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“Approvazione dei regolamento per l’esecuzione dei testo unico 18 giugno 1931-1X, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza”
(S.O. G.U. 26 giugno 1940, n. 149)

VITTORIO EMANUELE III per grazia di Dio e per volontà della Nazione
RE D’ITALIA E DI ALBANIA IMPERATORE D’ETIOPIA

Veduto il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R. decreto 18 giugno 1931-1X, n. 773;
Veduto l’art 1, n. 1, della legge 31 gennaio 1926-1V, n. 100;
Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per l’intemo, di concerto coi Ministri per la grazia e giustizia e per la cultura popolare;

Abbiamo decretato e decretiamo:

è approvato l’annesso regolamento per l’esecuzione del testo unico, in data 18 giugno 1931-IX, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza, il quale regolamento sarà visto e sottoscritto, d’ordine Nostro, dal DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per l’intemo.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi 6 maggio 1940-XVIII.

VITTORIO EMANUELE
Visto, il Guardasigilli: GRANDI

Regolamento
per l’esecuzione della
Legge di P. S.
Testo unico
18 giugno 1931-1X, n. 773

(omissis)

TITOLO II

DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’ORDINE PUBBLICO E ALLA INCOLUMITA’ PUBBLICA

(ornissis)

11 – Della prevenzione degli infortuni e dei disastri

(ornissis)

Art. 83.

I prodotti esplodenti riconosciuti e classificati dal Ministero dell’ interno, agli effetti dell’ art. 53 della legge , sono indicati nell’ allegato A al presente regolamento.

L’allegato B contiene le norme per F impianto delle fabbriche e dei depositi delle materie esplodenti di ogni categoria, nonché le nonne per l’impianto dei cantieri civili di scaricamento, ripristino e caricamento proietti e per la lavorazione di materiale guerra.

L’allegato C determina le norme per il trasporto degli esplosivi per le vie ordinarie e ferrate, per mare, pei laghi, nonché pei fiumi e i canali navigabili.

L’allegato D contiene le norme per la protezione contro le scariche elettriche atmosfe
riche degli edifici in cui si lavorano, si manipolano o si conservano sostanze infiammabili o esplosive.

Il Ministero dell’intemo, sentito il parere della commissione consultiva per le sostanze esplosive e infiammabili, ha facoltà di apportare variazioni od aggiunte agli allegati stessi.

(ornissis)

Art. 110

là soggetta alla licenza contemplata dall’art. 57 della legge (47) la costruzione di impianti provvisori elettrici per straordinarie illuminazioni pubbliche, in occasione di festività civili o religiose o in qualsiasi altra contingenza.

La licenza non può essere rilasciata a chi non dimostri la propria capacità tecnica, con qualunque mezzo ritenuto idoneo dall’autorità di pubblica sicurezza.

Gli spari, le esplosioni e le accensioni diverse da quelle contemplate al primo comma del presente articolo non possono compiersi che in luogo sufficentemente lontano dalla folla, in modo da prevenire danni o infortuni. t obbligatoria l’assistenza della forza pubblica.

(ornissis)

Visto, d’ordine di Sua Maestà il Re d’Italia e di Albania

Imperatore d’Etiopia

Il Duce del Fascismo, Capo del Governo, Ministro dell’Intemo:

MUSSOLINI

ALLEGATO A

Elenco e classiricazione dei prodotti
esplosivi riconosciuti
(Art. 83 dei Regolamento)

CATEGORIA I

Polveri e prodotti affini negli effetti esplodenti

GRUPPO A

1 – Polvere pirica nera ordinaria da cannone, fucileria, caccia, cannone grandinifugo, di qualunque provenienza e forma.

2 – Polvere bruna, cioccolata, progressiva, da lancio, di qualunque provenienza e forma.

3 – Acapnia, polvere da caccia della Ditta Baschieri & Pellagri.

4 – Sublimite, polvere da caccia della Ditta Baschieri & Pellagri.

5 – Anigrina, polvere da caccia della Ditta Baschieri & Pellagri

6 – Anigrina Lamellare, polvere da caccia della Ditta Baschieri & Pellagri.

7 – “M.B.”, polvere da caccia e tiro della Ditta Baschieri & Pellagri.

8 – Balilla, polvere da caccia della Ditta Baschieri & Pellagri.

9 – Super Balistite, polvere da caccia della Ditta Baschieri & Pellagrì.

10 – Randite, polvere da caccia della Ditta Randi.

11 – Silurite, polvere da caccia della Ditta Randi.

12 – Americana, polvere da caccia della Ditta Randi.

13 – Fulmin, polvere da caccia della Ditta Randi.

14 – Balistite compensata, polvere da caccia della Ditta Randi.

15 – Excelsior, polvere da caccia della Soc. It. Prodotti Esplodenti.

16 – Sport, polvere senza fumo da caccia della Soc. It. Prodotti Esplodenti.

17 – Libia, polvere senza fumo da caccia della Soc. It. Prodotti Esplodenti.

18 – Sipe, polvere da caccia e tiro dalla Soc. It. Prodotti Esplodenti

19 – Italiana, polvere da caccia della Soc. It. Prodotti Esplodenti.

20 – Littoria, polvere da caccia della Soc. It. Prodotti Esplodenti.

21 – “A.I.”, polvere da caccia dalla Soc. It. Prodotti Esplodenti.

