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Impianto di terra ed LPS: Integrazione con la parte edile

E’ necessario che tutte le figure coinvolte in una realizzazione edile operino in modo tale che sino dalla fase progettuale diano la massima importanza all’integrazione edilizia – impiantistica elettrica per la buona riuscita della realizzazione dell’opera e per il contenimento dei costi di costruzione dell’opera stessa.
Gli aspetti essenziali da prendere in considerazione in merito alle correlazioni con la parte edile per quanto riguarda le opere murarie, sia in costruzione, sia in rifacimento di impianti esistenti, sono la definizione degli spazi, per:
– il transito delle condutture;
– l’eventuale cabina di ricevimento;
– l’eventuale cabina di trasformazione sia dell’ente distributore sia del privato;
– i quadri elettrici;
– i passaggi degli impianti idrici e di climatizzazione.
L’ impianto di terra
Notevoli vantaggi, per esempio, comporta l’integrazione dell’impianto di terra con la parte edile, sino dalla fase iniziale del cantiere, utilizzando i ferri del cemento armato.
La Guida CEI 64-12 “Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario” è stata preparata proprio con lo scopo di indicare agli operatori edili ed ai committenti i notevoli vantaggi economici e tecnici che si possono ottenere con un tempestivo e coordinato intervento degli operatori elettrici prima e durante la costruzione delle opere edili e di fornire agli operatori elettrici informazioni utili per realizzare correttamente i vari interventi. Si applica negli impianti di terra degli edifici per uso residenziale e terziario, ma alcune indicazioni fornite sono utili anche in edifici per uso industriale. In particolare per quanto riguarda:
– caratteristiche e destinazione dell’impianto di terra;
– considerazioni sull’ impianto di terra;
– realizzazione di un impianto di terra;
– documentazione e verifica;
– cenni sui provvedimenti da prendere per ridurre gli effetti della corrosione;
– cenni sulla resistività del terreno
– esempi di realizzazione del dispersore in edifici esistenti;
– interventi supplementari per sistemi di protezione contro i fulmini.

Protezione contro i fulmini
Nella Guida CEI 64-12 sono anche riportati esempi di “dispersori di fatto” che costituiscono la struttura dell’edificio, quali plinti, pali di fondazione, platee, paratie perimetrali.
La 64-12 permette l’utilizzazione dei ferri dell’armatura dei pilastri e delle strutture in calcestruzzo armato o dei pilastri in ferro, quali organi di “discesa” rispondenti alle condizioni riportate al punto F.2. per la protezione contro i fulmini.
Quanto sopra in accordo con la Norma CEI 81-1 “Protezione delle strutture contro i fulmini”.Riportiamo le condizioni più significative del punto F.2 sopra citato. I ferri d’armatura vengono considerati elettricamente continui se:
– saldati;
– connessi mediante morsetti o manicotti.

La continuità elettrica può essere ottenuta anche mediante sovrapposizione e legatura a regola d’arte edile, con i ferri sovrapposti e legati per almeno 20 volte il diametro del ferro stesso con un minimo di 200 mm.
Il numero minimo di connessioni tra i ferri d’armatura di una struttura in calcestruzzo armato dipende dalle caratteristiche della struttura stessa: devono, comunque, essere in numero tale da garantire il valore di resistenza ammesso non superiore a 0,1W, misurato fra due punti qualsiasi della struttura tra i quali è richiesta la continuità.
L’uso di un solo ferro di armatura in genere non è sufficiente a garantire la continuità elettrica richiesta. L’uso di due o tre ferri in parallelo consente invece di ottenere valori di resistenza contenuti nel limite ammesso.

Anche un numero minimo d’interconnessioni tra i ferri orizzontali e quelli verticali pari almeno al 50% del totale degli incroci tra i ferri, consente di ottenere valori di resistenza contenuti nel limite ammesso.
È anche preferibile, in certe condizioni di realizzazione del calcestruzzo armato, evitare l’utilizzo diretto dei ferri, integrandoli, prima del getto, con elementi intenzionali (per esempio ferri aggiuntivi continui). Quando parti di strutture in calcestruzzo armato prefabbricate vengono usate per la costruzione di impianti di protezione dai fulmini, opportuni collettori (piastre, morsetti) devono essere posizionati sulle varie parti dell’armatura del calcestruzzo armato prefabbricato per permettere successivamente, in modo semplice, l’interconnessione tra l’armatura sulle varie parti del calcestruzzo armato prefabbricato e l’armatura della struttura e il dispersore.

CEI 11-1 e 81-1
Le Norme CEI 11-1 “Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata” (nona edizione) e CEI 81-1 “Protezione contro i fulmini” (terza edizione) hanno ripreso e rafforzato i concetti della Guida CEI 64-12 in termini di utilizzo dei dispersori di fatto o naturali presenti nella costruzione edili, sia per la protezione contro i contatti indiretti, sia per la protezione contro i fulmini. Riportiamo alcune definizioni della Norma CEI 11-1 in vigore dal primo maggio 1999.

2.7.3 Dispersore
Conduttore in contatto elettrico con il terreno, o conduttore annegato nel calcestruzzo a contatto con il terreno attraverso un’ampia superficie (per esempio una fondazione).

2.7.6 Impianto di terra
Sistema limitato localmente costituito da dispersori o da parti metalliche in contatto con il terreno di efficacia pari a quella dei dispersori (per esempio fondazioni di sostegni, armature, schermi metallici di cavi), di conduttori di terra e di conduttori equipotenziali.

2.7.9.4 Dispersore di fondazione
Struttura conduttrice annegata nel calcestruzzo a contatto elettrico con il terreno attraverso un’ampia superficie.

2.7.9.6 Dispersore di fatto
Parte metallica in contatto elettrico con il terreno o con l’acqua, direttamente o tramite calcestruzzo, il cui scopo originale non é di mettere a terra, ma soddisfa tutti i requisiti di un dispersore senza compromettere la sua funzione originale..

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