzione si è attestato a quasi 15 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Anche l’utile netto risulta in crescita rispetto al 2011, risultando pari a Euro 19,2 milioni. Nei prossimi giorni il documento verrà ridiscusso e pubblicato come bozza definitiva.

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