22 – Balistite, polvere da caccia della Soc. An. Dinamite Nobel.

23 – Lanite, polvere da caccia della Soc. An. Dinamite Nobel.

24 – Filite, polvere da caccia della Soc. An. te Nobel.

25 – “D.N.”, polvere da caccia della Soc. An. Dinamite Nobel.

26 – Sídna, polvere da caccia della Soc. An. Dinamite Nobel.

27 – Avi, polvere da caccia della Soc. An. Dinamite Nobel.

28 ~ Schultze, polvere da caccia senza fumo, inglese.

29 – “E.C.”, polvere da caccia senza fumo, inglese.

30 – Polveri senza fumo, inglesi della Smokeless Powder C.

31 – Cordite, polvere senza fumo inglese e tedesca.

32 – Normale, polvere senza fumo svedese, svizzera e inglese.

33 – Rottweil, polvere da caccia senza fumo tedesca.

34 – Walsrode, polvere da caccia senza fumo tedesca.

35 – Amberite, polvere da caccia senza fumo inglese.

36 – Mullerite, polvere da caccia senza fumo belga.

37 – Diamond, polvere senza fumo.

38 – Cooppal Lamellaire n. 2 o n. 3, della Poudrerie Royale di Wetteren (Belgio).

39 – Saxonia, polvere da caccia senza fumo tedesca.

40 – Ruby, polvere da caccia senza fumo inglese.

41 – Ideal Nobel’s, polvere da caccia senza fumo inglese.

42 – Flake, polvere da caccia senza fumo svedese.

43 – Neo-Flak, polvere da caccia della ImPerial Chernical Industries Ltd.

44 – “T” francese, polvere da caccia.

45 -‘7 bis” francese, della ditta Leon Beaux.

46 – Polvere francese B.N. 3 F., della ditta Leon Beaux.

47 – Polvere tipo Rothweìl, svedese, per fucili da guerra.

48 – Fasanpulver, della Pulverfabrik Hasloch am Main.

49 – 01ympia, della Pulverfabrik Hasloch am Main.

50 – Record, della Pulverfabrik Hasloch am Main

51 – Jagdkonigpulver, della Pulverfabrik Hasloch am Main.

52 – Polveri infumi, del R. Polverificio di Fontana Liri.

53 – Fainite, polvere da caccia senza fumo.

54 – Fulgor, polvere da caccia senza fumo della Ditta Stacchini.

55 – Royal, polvere da caccia senza fumo della Ditta Stacchini.

56 – Balistite attenuata B.P.D. della Soc. Bombrini Parodi-Delfino.

57 – Universal, polvere da caccia della Soc. Bombrini Parodi-Delfino.

58 – Victoria, polvere da caccia della Soc. Bombrini Parodi-Delfino.

59 – “S 4”, polvere da caccia della Soc. Bombrini Parodi-Delfino.

60 – Boceda, polvere da caccia della Soc. Generale Esplosivi & Munizioni.

61 – Siem, polvere da caccia della Soc. Generale Esplosivi & Munizioni.

62 – Fonda, polvere da caccia senza fumo della Soc. An. Fomiture Esplodenti (A.F.E.).

63 – Iris, polvere da caccia della Soc. An. Fomiture Esplodenti (A.F.E.).

64 – Rapid, polvere da caccia della Soc. An. Fomiture Esplodenti (A.F.E.).

65 – Velox, polvere da caccia della Soc. An. Fomiture Esplodenti (A.F.E.).

66 – Norge, polvere da caccia e tiro della Ditta Jos. Dupont.

67 – Walsrode Perfect, polvere da caccia della Ditta Jos. Dupont.

68 – Vulcania, polvere da caccia e tiro della Soc. An. Vulcania di Brescia.

69 – Balistite Dozza, polvere da caccia della Ditta G. Stagni.

70 – Balistite Etiopia, polvere da caccia della Ditta G. Stagni.

71 – Econ, polvere da caccia della Ditta E. Colombo.

72 – Dubat, polvere da caccia della ditta Randi.

GRUPPO B

1 – Polvere pirica nera ordinaria da mina (come mina-soda, mina- potassa, mina-Italia, mina-Titano, Espansite, Tre Stelle, ecc.) e da pirotecnici, di qualunque provenienza e forma.

2 – Polvere bruna, cioccolata, progressiva da mina, di qualunque provenienza o forma.

3 – Nitrocellulosa (tipo fulmicotone) stabilizzata, polpata e contenente almeno il 18 per cento di acqua, oppure il 25 per cento di alcool o di miscela di acqua e alcool.

4 – Nitrocellulosa (tipo cotone collodio) stabilizzata, polpata e contenente meno del 18 per cento di acqua oppure meno del 25 per cento di alcool o di miscela di acqua e alcool.

5 Clorato di potassio.

6 – Clorato di sodio (v. nota).

7 – Clorato di Bario.

8 – Polveri gelatinizzate alla nitroglicerina, al nitrometriolo, od alla nitrocellulosa pura per armi da guerra di qualsiasi provenienza e forma come:

a) Balistite al 50% di nitroglicerina.
b) Balistite attenuata al 42% di nitroglicenna.
c) Balistite attenuata al binitrotoluolo.
d) Solenite.
e) Polvere C2.
f) Polvere all’acetilcellulosa N A. C.).
g) Polvere alla ftalide (F. C.).
h) Polvere allo ftalato di butile (F. B.).
i) Polvere alla centralite (C).
1) Polvere al nitrometriolo (M).
m) Polvere alla mononitronaftalina.
n) Polvere alla nitrocellulosa pura progressivata e non progressivata.

