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QUESITO TECNICO
Marcature per un sistema di accumulo

impianti elettriciSiamo una società di rivendita, parte di un gruppo più ampio che produce tecnologie diverse (tutta la gamma delle tecnologie al piombo, ma anche batterie al litio) e avremmo bisogno del parere tecnico di alcuni Vs esperti.
Da poco abbiamo deciso di entrare nel mercato italiano come fornitori di sistemi di accumulo (SdA) formati da batterie LFP agli ioni di litio. Abbiamo un team di tecnici che ha sviluppato alcuni prototipi di sistema di accumulo, che dovremmo far certificare per poterli immettere sul mercato italiano (e non solo, il nostro gruppo è presente anche sul mercato spagnolo, polacco, serbo et. al).
In particolare, le maggiori problematiche che sto/stiamo riscontrando, riguardano la difficoltà di reperire ed/o identificare quali siano le norme giuridiche e tecniche, nazionali ed internazionali, “minime” ed imprescindibili, che debbono essere obbligatoriamente “seguite” e di cui deve essere comprovata la conformità dal costruttore e/o da enti terzi abilitati, che ci consentirebbero di poter immettere appropriatamente sul mercato italiano il nostro SdA. Ciò che più di tutto ci risulta strano, è l’assenza (magari e probabilmente anche dovuta a defezioni mie/nostre) di un qualche ente e/o di documentazioni da questi rilasciate, piuttosto che di organismi tecnico-normativi, che raccolgano e che descrivano dettagliatamente quali siano le norme e le certificazioni essenziali, necessarie ed imprescindibili, che consentirebbero ad un produttore di tali SdA, come noi, di poter immettere appropriatamente un nuovo SdA, soddisfacendo al contempo tutte le direttive/norme/certificazioni del caso, che si rendono necessarie a tal fine. In virtù di tutto quanto sopra, chiedo cortesemente se potete qualsiasi indicazioni che riteniate utile a riguardo.

Lorenzo Casale

impianti elettriciSe i prodotti (o apparecchiature) descritti sono già state immessi sul mercato comunitario valgono le Direttive applicabili agli stessi e le eventuali norme armonizzate applicate nei paesi comunitari ove sono stati già commercializzati i prodotti.
I prodotti descritti rientrano nell’ambito di applicazione delle seguenti Direttive:
– DIRETTIVA 2014/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato del materiale elettrico destinato a essere adoperato entro taluni limiti di tensione
– DIRETTIVA 2014/30/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica
– DIRETTIVA 2012/19/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 4 luglio 2012 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
con i conseguenti obblighi di marcatura CE e redazione del fascicolo tecnico.

Le norme tecniche nazionali ed armonizzate applicabili alla tipologia di prodotto descritti sono quelle emesse dal CT 21 del CEI Comitato Elettrotecnico Italiano

Sono da applicare ai sistemi di accumulo le Norme CEI 0-16 e 0-21 e le delibere dell’ Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico

Comments ( 1 )

  • PaoloPerotti

    “…ci risulta strano, è l’assenza … di un qualche ente o organismi tecnico-normativi … che descrivano dettagliatamente quali siano le norme e le certificazioni essenziali, necessarie ed imprescindibili per mettere in commercio …”
    Questa vostra affermazione è reale ma non certamente strana: in Italia ed in Europa vale il principio di NON ignoranza delle Leggi (vedi https://en.wikipedia.org/wiki/Ignorantia_juris_non_excusat per maggiori info) per cui siete voi produttori che avete il dovere di indagare per conoscere tutta la legislazione riguardanti le apparecchiature da voi prodotte.
    Potete indagare: assumendo del personale interno e formandolo, rivolgendovi a consulenti esterni capaci e con la dovuta esperienza o rivolgendovi a organizzazioni di categoria : mi sembra logico che tutte queste attività sono comunque a “pagamento” in quanto voi fate business con i sistemi di accumulo .
    Si potrebbe fare diversamente ?
    Certamente SI ma chi ci mette le risorse ?
    di primo acchito è logico pensare a chi ci guadagna producendo e/o commercializzando il prodotto .

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