Manutenzione di un impianto elettrico in una RSA. Il committente chiede la verifica strumentale di tutti gli interruttori differenziali della struttura una volta l’anno. A mio parere sono solo gli interruttori installati nei locali medici soggetti al controllo annuale. L’attività è onerosissima in termini di ore uomo. Nulla è espresso nel contratto tra le parti. Chi ha ragione?
Anonimo
La Norma CEI 64-8 per i locali adibiti a uso medico di Gruppo 1 e Gruppo 2 (ambulatori, sale visite, sale di diagnostica presenti nella RSA), richiede esplicitamente la prova dell’intervento degli interruttori differenziali con cadenza annuale.
Per gli altri locali della RSA (aree comuni, uffici o camere di degenza standard se non classificate come locali medici dal direttore sanitario), la CEI 64-8 Parte 6 suggerisce intervalli più ampi per le verifiche periodiche (generalmente biennali per ambienti a maggior rischio in caso di incendio, o fino a 5 anni per ambienti ordinari). Il committente, in quanto Datore di Lavoro, ha la responsabilità civile e penale della sicurezza nella struttura. Ai sensi dell’Art. 86 del D.Lgs. 81/08, egli deve provvedere affinché gli impianti elettrici siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le norme buone prassi. Le linee guida di molte ASL/ATS e dell’Inail sulla manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi di lavoro ad alto rischio (come le strutture sanitarie e socio-assistenziali) suggeriscono spesso di uniformare le procedure di test dei differenziali a una cadenza annuale per tutta la struttura. I motivi sono prettamente pratici e di gestione del rischio:
– Gli ospiti di una RSA sono persone anziane o non autosufficienti; il rischio legato a una mancata protezione dai contatti indiretti è amplificato, così come l’assenza dell’alimentazione in caso di scatti intempestivi.
– Gestire scadenze diverse all’interno dello stesso edificio (alcuni differenziali a 12 mesi, altri a 24 mesi) aumenta il rischio di dimenticanze o errori nel registro dei controlli.
Alla luce di quanto esposto risulta evidente l’esigenza di predisporre un piano di manutenzione rigoroso al momento della stipula del contratto di appalto, per evitare questi fraintendimenti.