Se la nitrocellulosa contiene il 30% o più di acqua non è considerata nè esplosivo ne infiammabile.

Nota. – Se il clorato di sodio contiene almeno il 5% di acqua, oppure è denaturato con almeno il 5% di cloruro di sodio, o di calcio, o di magnesio e simili non è più considerato come sostanza esplosiva e perciò non è, in tal caso, sottoposto alle disposizioni del presente regolamento. Tuttavia, per i depositi di elorato di sodio contenente acqua e cloruri in

quantità non inferiore di quella sopra indicata, devono osservarsi k disposizioni e le precauzioni riguardanti i comburenti contenute nelle nonne tecniche per le sostanze che presentano pericolo di scoppio o di incendio.

GRUPPO C

1 – Cordone Bickford al tritolo a,combustione rapida.

2 – Cartocci a proietto metallici per artiglieria, muniti di proiettile carico, provvisti di spoletta, ma senza cannello, col foro a chiocciola, chiuso con tappetto a vite, oppure con cannello protetto con paracapsule od imballaggio esterno.

3 – Cartocci a bossolo metallico per artiglieria, sia da tiro che da salve, senza proiettile ma carichi, purchè chiusi con feltri o dischi solidi di cartone.

4 – Cartocci, per armi subacquee da guerra, cariche di fulmicotone al 18 per cento almeno di acqua.

5 – Cartucce cariche per fucili da caccia in numero superiore alle 1500 cartucce.

6 – Cartucce cariche per fucili da guerra e per mitragliatrici.

7 – Proiettili carichi, purchè chiusi perfettamente sia mediante la loro spoletta senza innesco o con tappetto falso innesco, sia privi di spoletta e con tappo falso innesco.

8 – Bombe a mano cariche, anche se innescate.

9 – Bombe da aeroplano, teste di siluri, torpedini, cariche ma senza innesco.

10 – Proiettili a caricamento speciale.

CATEGORIA II

Dinamiti e prodotti affini negli effetti esplodenti

(Per l’impiego di questi esplosivi è richiesto l’uso della capsula detonante)

GRUPPO A

1 prodotti esplosivi di questo gruppo, agli effetti del trasporto, sono da considerarsi di 11 categoria gruppo B se destinati alle Forze armate od all’esportazione.

1 – Binitrofenolo con meno del 15% di acqua. 2 – Acido picrico (trinitrofenolo od acido carboazotico). 3 – Tritolo o trinitrotoluolo. 4 Siperite. 5 – Schneiderite. 6 – Echo. 7 – Albite. 8 – P. A25, P. A30, P. A35. 9 – P. A. N. 10 P. A. N. A. Il – V. B. 12-S20. 13 – Miccia al fulminato, con non più di gr. 10 di esplosivo per ml. 14 – Miccia alla pentrite, con non più di gr. 10 di esplosivo per ml.

GRUPPO B

1 – Gelatine esplosive o dinamiti di qualun~ que provenienza e fonna, come:

a) G.A. normale e G.A. antigel. b) G.B. normale e G.B. antigel. c) G.E.O., G.E.O.M., G.E.O. antigel. d) G.D. uno od extra, G.D. uno od extra M., G.D. uno od extra antigel. e) G.D. I’, G.D. I’ M., G.D. I’ antigel, G.D. I – A.O., G.D. I’ A.O. miniera. A G.D. due, G.D. due M., G.D. due antigel. g) G.D. Il, G.D. Il M., G.D. H antigel. h) Gamsite tipo A, tipo B, tipo 0, tipo ex~ tra, tipo 1, tipo 2 e tipo 11. i) Gelignite.

Superdinamite. m) G.T.A., G.T.B., G.T.C., G.T.D. n) Dinamite al binitroluolo. 0) Supergelatina A.O. n. I. p) Gomma B “M”. q) Gelatina Explosiva Zero “M”, Gelatina Dinaluite Extra “M”, Gelatina Dinamite lo “M”.

2 – Grisoutina couche, D. Gr. tipo n. 2, tipo n. 3.

3 – Grisoutite tipo A, tipo B, tipo C, tipo D.

4 – Grisoutine F.I.D.A.

5 – Telsite, Telsite tipo P., tipo speciale.

6 – Nitropierite.

7 – Nitralite, nitralite tipo l.

8 – Nobelite tipo 1, tipo 2, tipo 3, tipo 4, tipo 5.

9 – Nobelite galleria ammonia, tipo A, tipo B, tipo C.

10 – Nobelite cava B e nobelite galleria B

11 – Polvere F.O.B. progressivo e polverino Ager.

12 – Dinamite F.O.B., n. 1, tipo sicurezza, tipo 0, tipo 00.

13 – Cloramite.

14 – Blainite.

15 – Ammonite tipo 1, tipo 2, tipo A, tipo B.

16 – Ammonaftite tipo 1 e tipo 2, tipo galleria.

17 – Esplosivi tipo S.

18 – Cloronaftite.

19 – Verbanite T e Verbanite B.

20 – Acachi Dinamon.

