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Come determinare la classe antincendio

La classe C del compartimento antincendio è definita dalla relazione:
C = k × q
dove q è il carico d’incendio specifico
(ossia riferito ad 1 m² della superficie lorda compresa entro le pareti che delimitano il compartimento antincendio)
e k è un coefficiente di riduzione
compreso tra 0,2 e 1 che tiene conto
delle condizioni reali
d’incendio del locale.

Determinazione del carico d’incendio q
Per il calcolo di q si devono valutare i quantitativi massimi di materiali infiammabili o combustibili contemporaneamente presenti durante il regolare svolgimento dell’ attività.
Si calcola quindi il potenziale termico di tutti i materiali combustibili o infiammabili espresso in kilogrammi di legno standard (potere calorifico 18432 kJ/kg = 4400 kcal/kg) riferito all’unità di superficie lorda del locale (compresa entro il perimetro interno alle pareti che delimitano il compartimento antincendio), con la relazione:
q = (G1*H1 + G2*H2 + ….. + Gn*Hn) / 4400*A

dove: G1 – Gn = peso (in kg) di ciascuno degli n tipi di combustibile che si prevedono presenti nel locale nelle condizioni più gravose d’incendio;
H1 – Hn = corrispondenti poteri calorifici (in kcal × kg);
A = superficie orizzontale (in m2) del locale o del piano del fabbricato considerato.
Per i liquidi si devono valutare i volumi massimi occupati nelle tubazioni, negli apparecchi di processo e nei serbatoi, destinati al contenimento di detti materiali e che si trovano all’interno del compartimento considerato.
Se il compartimento è collegato ad altri compartimenti antincendio a mezzo di tubazioni, nastri trasportatori, ecc. che nel regolare svolgimento delle attività provvedono al trasporto di materiali infiammabili o combustibili, oltre ai quantitativi massimi contemporaneamente presenti nel compartimento antincendio durante il regolare svolgimento dell’attività, devono essere considerati anche i quantitativi che possono essere immessi nel compartimento stesso entro il tempo (t) che intercorre fra inizio eventuale incendio e intercettazione degli organi di convogliamento.

Per i liquidi, ad esempio, il peso del materiale infiammabile può essere calcolato con la relazione seguente:
G = P × t dove:
P = portata della tubazione o del convogliatore (in l/s o m3/s);
t = tempo tra l’inizio di un eventuale incendio e l’intercettazione della linea di alimentazione del gasolio, (s); Se non sono disponibili risultati di valide determinazioni, devono essere utilizzati i seguenti valori per il tempo (t):
– 10 s per il caso di organi di intercettazione comandati automaticamente da dispositivi rivelatori;
– 15 min per il caso di organi di intercettazione comandati a mano da un posto costantemente presidiato durante i periodi in cui le installazioni elettriche sono in tensione;
– 90 min per il caso di attività solamente sottoposte a una generica sorveglianza;
– 8 h per il caso di attività non presidiate.

Quando sono previsti rivelatori d’incendio che agiscono automaticamente sull’ alimentazione del combustibile (per cui t = 10 s), affinché tali dispositivi possano essere considerati “rivelatori” è necessario verificare se essi sono in grado di intervenire in caso d’incendio, oppure in caso d’interruzione del circuito elettrico o di corto circuito, causati da un eventuale incendio. In molti casi può essere considerato il tempo di 10 s; tuttavia, nei casi dubbi, è opportuno assumere uno dei tempi più lunghi sopraindicati.

Determinazione del coefficiente k
Il valore del coefficiente k viene determinato in base alle caratteristiche dell’ edificio, alla natura del materiale combustibile presente, alla destinazione, alla distanza da altri edifici ed alle esistenti misure di segnalazione e prevenzione incendi.
Per il calcolo di k, i singoli fattori di influenza vengono valutati mediante gli indici numerici, riportati a pag. 7 di Panorama Elettrico n. 3 / 95, che possono essere negativi o positivi, in quanto si intendono riferiti alle condizioni di un caso reale medio di incendio.
Il valore della somma degli indici di valutazione, fornisce direttamente il coefficiente di riduzione, per cui va moltiplicato il carico di incendio per la determinazione della classe del piano e del locale nell’ambito dell’edificio considerato.
Qualora il numero indicativo della classe risultante dal carico fosse diverso dal numero distintivo delle classi previste (ossia 15, 30, 45, 60, 90, 120, 180), si assegnerà l’edificio o la parte di esso considerata alla classe immediatamente superiore.

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