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QUESITO TECNICO
Dichiarazione di conformità di un impianto… fatto da altri

impianti elettriciUn cliente ha rifatto l’impianto elettrico del proprio appartamento nel 2014, ora avrebbe bisogno della dichiarazione di conformità. Io ho tutti i requisiti, ma da come ho capito non posso emettere una dichiarazione di un lavoro che non eseguito. Posso controllarlo, verificarlo ed eventualmente fare una dichiarazione?

Tormen Impianti Elettrici

impianti elettriciLei può verificare l’impianto ai sensi della Norma CEI 64-8/6, eseguire le necessarie opere di adeguamento, integrazione o modifica ed emettere la dichiarazione di conformità solo per le opere da lei svolte. Se le suddette consistono nell’adeguamento dell’impianto esistente ai criteri di sicurezza prescritti dalle Norme CEI potrà rilasciare la dichiarazione di conformità in tal senso.

Comments ( 12 )

  • Davide Cantarelli

    Buongiorno, ho qualche dubbio sulla correttezza della risposta.
    In questo modo chiunque può realizzare un impianto elettrico e, se lo realizza correttamente, con i suggerimenti di un impiantista abilitato che poi emette la Dichiarazione di Conformità, tutto è a posto.
    Non credo siano questi gli intenti della Legge 46/90 e del DM 37/08.
    Quello che andrebbe a fare l’impiantista abilitato è una Dichiarazione di Rispondenza, non consentita per impianti realizzati dopo il 2008
    Saluti

  • Davide Cantarelli

    Risposta non corretta, ma vedo che non vengono registrati i commenti

  • Diego Brambilla

    Buongorno; La risposta dice che se eseguo un lavoro devo rilasciare la DICO. Ma se l’impianto è esistente e da controlli risulta a norma ma privo di dichiarazione (ditta che l’ha realizzato fallisce o altra motivazione) come si procede? Grazie

  • Nadir Ermilli

    Da quello che so io che sono installatore è come dice Davide Cantarelli qui sopra

  • Luigi Cerra

    Sono perfettamente d’accordo con Davide Cantarelli. La Legge 46/90 ha semplicemente dato la possibilità di sanare alcuni impianti precedenti al 1990 e rilasciati senza DICO attraverso il rilascio si una DIRI. Ma ovviamente questa “sanatoria” aveva un limite temporale. Oggi quindi non è possibile rilasciare una DIRI. Quindi un impianto una volta realizzato deve essere corredato della DICO. Al massimo partendo da un impianto è pensabile sottoporlo a modifiche e trasformazioni e rilasciare in ogni caso una DICO ai sensi del DM37/2008 . Insomma la DIRI non esiste più!.

  • Luciano

    Concordo con Davide

  • Secondo me invece la risposta è corretta, non c’è scritto che si rilascia la DICO per tutto l’impianto. Si eseguono dei lavori di adeguamento su un impianto già realizzato e si rilascia la DICO per i lavori svolti, prassi normalmente seguita. Poi il fatto che formalmente una DICO senza molti allegati venga eventualmente usata usata anche per “coprire” i lavori precedenti è un aspetto che riguarda una tendenza molto più ampia e tutta italiana. Cosa peraltro difficile visto l’avvento dal 2014 ad oggi del regolamento CPR, a meno che non vengano sostituiti tuttii cavi.

  • RdG

    Partirei con il ragionamento dalla Legge 46/90 che all’art. 7 comma 3 prevedeva che l’adeguamento degli impianti fosse completato entro tre ani dalla entrata in vigore della legge (Art. 7 comma 3. Tutti gli impianti realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati, entro tre anni da tale data, a quanto previsto dal presente articolo). Termine poi via via prorogato, con vari decreti e leggi, sino al 31.12.1998 per i soli edifici civili e al 31.12.1999 per l’edilizia scolastica
    Il DPR 447/91 all’art. 5 comma 8 introdusse la sciagurata possibilità di considerare “adeguati” gli impianti preesistenti aventi i requisiti del sezionamento, della protezione contro le sovracorrenti, la protezione contro i contatti diretti e protezione mediante interruttore differenziale con Idn non superiore a 30 mA, dimenticando di fatto la necessità (e l’obbligo tecnico-normativo) dell’impianto di terra.
    Con l’art. 5 DPR 447/91, purtroppo, sono di fatto passate nefandezze di ogni tipo, installando un interruttore differenziale con Idn=0,03 A si sanavano (…o si pensava di sanare) impianti datati e che nella maggioranza dei casi non presentavano nemmeno i requisiti indicati nel comma 8 dell’art. 5 DPR 447/91.
    Il DM 37/08 ribadiva, solo per gli impianti nelle unità abitative, realizzati prima del 13 marzo 1990, la condizione indicata dall’art. 5 comma 8 DPR 447/51. Dimenticando anche in questo caso l’obbligatoria realizzazione di un impianto di terra.
    Con l’art. 7 comma 6 il DM 36/08 introduceva la possibilità di rilasciare per gli impianti, sprovvisti di “Dichiarazione di conformità” realizzati prima dell’entrata in vigore dello stesso, una Dichiarazione di rispondenza.
    A questo punto entriamo nel merito del quesito e della risposta. Viene chiesto se per un impianto realizzato nel 2014 può essere rilasciata la Dichiarazione di conformità.
    Sicuramente non può essere rilasciata una Dichiarazione di rispondenza (vedasi DM 37/08 art. 7 comma 6)
    La risposta non dice sì, ma precisa che l’installatore in questo caso può verificare l’impianto ai sensi CEI 64-8/6, eseguire le necessarie opere di adeguamento, integrazione o modifica ed emettere la Dichiarazione solo per le opere da lui realizzate con i conseguenti adempimenti. Qualora le opere eseguite consistano nell’adeguamento dell’impianto alla normativa vigente potrà essere rilasciata un Dichiarazione di conformità su modello di cui all’Allegato I DM 37/08 con l’indicazione:- inteso come: □ altro, specificando le opere realizzate ed allegando i relativi allegati obbligatori e facoltativi.
    Il presupposto per il rilascio della Dichiarazione di conformità è l’esecuzione dell’impianto, o di parti di impianto, o l’adeguamento dell’impianto a mezzo di forniture e l’installazione di componenti. Questo è il principio sotteso alla risposta.
    Chi legge nella stessa la possibilità di rilasciare una Dichiarazione di conformità senza nulla fare, o su impianti realizzati da altri, ha letto male.
    Infine, ricordo che il Regolamento UE 305/2011 introdotto con D.Lgs 106/2017 non prescrive in alcun modo la sostituzione dei conduttori negli impianti esistenti.