21 – Nitrocellulosa (tipo fulmicotone) con meno del 18% di acqua, oppure con meno del 25% di alcool o miscela di alcool ed acqua, sfusa od in compresse.

22 – Pentrite (Tetranitrato di pentaeritrite) allo stato sfuso, con almeno il 12% di acqua od il 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili.

*22-bis – Pentrite (Tetranitrato di pentaeritrite) con meno del 12% di acqua o con meno del 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili purchè compressa ed imballata.

23 – T4, od Exogen (Trimetilentrinitroamina) allo stato sfuso, con almeno il 12% di acqua od il 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili.

*23-bis – T4, od Exogen (Trimetilentrinitroarnina) con meno del 12% di acqua e con meno del 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili purchè compresse ed imballate.

24 – Chedditi (ti pin. 3, n. 2, n. 1, n. 0, n. 1 extra, I.P. extra, OS extra, I extra, Speciale C., Speciale B., Speciale C.P., Speciale P.N., Gelatina D., Gelatina C., Tipo 86/14, Tipo 90/10, Super 1, Super 0, Tipo C., Tipo B.).

25 – Promethee o Prometeo (tipi P.S. una stella e due stelle).

26 – Rack – a – Rock (tipi P.S., una stella e due stelle).

27 – Donnar.

28 – Miedziankit.

29 – Sabulite.

30 – Viberite.

31 Sedulite tipo normale o tipo forte dei F.Ili Cavasonza.

32 – Pierato di Potassio della Ditta Pietro Fiocchi.

33 – Petrile o Tetranitrometilanilina.

34 – Stibiovitite.

35 – Antigorite.

36 – Lithofrattore.

37 – Trebulite, e trebulite 0, di L. Bemardini e C. Manueli.

38 – Albite, al clorato, della Ditta Magnani Ottorino.

39 – Gelatina Vender, di sicurezza, della Ditta Ezio Vender.

40 – Canopus, di Raffaele Cirone.

41 – Milanoi, di Colombo Pietro.

42 – Thunderholf, di Luigi Grispigni.

43 Comaro.

44 – Hermanite, di Lambertíní Giuseppe.

45 Tritolo ammonale.

46 – Esplosivo negro, di Bonifacio Negro,

47 l’V.U’ di Bonifacio Negro.

48 – l”A.I.” di Bonifacio Negro.

49 – Pyros, di Romolo Negro.

50 – Ariunonager, della Ditta Baschieri & Pellagri.

51 – Nitramon Stacchini, della Ditta Stacchini.

52 – Geoclastite, della Ditta Stacchini.

53 – Romite, tipi A o Cava, B o Galleria, Africa, Carbonia, della Ditta Stacchini.

54 – Satan, tipi A e B, della Ditta Stacchini.

55 Vulcania: Tipi A, B, C, D, E, ed L, della Soc. An. Vulcania di Brescia.

56 – Clorite di Lorenzini Ettore.

57 – Idrolite.

58 – Tritolite.

59 – “S. 15” e “S. 17”, esplosivi da guerra della Ditta Stacchiní.

60 – “A.N.S.” (Antisanzionite, esplosivo da guerra).

* Tali limiti potranno essere ridotti su conforme parere della Commissione Con

sultiva per le sostanze esplosive e infiammabili.

CATEGORIA II

Detonanti e prodotti affini negli effetti esplodenti

1 – Bombons Fulminanti, purchè non contengano ciascuno più di mezzo grammo di materia fulminante.

2 – Ceci e confetti fulminanti, purchè non contengano più di mezzo grammo di materia fulminante.

3 – Castagnole e Petardi munitì di inneschi esplodenti all’urto, per frizione o per accensione elettrica.

4 – Capsule detonanti per dinamite e affini, contenenti fino a due grammi e mezzo di miscela detonante.

5 – Capsule fulminanti per l’esplosione dei detonatori nei proiettili da cannone e da bombe.

6 – Inneschi elettrici istantanei e con ritardo.

7 – Inneschi cloratatì per petardi.

8 – Miscugli pirotecnici, contenenti clorati e simili sostanze che possono esplodere all’urto.

9 – Tetrazen.

10 – Fulminato di mercurio.

11 – Fulminato d’argento.

12 – Azotidrato (Azoturo) di piombo.

13 Azotitrato (Azoturo) di argento.

14 – Stifnato di piombo o trinitroresorcinato di piombo.

15 – Nitroglicerina.

16 – Nitrocloridrina.

17 – Dinitrato di glicol.

18 – Dinitrato di propilene glicol.

19 Nitrometriolo.

20 – Acetiluro di rame.

21 – Pentrite (Tetranitrato di pentaeritrite), allo stato sfuso, con meno del 12% di acqua o meno del 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili.

22 – “T.4” (trimetrilentrinitramina), allo stato sfuso, con meno del 12% di acqua o con meno del 4% di sostanze fleminatizzanti non volatili.

CATEGORIA IV

Artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti

1 – Fuochi pirotecnici di tutte le specie o da segnale, senza innesco fulminante, preparati con misture analoghe alla polvere pirica ordinaria con esclusione dei clorati, dei picrati, dei fulminati e delle dinamiti, salva la eccezione di cui all’allegato B.

2 – Miscugli pirotecnici come al precedente n. I.

3 – Castagnole senza innesco fulminante.

4 – Cartucce per pistola Wery.

