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QUESITO TECNICO
Impianti elettrici nei locali medici: prese a spina

locali medici1) Un defibrillatore posto in sala operatoria deve essere per forza collegato a una presa a spina del circuito IT-M?
2) In virtù di questa nota: “Le prese a spina alimentate dal sistema IT-M non devono essere intercambiabili con prese alimentate da altri sistemi utilizzati nello stesso locale e permanentemente identificabili in un locale di gruppo 2”: le prese a spina che non fanno parte del circuito IT-M e quindi protette da un differenziale in teoria di tipo A, devono essere del tipo interbloccate ( IEC 309-1) o possono essere delle semplici prese schuko, magari identificate o installate di colore diverso?

Nicola Domini

Il riferimento normativo è la Norma CEI 64-8/7 Variante 2 Sezione 710 (08/2015 Fascicolo 14291).
1) Il defibrillatore essendo apparecchio elettromedicale, o sistema elettromedicale o apparecchio utilizzatore, che può entrare ed essere utilizzato nella zona paziente del locale medico di gruppo 2 deve essere collegato ad una presa a spina del circuito IT-M. Si vedano al proposito le prescrizioni di cui art. 710.413.1.3 e art. 710.413.1.5.
2) Come prescritto dal quarto paragrafo dell’art. 710.55.3 le prese a spina alimentate dal sistema IT-M non devono essere intercambiabili con prese alimentate da altri sistemi utilizzati nello stesso locale o essere chiaramente e permanentemente identificabili.
Il progettista degli impianti, sulla base delle seguenti prescrizioni, dovrà prescrivere la tipologia di presa a spina da utilizzare per il sistema IT-M e quella per gli altri sistemi installati nel locale medico di gruppo 2.

Impianti elettrici nei locali medici – riferimenti normativi:

710.413.1.3 Sistemi TN e TT
I circuiti terminali dei locali medici di gruppo 1, che alimentino prese a spina con corrente nominale
fino a 32 A, devono essere protetti con interruttori differenziali aventi corrente differenziale
nominale non superiore a 30 mA (protezione addizionale).
Nei locali di gruppo 2, tutti i circuiti devono essere protetti mediante interruttore differenziale con
Idn ≤ 30 mA, se non sono alimentati dal sistema IT-M.

710.413.1.5 Sistema IT-M
Il sistema IT-M deve essere utilizzato nei locali medici di gruppo 2 per i circuiti che alimentano
apparecchi elettromedicali, sistemi elettromedicali o altri apparecchi utilizzatori situati o che
possono entrare nella “zona paziente”, ad esclusione dei circuiti per unità a raggi X e dei circuiti
per apparecchi con una potenza nominale maggiore di 5 kVA.

710.55.3 Circuiti per prese a spina nei locali di gruppo 2
In ciascun posto di trattamento dei pazienti, per esempio le unità di alimentazione ad uso medico
(testa – letto), la disposizione delle prese a spina alimentate dal sistema IT-M e dei relativi
circuiti deve essere la seguente:
– devono essere installati almeno due distinti circuiti che alimentino le prese a spina, oppure
– le prese a spina devono essere protette individualmente o a gruppi (almeno due) contro le
sovracorrenti.
NOTA Si raccomanda che ogni circuito alimenti preferibilmente prese a spina destinate ad un unico posto di
trattamento dei pazienti.
Nel caso di circuiti protetti da interruttori differenziali con una corrente nominale differenziale non
superiore a 30 mA, si raccomanda di prestare attenzione al numero massimo di prese protette
da un unico apparecchio.
I circuiti che alimentano prese a spina nei locali di gruppo 2 devono essere alimentati dal sistema
IT-M, con l’eccezione dei circuiti per unità a raggi X e dei circuiti per apparecchi utilizzatori con
una potenza nominale maggiore di 5 kVA.
Le prese a spina alimentate dal sistema IT-M non devono essere intercambiabili con prese
alimentate da altri sistemi utilizzati nello stesso locale o essere chiaramente e permanentemente
identificabili.

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