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Certificati energetici: troppe procedure!

Alla Mostra d’Oltremare di Napoli, nell’ambito di EdilMed, il convegno “Le procedure della certificazione energetica”. Un convegno come occasione per fare il punto sulla certificazione, sia da un punto di vista normativo che tecnico.
L’arch. Francesco Giordano, consigliere nazionale, coordinatore Regione Campania e Referente Provincia di Napoli dell’Associazione Certificatori Energetici, fa il punto sulla certificazione energetica per il residenziale esistente.
“Come sappiamo, l’attuale normativa permette di optare fra TRE metodologie: Norma UNI TS 11300, DOCET e Metodo semplificato.
Questi tre metodi possono essere usati indifferentemente dai tecnici per certificare edifici residenziali esistenti fino a 1000 mq, coprendo quasi la totalità del mercato immobiliare esistente.
A questi tre metodi, il DM 26 gennaio 2010 ha aggiunto l’allegato G equiparando i risultati ottenuti con questo metodo a quelli ottenuti con il metodo semplificato di cui al DM 26 giugno 2009. Il DL 40/2010 sugli incentivi, convertito nella Legge 73/2010, ed il futuro 55% dal 2011 (speriamo), premieranno le classi energetiche migliori e/o il passaggio da classi più energivore a classi più risparmiose con contributi e detrazioni fiscali, proporzionando il contributo al risultato ottenuto.

Se per la nuova edilizia residenziale i problemi sembrano risolti, dopo il chiarimento del ministero, attraverso l’utilizzo sul tutto il territorio nazionale delle norme UNI TS 11300, scavalcando le eventuali norme regionali ai soli fini degli incentivi del DL 40/2010, questo ad oggi non è stato risolto per l’esistente e per futuri incentivi legati ai consumi e alle classi energetiche.

Ma quale metodo sarà usato per certificare la classe energetica raggiunta? Tutti sappiamo che se applichiamo queste tre metodologie ad esempio a casi proposti dal CTI, i risultati ottenuti sono molto diversi, non per colpa delle metodologie.
La colpa è nella mancanza di una regolamentazione certa e specifica per determinare ed indirizzare i tecnici e committenti verso la metodologia più adatta, caso per caso, evitando la libera scelta fra i tre metodi solo esclusivamente in base ai mq o ai soldi che intende investire il committente.

Oggi, appartamenti identici nello stesso edificio in piani diversi, a titolo esemplificativo, possono avere certificati energetici con risultati molto differenti.
Questa situazione turba il mercato immobiliare, il mercato delle certificazioni e la tranquillità degli operatori del settore. Non parliamo poi dell’autodichiarazione in classe G che il proprietario può emettere (rischiando) da solo per risparmiare poche, ma veramente poche centinaia di euro.
A questo sommiamo: gli errori degli stessi operatori quando utilizzano i software; gli errori dovuti alla tolleranza della normativa (+ o – 5%) ed infine ai probabili errori che i software non certificati ma in “autodichiarazione”. Per queste motivazioni i relatori nel convegno illustreranno la normativa di competenza e l’operato dell’ente che rappresentano.”

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