5 – Artifici da guerra per segnalazioni.

6 – Artifici da guerra illuminanti.

7 – Cannelli per otturatori a frizione, a percussione, ed elettrici.

8 – Stoppini a frizione ed a percussione.

9 – Cannelli per bossoli da cannone.

10 – Inneschi di spolette.

11 – Bombe a mano da esercitazione munite di sola capsula attiva ed altri artifici similmente predisposti.

12 – Razzi da segnalazione.

13 – Petardi da segnalamento della Ditta Camocini di Como.

14 – Petardi da segnalamento della Ditta Lavezzo Guglielmo di Rovigo.

15 – Cartuccia magica di Tazzi Agostino di Firenze.

16 – “Fotolampo” polvere per fotografia, della Compagnia Italiana Bronzi Speciali di Torino.

17 – “Superlux” polvere lampo per fotografie di Spadoni Giovanni.

CATEGORIA V

Munizioni di sicurezza e giocattoli pirici

GRUPPO A

1 – Bossoli innescati di cartone per cartucce da caccia ad involucro rigido.

2 – Bossoli innescati metallici per fucile o per artiglieria.

3 – Capsule metalliche, per anni da caccia, da tiro e da guerra.

4 – Cartucce da salve cariche per fucili e pistole, chiuse con pallottole di legno, o carta, o celluloide, oppure chiuse con dischi di feltro assicurati nel bossolo se questo è metallico, o assicurati col lembo superiore ripiegato nel bossolo, se questo è di cartone rigido.

5 – Cartucce cariche per fucili, in numero non superiore alle 1500 cartucce.

6 – Cartucce cariche per pistole, revolvers, floberts e simili in numero illimitato.

7 – Spolette a percussione, con innesco amovibile o interno.

8 – Spolette a doppio effetto per artiglieria, senza innesco.

GRUPPO B

1 – Micce a lenta combustione, o di sicurezza (in tubo metallico, o con involucro tessuto impermeabile; anima di polvere nera, oppure di altra natura per lavori sott’acqua, come la miccia tipo R. Marina).

2 – Cartuccia per pistola spegnitrice Wolf.

3 – Accenditori elettrici con semplici miscele infiammabili e privi di capsula detonante.

4 Accenditori elettrici con miccia (ritardatori) sprovvisti di capsula.

5 – Accenditori di sicurezza per inneschi elettrici.

GRUPPO C

1 – Bengala di ogni specie.

2 – Candele e bengala, tipo fianuniferi, tipo fiaccole.

3 – Candele magiche, a sorpresa, a stella, a girandola.

4 – Candele elettriche, a stella e a girandola.

5 Crisantemi a stella, a girandola, a pioggia d’oro, d’argento, elettrici.

6 – Pioggia meravigliosa, Cagliostro, Non ti scordar di me.

7 – Pirarnidi, pioggia di neve.

8 – Fata morgana, stelle filanti, cascate di stelle.

9 – Fontane di perle, di stelle trionfali.

10 Piccole fontane da salotto.

11 – Stelle giapponesi.

12 – Serpenti incantati, gloriosi a cratere.

13 – Scintille elettriche.

14 – Fulmini cinesi, piccoli fulmini.

15 – Candele da tavola, iniracolose, di San Nicolao.

16 – Vulcano Monte Pelée, deposito munizioni, bazar.

17 – Trottole giapponesi, ruote, elica, turbina.

18 – Miracolo del mondo, Pel-Mel.

19 – Girandole da salotto, doppi bastoncini da salotto.

20 – Vortici soleggianti.

21 – Fiordalisi, bombe di fiori, cotillons.

22 – Nastri scoppianti da tirare.

23 – Confetti granate, initragliatrici, pillole.

24 – Dischettì accensibilí per pistola-giocattolo, anche se a base di clorati.

25 – Ciocchette da bambini e da salone, anche se a base di fulminato d’argento.

NOME DELL’ESPLOSIVO Categ. Gruppo Num. Lett.

A

Acachi – Dinamon II B 20
Acapnia I A 3
“A.I” I A 21
“A.I” II B 48
Accenditori elettrici V B 3
(ritardatori) V B 4
di sicurezza V B 5
Acetiluro di rame III 20
Acido picrico (o acido carboazotico) II A 2
Ager (polverino) II B 11
Albite II A 7
Albite al clorato II B 38
Amberite I A 35
Americana I A 12
Ammonaftite II B 16
Ammonage II B 50
Aminonite II B 15
Anigrina I A 5
Anigrina lamellare I A 6
“A.N.S.” II B 60
Antigorite II B 35
Artifici da guerra per segnal. IV 5
illuminanti IV 6
Avi III A 27
Azotidrato d’argento III 13
di piombo III 12

B

Balifia I A 8
Balistite I A 22
attenuata B.P.D. I A 56
al 50% di nitroglicerina I B 8 a
atten. al 42% di nitrogl. I B 8 b
al binitrotoluolo I B 8 c
compensata I A 14
Balistite Dozza I A 69
” Etiopia I A 70
Bazar V C 16
Bengala V C 1
Binitrofenolo II A 1
Biainite II B 14
Boceda A 60
Bomba a mano da esercitaz. IV – 11
cariche I C 8
Bombe da aeroplano I C 9
di fiori V C 21
Bombons fulminanti III 1
Bossoli innescati di cartone V A 1
metallici V A 2

