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QUESITO TECNICO
Per quanto tempo conservare la documentazione di un cliente?

~DVorrei sapere una azienda installatrice di impianti per quanto tempo ha l’obbligo di conservare la documentazione tecnica come progetti, manuali di uso e manutenzione delle apparecchiature installate, schemi funzionali di ogni singolo cliente.
O meglio se è obbligata a conservarla nonostante gli originali siamo stati consegnati al cliente dopo la conclusione dei lavori. E nel caso fosse obbligata a tenerli in archivio in caso di richiesta per smarrimento del committente è lecito richiedere un compenso per il servizio?

Filippo Fondacci

~RNon esiste obbligo specifico. E’ prassi consolidata conservare la documentazione per dieci anni, ma ogni professionista è libero di fare diversamente. Se il cliente che si è perso la documentazione, come spesso capita, richiede una copia all’installatore è certamente lecito richiedere un compenso commisurato all’impegno (tempo e materiale).

Comments ( 2 )

  • ALESSANDRO

    la documentazione non dovrebbe essere conservata per un obbligo legislativo ma per cautelare se stessi, punto e basta.
    Dopo dieci anni si prescrive la rischiesta di risarcimento relativi a procedimenti civili (richiesta per danni di tipo economico) ma non quella penale che dura tutta la vita e in alcuni casi si trasferisce ai successori………
    ergo i documenti che servono a dimostrare quello che è stato fatto dall’installatore e che potrebbe essere stato modificato in futuro da altr, dovrebbero essere conservati per tutta la vita

  • Il responsabile tecnico che ha firmato la dichiarazione, risponde penalmente per tutta la sua vita, salvo prova contraria (ad es. l’impianto elettrico oggetto della dichiarazione è stato stravolto, oppure non è stato adeguatamente manutenuto, oppure è completamente andato a fuoco senza lasciare traccia, ecc.).

    Quella dell’impianto andato a fuoco è una battuta Ahah 🙂

    Io sono dell’idea che il responsabile tecnico (e l’azienda installatrice) debba conservare la dichiarazione di conformità finché campa.

    Poi ognuno è libero di fare come meglio crede, ma in questo paese in cui la tendenza è quella di trovare un capro espiatorio sempre e comunque, penso sia meglio avere un qualcosa in mano che sia di tutela, piuttosto che non averlo. E quel qualcosa è la dichiarazione di conformità.

    Ovviamente la DICO deve essere compilata in modo idoneo e non “ad cazzum” come spesso vedo…
    Se la dichiarazione è compilata in modo penoso, sarebbe meglio che andasse a fuoco assieme all’impianto, così forse non resta traccia di quella che sarebbe una prova contro il responsabile tecnico (e l’azienda installatrice).
    E questa volta, quella dell’andare a fuoco, NON è una battuta.

    Alessio Piamonti

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