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QUESITO TECNICO
6 kW: progettino o progettone!?

~DPoichè il decreto 37/08 parla di potenze impegnate non superiori a 6 kW per non instaurarsi l’obbligo del progetto elettrico firmato da un tecnico abilitato, ritengo che per impianti di 6 kW (contatore da 6 kW), il progetto lo possa firmare il responsabile tecnico dell’impresa. Cosa ne pensate?

StileLiberoPlus S.r.l.

~RDalle interpretazioni correnti e consolidate l’impianto con potenza impegnata non superiore a 6 kW non deve essere progettato da professionista abilitato, così come l’impianto alimentato da una fornitura di potenza nominale uguale a 6 kW.

Comments ( 2 )

  • Maurizio Bisin

    Un impianto con potenza di 6 kW impegnata ma 6,6 kW disponibile, metratura inferiore a 200 mq, deve essere progettato?

  • Tempo fa scrissi un paio di articoli sulla questione sul gruppo Facebook Il Professionista Elettrico.

    Ne approfitto per pubblicare il primo dei due così rispondo anche al commento di Maurizio Bisin:

    [La potenza impegnabile]

    Differentemente da quanto si crede, la potenza impegnabile non corrisponde necessariamente alla potenza impegnata.

    La potenza impegnata, infatti, è il valore di potenza stipulato con il venditore dell’energia elettrica e che per le forniture monofase in genere corrisponde a:
    – 1,5 kW
    – 3 kW
    – 4,5 kW
    – 6 kW
    Dal 2017 è possibile scegliere anche ulteriori valori, con scaglioni di 0,5 kW (per forniture fino a 6kW).

    La potenza IMPEGNABILE corrisponde invece alla potenza che l’utente può impegnare.

    Se dimensioni un impianto per una potenza di 15 kW, poco importa che il cliente stipuli un contratto di fornitura in cui ne chiede solamente 3 (potenza impegnata).
    La potenza impegnabile, ovvero la massima che può impegnare, sarà comunque di 15kW.

    Questo perché hai dimensionato una linea di una certa sezione ed hai installato un interruttore di una certa taglia.

    L’utente che attualmente ha chiesto 3kW, potrà così in futuro impegnare una potenza pari a 15 kW (in questo caso trifase perché sopra a 6kW la fornitura avviene in trifase, salvo qualche remoto caso in cui il distributore concede la monofase fino a 10kW, come mi è capitato per un impianto proprio l’altro giorno).

    Il valore della massima potenza impegnabile deve essere indicato nella dichiarazione di conformità che il distributore dovrebbe richiedere e visionare. Quest’ultimo non dovrebbe erogare una fornitura con potenza maggiore alla massima impegnabile indicata nella conformità.

    Uso il condizionale perché questo obbligo, derivante dal DM 37/08, spesso non è rispettato e i distributori se ne sbattono sia di richiedere la conformità, sia di valutare quale sia la potenza massima impegnabile di quell’impianto, sia di fornire all’utente una potenza non superiore alla massima impegnabile.

    Se la potenza impegnabile supera i 6 kW, nei casi indicati dal DM 37/08, serve il progetto a firma del tecnico abilitato.

    E’ stato invece chiarito che, con una potenza impegnata pari a 6 kW, non serve il progetto a firma del tecnico abilitato nonostante sia possibile prelevare il 10% in più, ovvero 6,6 kW.

    Il problema su come stabilire la potenza massima impegnabile si complica nel momento in cui esiste un impianto di produzione dell’energia elettrica, ad esempio un fotovoltaico.
    Questa casistica la tratto nel secondo articolo che non sto a publicare per non annoiare nessuno Ahah 🙂

    Alessio Piamonti

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