C

Cagliostro V C 6
Candele a bengala V C 2
da tavola V C 15
elettriche V C 4
magiche V C 3
miracolose di S. Nicolao V C 15
Cannelli per bossoli IV 9
” per otturatori IV 7
Canopus II B 10
Capsule detonanti III 4
fulminanti 5
metalliche
V A 3
Cartocci a bossolo per artigl. I C 3
a proietto per artigl. C 2
per armi subacquee C 4
Cartucce cariche fino a 1500 V A 5
perpistole V A 6
da caccia sup. a 1500 I C 5
da guerra I C 5
da salve V A 4
per pistola Wery IV 4
Cartuccia per pistola Wolf V B 2
magica IV i – 15
Cascata di stelle V C 8
Castagnole e petardi 3
senza innesco fulminante IV 3
Ceci e confetti fulminanti III 2
Chedditi II B 24
Ciocchette da bambini e da salone V C 25
Clorarnite B 13
Clorato di bario B
potassio I B 5
sodio I B 6
Clorite II B 56
Cloronaftite II B 18
Confetti granate V C 23
Cooppal lamellaire I A 38
Cordite I A 31
Cordone Bickford I C
Comaro II B 43
Cotillons V C 21
Crisantemi a stella, a girandola, a pioggia V C 5
d’oro, d’argento, elettrici

D

“D.N.” I A 25
Deposito munizioni (giocatt. pir-) V C 16
Dìamond I A 37
Dinarnite al binitrotouolo II B 1
Dinamiti F.O.B. II B 12
Dinitrato di glicol III 17
di propilene glicol III 18
Dischetti per pistole giocattolo V C 24
Donnar II B 27
Doppi bastoncini da salotto V C 19
Dubat I A 72

E

“E.C.” I A 29
Echo II A
Econ I A 71
Esplosivo Negro II B 46
Esplosivi tipo S II B 17
Excelsior i I A 15
Exogen II B 23
” II B 23-bis
” III 22

F

Fainite I A 53
Fasanpulver I A 48
Fata Morgana V C
Filite I A 24
Fiordalisi V C 21
Flacke I A 42
Fonda I A 62
Fontane di perle V e 9
Il da salotto V C 10
Fotolampo IV 16
Fulgor I A 54
Fulminn I A 13
Fulminato di argento III 11
” di mercurio III 10
Fulmini cinesi v C 14
Fuochi pìrotecnicí IV 1

G

G.A. normale e G.A. antigel II B a
Gamsite II B 1 h
G.B. normale e G.B. antigel II B 1 h
G.D. uno od extra, M ed antigel II B d
G.D. I’ – G.D. I’ M – G.D. I’ antigel
G.D. 1 1 A.O. – G.D. I’ A.O. miniera II B 1 e
G.D. due – G.D. due M – G.D. due antigel II B 1 f
G.D. 2′ – G.D. 2′ M – G.D. 2′ antigel II B 1 9
G.D. Extra ‘M’, G.D. I’ ‘M’ – G.E. zero ‘M’ II B 1 q
Gelatina Vender II B 39
Gelignite II B 1 i
G.E.O. – G.E.O.M. – C.E.O. antigel I B 1 C
Geoclastite II B 52
Girandole da salotto V C 19
Gomma B ‘M’ II B 1 p
Grisoutina couche II B 2
Grisoutine F.I.D.A. II B 4
Grisoutite II B 3
G.T.A. – G.T.B. – G.T.C. – G.T.D. II B 1 m

H

Hermanite II B 44

I

Ideal nobel’s I A 41
Idrolite II B 57
inneschi cloratati per petardi III 7
elettrici III 6
dì spolette IV 10
Iris I A 63
ltaliana I A 19

J

Jagdkonigpulver I A 51

L

Lanite I A 23
Libia I A 17
Lithofrattore II B 36
L. Lìftoria I A 20

M

“M.B.” I A 7
Micce a lenta combustione V B i
Miccia al fulminato II A 13
Il alla pentrite II A 14
Miedziankit II B 28
Milanol II B 41
Miracolo del mondo V C 18
Miscugli pirotecnici contenenti clorati III – 8
senza clorati IV 2
Mitragliatrici (giocatt. piricí) V C 23
Mullerite I A 36

N

Nastri scoppianti da tirare V C 22
Neo Flak I A 43
Nitralite II B 7
Nítramon II B 51
Nitrocellulosa I B 3
I B 4
II B 21
Nitrocloridrina III – 16
Nitroglicerina II – 15
Nitrometriolo II – 19
Nitropietrite II B 6
Nobelite II B 8
cava B e Nobelite galleria B II B 10
galleria ammonia II B 9
Non ti scordar di me V C 6
Norge I A 66
Normale I A 32

