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QUESITO TECNICO
Gli architetti possono progettare impianti elettrici?

~DCon la presente, si Chiede quali tipologie di impianti elettrici possono essere progettati da Architetti e quali sono le norme e /o regolamenti che disciplinano tale materia.

Santo

~RLa competenza degli Architetti in materia di progettazione degli impianti elettrici è oggetto di una diatriba infinita ove compaiono diverse sentenze del Consiglio di Stato, non ultima la n° 1552 del 2013 che ha sancito la competenza degli architetti nella progettazione degli impianti tecnologici di edificio annullando il pronunciamento contrario del Tar del Lazio. Alla lettura delle competenze professionali indicate nella legislazione di riferimento (Regio Decreto 2527 del 1925) gli impianti elettrici parrebbero esclusi.
La domanda corretta sarebbe solo la seguente: l’architetto conosce in modo adeguato ed approfondito l’elettrotecnica, i criteri di calcolo e dimensionamento degli impianti di bassa e media tensione, le caratteristiche dei prodotti e dei componenti, la legislazione e la normativa tecnica? Se la risposta è sì a nostro parere può progettare, se è no continui ad esercitare la professione di architetto nei campi di specifica conoscenza e competenza.

Comments ( 11 )

  • LUCA

    Non condivido affatto l’affermazione “La domanda corretta sarebbe solo la seguente: l’architetto conosce in modo adeguato ed approfondito l’elettrotecnica, i criteri di calcolo e dimensionamento degli impianti di bassa e media tensione, le caratteristiche dei prodotti e dei componenti, la legislazione e la normativa tecnica? Se la risposta è sì a nostro parere può progettare, se è no continui ad esercitare la professione di architetto nei campi di specifica conoscenza e competenza.”
    Vorrebbe dire che chiunque conosce correttamente ed è preparato con le dovute competenza, su una qualsivoglia materia potrebbe esercitare e progettare impianti o strutture … non vuol dire che perchè nel mio corso di studio ho approfondito chimica, posso esercitare … allora vorrebbe dire che chiunque puo fare cio per cui si ritiene preparato … se so di diritto posso fare l’avvocato. Se il pensiero è questo è anche corretto che NON si pretenda la laurea per entrare in certe cariche sotto lo Stato! Questo o vale per tutti oppure occorre essere coerenti e produrre una legge concreta certa e logica in base oltre alle competenze anche in base agli studi effettuati coadiuvati dai risultati degli esami!

  • GIULIO PASSARINI

    Vero, ma il senso era quello di dire: se pensi di essere in grado di farlo e soprattutto di assumerne la responsabilità… se sbagli, ovviamente paghi dinanzi alla Legge.

    Saluti.

    GP

  • francesco

    La prima conseguenza è….che i signori non avendo le competenze, comunque tolgono a chi è competente lavoro.

  • aldo

    L’impianto viene fatto da un prefessionista (elettricista) dichiarando che tutto è a norma come previsto per legge, poi l’architetto esegue la progettazione indicando ciò che è stato fatto.

  • Sop

    Aldo, permettimi di dissentire, se l’impianto è soggetto a progetto l’installatore redige la dichiarazione di conformità sulla base di un progetto redatto da tecnico abilitato.
    Ne consegue che il progetto deve essere fatto PRIMA della realizzazione dell’impianto proprio per evitare di far fare i dimensionamenti agli installatori, in questo modo l’installatore dichiarerà che l’impianto sarà eseguito a regola d’arte ma scaricherà tutte le responsabilità di dimensionamento linee e protezioni sul progettista.
    Non so che impianti sei abituato a progettare ma negli impianti che progetto io generalmente un errore di dimensionamento di qualche componente scoperto a lavori ultimati causerebbe migliaia di euro di danni oltre a figure barbine con i clienti

  • Tommaso Raucci

    secondo me gli architetti hanno un percorso di studi non abilitante per questo. noi civili che è il nostro ambito, non possiamo fare un PUC mentre loto impianti di ingegneria industriale, e’ un illecito per me

  • Laura

    Sono una studentessa di architettura e durante il mio percorso di studi mi sono occupata della progettazione di “impianti tecnici per l’architettura”. Nel caso, ad esempio, della progettazione illuminotecnica, non ci si occupa della progettazione di un impianto elettrico, in quanto non si insegnano ad un futuro architetto nozioni di elettrotecnica.
    L’architetto non si limita alla progettazione illuminotecnica finalizzata all’essenziale percezione degli spazi che caratterizzano l’edificio ma, valutando tutta una serie di fattori, usa la luce per creare un effetto estetico dell’ambiente illuminato e un’atmosfera specifica.
    Per concludere, penso che l’architetto non possa sostituirsi al progettista di impianti elettrici ma anzi debba collaborare con quest’ultimo.

  • Valberto Baggio

    Trovo che il commento espresso da Laura il 24 febbraio scorso sia ragionevole e tecnicamente ineccepibile, perché formulato da una persona giovane e per la proposta contenuta nella parte finale in cui si sollecita la necessaria collaborazione tra professionisti di diversa formazione tecnica/universitaria; al riguardo una simile diatriba – ovviamente di diversa natura – è ad esempio quella tra geologi ingegneri (categoria alla quale peraltro appartengo) e potrei ricordarne tante altre.
    Circa la sentenza in questione, direi che citare la legge del 1925 è argomento ineccepibile (forse) ma ciò da un punto di vista strettamente giuridico che però appare di scarsa o nulla valenza tecnica. Grazie.

  • antonio

    Ricordo che ci sono ingegneri gestionali che progettano piani regolatori.
    Con questo ho detto tutto.

    saluti

  • Alessandro De santi

    Ha ragione Laura, infatti a me è capitato di fare una verifica, perché l’ENEL non aveva allacciato l’utenza per deficienze tecniche, di un’impianto di un’edificio che doveva essere alimentato in MT a 15.000 Volt.
    La cabina di trasformazione era stata realizzata senza gli accessi adeguati per i cavi im MT, non esisteva lo spazio per le celle di passaggio e sezionamento, Il sezionatore e l’interruttore generale in MT era privo di del relè direzionale di terra, la cella stessa non era adeguata per isolamento essendo a 17.5 Kvolt invece che 20. Il valore RT di terra non era stato misurato, e alla verifica risultava non adeguato, Lasciando perdere la distribuzione in BT dove oltre che alla inadeguatezza delle sezioni dei conduttori, non erano presenti le linee dirette per gli ascensori e i circuiti di emergenza e antincendio.
    Praticamente la ditta installatrice aveva fatto dal lavoro a il progetto e l’Architetto l’ho aveva firmato. Risultato un casino..

  • Clint

    Diatriba in atto con un architetto responsabile di uno studio di progettazione : l’architetto l’ho incrociato una sola volta , mi ha aperto la porta dello studio e mi ha fatto accomodare , e l’ingegnere suo collaboratore/dipendente , che ho ritenuto il progettista perché si è presentato come tale in fase di sopralluogo , è uno strutturale e non ha alcuna competenza in campo elettrico ( su sua stessa ammissione ) . Praticamente il progetto l’ho fatto io ( sono un perito seppure non abilitato ) e trattasi di un impianto con potenza impegnata di 30kw . Li ho indirizzati passo – passo , oggi mi contestano il fatto che sulla dichiarazione di conformità ho indicato il nome dell’ingegnere quale progettista . Visto che la 37/08 parla chiaro ( progettista iscritto all’albo con competenze specifiche ) provvederò ad invalidare la mia dichiarazione in quanto nessuno dei due ha competenze specifiche . Per quanto mi riguarda il progetto è nullo !

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