  • Enrico

    Buonasera, chiedo se come soluzione è fattibile poter rilasciare una dichiarazione di rispondenza alla regola dell’arte ai sensi della Legge 186/68 (non al DM 37/08).

  • CairoliStefano

    Rispondo con la mia opinione alla domanda di Enrico.
    La Dichiarazione di Rispondenza o anche Attestazione di Rispondenza, chiamiamola come vogliamo, non ai sensi del DM 37/08 può essere rilasciata, naturalmente in seguito ai controlli, prove e misure.
    A cosa serve?
    Serve a comunicare al committente/utilizzatore dell’impianto che l’impianto può essere esercito in sicurezza in quanto conforme alla Regola dell’arte e che tale deve essere mantenuto.
    L’estensore della Dichiarazione sarà responsabile di quanto afferma, limitando questa responsabilità a quanto esistente al momento dei controlli, che sarà opportunamente documentato con schemi e planimetrie, relazioni, ecc. costituendo la documentazione di impianto utile anche per effettuare la manutenzione.
    Non è un documento spendibile in altro modo. Ma a cosa altro sarebbe servita la Dichiarazione di Rispondenza o di Conformità?

  • RdG

    Essendo gli impianti oggetto del quesito soggetti al campo di applicazione del DM 37/08 (art. 1 comma 1 e comma 2 lettera a), i documenti attestanti la conformità degli impianti ai sensi del suddetto DM sono:
    -Dichiarazione di conformità degli impianti alla regola dell’arte ai sensi Art, 7 comma 1 rilasciata su modello conforme all’Allegato I dello stesso decreto
    -Dichiarazione di rispondenza degli impianti alla regola dell’arte ai sensi Art. 7 comma 6 rilasciata da professionista iscritto all’Albo professionale o dal Responsabile tecnico di impresa installatrice nei modi e termini indicati al medesimo comma 6
    Per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione del DM 37/08 è possibile rilasciabile una “DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ DELL’IMPIANTO ALLA REGOLA DELL’ARTE per impianti esclusi dal campo di applicazione del Decreto 22 gennaio 2008, n.37, documento questo redatto su base volontaria secondo Legge 1 marzo 1968, n° 186” (vedasi anche il quesito del 23 Novembre 2016).
    A mio parere reputo che per gli scopi indicati nel DM 37/08, in particolare per i rapporti con gli Enti pubblici e di controllo, poco serva per gli impianti in oggetto una Dichiarazione 186/68 (mi si passi l’abbreviazione) in quanto nel metodo e nel merito non applicabile al contesto.
    Tantomeno reputo rilasciabile una “Dichiarazione di rispondenza redatta su base volontaria secondo Legge 1 marzo 1986 n° 186” in quanto documento non previsto nella vigente legislazione e non rilasciabile per i motivi sopraddetti (ndr…di fatto un nuovo conio non possibile).
    Nel caso di specie, se necessario un documento formale da allegare a domande o pratiche verso Enti pubblici o altro (ad esempio abitabilitò, agibilità, etc,), si deve mettere mano agli impianti come detto nel mio precedente intervento. Se non vi è necessità di “certificare” a qualcuno lo stato degli impianti, ma accertarne i requisiti di sicurezza reputo sia sufficiente una approfondita relazione tecnica di verifica dell’impianto ai sensi CEI 64-8/6 corredata da tutte le prove e le misure previste. Questo a discrezione del committente e della professionalità del tecnico, professionista iscritto all’Albo o Responsabile tecnico che sia.

  • RdG

    Scusate, error tastiera, al secondo paragrafo leggasi “è possibile rilasciare una…”

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