O

Olympia I A 49

P

“P.A. 25″ – ‘P.A. 30″ – ‘P.A. 35” II A 8
“P.A.N.” II A 9
“P.A.N.A.” II A 10
Pel-Mel V C 18
Pentrite III B 22
” II B 22-bis
” III – 21
Petardi da segnalam. di Camocini IV – 13
di Lavezzo IV – 14
Petríle II B 33
Piccoli Fulmini V C 14
Picrato di potassio II B 32
pillole V C 23
Pioggia di neve V C 7
meravigliosa V C 6
Piramidi V C 7
Polvere bruna, cioccolata, da lancio I A
bruna, cioccolata, da mina I B 2
all’acetilcellulosa I B 8 f
alla centralite I B 8 i
alla ftalide I B 8 g
allo fitalato di butile I B 8 h
alla mononitronaftalina I B 8 m
alla nitrocellulosa pura I B 8 n
al nitrometriolo I B 8 1
“C2″ II B 8 o
‘T.O.B.” I B 11
pirica nera ordinaria da lancio I A 1
pirica nera ordinaria da mina I B 1
francese B.N. 3 F. I A 46
tipo Rothweil I A 47
Polveri infumi del R. Polverificio
di Fontana Liri I A 52
Polveri senza fumo inglesi I A 30
Polverino Ager II B 11
Proiettili carichi I C 7
a caricamento speciale I C 10
Prométhée II B 25
Pyros II B 49

R

Rack – a – Rock II B 26
Randite I A 10
Rapid I A 64
Razzi da segnalazione IV 12
Record I A 50
Romite II B 53
Rothweil I A 33
Ruby I A 40
Royal I A 55

S

“S.4” I A 59
“S. 15” – “S. IT’ II B 59
“S. 20” II A 12
Sabulite II A 12
Satan II B 29
Saxonia I B 54
Scluieiderite II A 39
Schultze I A 5
Scintille elettriche V C 13
Sedulite II B 31
Serpenti incantati V C 12
Sidna I A 26
Sieni I A 61
Silurite I A i i
Sipe I A 18
Siperite II A 4
Solenite I B 8 d
Spolette a doppio effetto V A 8
Il a percussione V A 7
sport I A 16
Stelle giapponesi V C 11
Stibiovirite II B 34
Stífnato di piombo III – 14
Stoppini a frizione ed a percussione IV 8
Sublimite I A 4
Super balistite I A 9
Superdinainite II B 1 l
Supergelatina A.O. n. 1 II B 1 o
Superlux IV 17

T

“T” I A 44
‘7 bis” I A 45
“T4” (trimetilentrìnitroarnina) II B 23
II B 23-bis
III 22
Telsite II B 5
Teste di siluri I C 9
Tetranitrato di pentacritrite II B 22
II a 22-bis
III 21
Tetranitrometilanilina II B 33
Tetrazen III – 9
Thunderholf II B 42
Torpedini I C 9
Trebulite II B 37
Trinitrofenolo II A 2
Trinitroresorcinato di piombo III 14
Tritolite II B 58
Tritolo o trinitrotoluolo II A 3
Tritolo ammonale II B 5
Trottole giapponesi, ruote, eliche, turbine v C 17

(omissis)

ALLEGATO D

Norme per la protezione contro le scariche elettriche atmosferiche, degli edifici e costruzioni in cui si lavorano,
si manipolano o si conservano sostanze facilmente infiammabili e capaci di dar luogo ad esplosioni, oppure sostanze esplosive
(art. 83 dei Regol.).

PARTE 1

Sostanzefacilmente infiammabili
e capaci di dar luogo ad esplosioni

1 – Classificazione degli edifici.

Ai fini della protezione contro le scariche elettriche atmosferiche, gli edifici e le costruzioni attinenti alla lavorazione, rnanipolazione e conservazione di sostanze facilmente infiammabili e capaci di dar luogo ad esplosioni, sono classificati come segue:

1) edifici e costruzioni destinati completamente ad uso di ufficio e servizi accessori (produzione o trasformazione di energia elettrica, ad esempio) ed a scopo di ricerche od esperienze e che, non contenendo (o solo in miráme quantità) le sostanze pericolose, non offrono per loro natura alcun peri
colo speciale di incendio o esplosione;

2) edifici e costruzioni destinati alla lavorazìone e conservazione di oggetti e sostanze
che, pur essendo attinenti alla industria od al commercio delle sostanze pericolose, non siano, per loro natura e per lo stato in cui si
trovano nè facilmente infiammabili e capaci di dar luogo ad esplosioni, nè esplosive;

3) edifici e costruzioni destinati, in tutto od in parte, alla lavorazione o manipolazione
di sostanze facilmente infiammabili e capaci di uogo ad esplosioni;

4) edifici e costruzioni (serbatoi, recipienti) destinati in tutto o in parte a contenere, a scopo di conservazione, lavorazione o manipolazione, sostanze facilmente infiammabili e capaci di dar luogo ad esplosioni. Quest’ultima categoria si suddivide ancora in serbatoi interamente metallici all’aperto interrati e fuori terra (parzialmente o totalmente); serbatoi non interamente metallici all’aperto: ed edifici (o costruzioni) contenenti serbatoi di deposito o merce imballata.

Per gli edifici e costruzioni di cui ai nn. 1) e 2) non occorrono, ai fini della protezione contro le scariche atmosferiche, precauzioni diverse da quelle consigliabili (tenuto conto della località e della grandezza dei fabbricati) per edifici industriali, in genere. Quando però detti edifici si trovano nelle vicinanze di quelli indicati ai nn. 3) e 4), è da tenere presente la possibilità di propagazione di incendi dagli uni agli altri, possibilità tanto maggiore quanto minori sono le distanze. Se queste distanze scendono al di sotto di una trentina di metri, è consigliabile ogni precauzione atta a ridurre i pericoli di incendio, e la gravità delle loro conseguenze (riduzione, ad es., nelle nuove costruzioni, dell’uso di materiali infiammabili, come il legno, specie per le strutture portanti principali dell’edificio) e ad assicurare un servizio di spegnimento pronto ed efficace.

2 – Edifici nei quali si lavorano o si manipolano sostanze facilmente infiammabili (n. 3 del paragr. 1)

Gli edifici e le costruzioni in cui si lavorano o si manipolano sostanze facilmente infiaminabili e capaci di dar luogo ad esplosioni, vanno protette dalle scariche atmosferiche con para~i a “schermo reticolare” (od a “gabbia di Faraday”) secondo le modalità precisate nella “Appendice tecnica”.

Ove si tratti di impianti fatti all’aperto e lesostanze infiammabili siano contenute entro apparecchi, recipienti, tubi od altri, completamente metallici e chiusi, è sufficiente la messa a terra di tutti gli apparecchi (o recipienti, o tubi), da fare con gli stessi criteri prescritti per la messa a terra degli schernii di protezione degli edifici. La messa a terra, anzichè essere individuabile per ogni elemento dell’impianto, potrà anche ottenersi provvedendo al sicuro collegamento elettrico di tutte le parti di ciascun impianto (ove questo collegamento non sia già assicurato dalle tubazioni o strutture metalliche esistenti) e mettendo a terra l’insieme per mezzo di spandenti, in numero (mai inferiore a due) eguale a quello che le norme prescriverebbero per un edificio coprente la stessa area occupata dall’impianio (compresi in questa area gli spazi che separano le varie parti dell’impianto). Se qualcuno degli apparecchi e dei recipienti o delle tubazioni presentasse delle aperture, queste andrebbero chiuse da reti metalliche elettricamente collegate alla massa dell’impianto; se poi da queste aperture fosse frequente o probabile l’uscita di aeriformi facilmente infiarnmabili, alla rete di cui sopra ne andrebbe aggiunta, verso l’interno dell’apertura, una seconda (‘Iagliafiamma”) ad una distanza non minore del diametro dell’apertura e collegata anch’essa colla massa dell’impianto. Se qualche parte o qualcuno degli apparecchi non è metallico, andrà protetto con uno schermo reticolato, del tipo di quelli usati per la protezione degli edifici, collegato colla parte metallica residua dell’impianto; le dimensioni dello schenno e quelle delle maglie andranno fissate in modo che, pur non ostacolando il funzionamento dell’impianto, la distanza fra la parte da proteggere ed il reticolato non sia inferiore al lato del quadrato equivalente all’area delle maglie.

3 – Serbatoi o recipienti interamente metallici, all’aperto (n. 4 del paragr. 1)

A) Quando la sostanza infiammabile sia contenuta a scopo di conservazione, lavora

zione o manipolazione entro serbatoi o recipienti metallici, chiusi totalmente o parzialmente fuori terra, situati all’aperto (conipresi i gasometri), è sufficiente:

a) provvedere, ove occorre, ad assicurare il buon collegamento elettrico fra tutte le parti metalliche, fisse e mobili, del serbatoio e le masse metalliche che eventualmente si trovino nelle immediate adiacenze;

b) alla messa a terra dell’insieme, mediante un numero di spandenti variabili a seconda della grandezza del serbatoio e mai inferiori a due, a meno che il serbatoio abbia una capacità inferiore ai 200 me, nel qual caso sarà sufficiente un solo spandente.

Nei riguardi del punto a), il collegamento potrà ritenersi senz’altro sicuro fra tutte le parti saldate, oppure chiodate e bullonate senza interposizione di sostanze non conduttrici. Negli altri casi, il collegamento potrà ritenersi soddisfacente ove sia effettuato mediante conduttori o funi metalliche (od anche catene metalliche) solidamente fissate alle parti e di sezione non minore di 50 mmq., complessivamente; altrimenti, dovrà essere completato in modo adatto a ciascun caso particolare e sino a soddisfare la condizione precedente.
Ove il serbatoio, il gasometro o qualcuna delle tubazioni collegate, abbia delle aperture, esse dovranno essere chiuse da re metalliche tagliafiamma collegate elettricamente col resto del serbatoio.
Se il serbatoio ha superiormente una ringhiera metallica (od altre strutture metallìche, in genere) occorrerà, ove non sia già fatto, assicurare il suo collegamento elettrico, in più punti, col resto del serbatoio.
Ai fini della protezione dalle scariche atinosferiche non è generalmente necessaria nessuna aggiunta alla parte superiore del serbatoio tutte le volte, come è generalmente il caso, ch’essa sia in lamiera di sufficiente spessore (qualche millimetro); in particolare, non è consigliabile, sebbene non possa generalmente dirsi pericolosa l’aggiunta di aste verticali, terminanti o no con fiocchi metallici.

piuttosto, ove la mole del serbatoio, la sua altezza fuori terra, la natura dell’infiammabile conservato o la frequenza nella regione di temporali accompagnati da scariche elet~ triche facciano desiderare maggiori precauzioni protettive, è consigliabile la sistemazione al disopra del tetto metallico del serbatoio, di una adatta rete di conduttori come quelli adoperati per la protezione degli edifici, a maglie aventi il lato medio di grandezza non superiore alla distanza che separa la rete dal tetto. Questa rete andrebbe collegata elettricamente, in più punti, con la massa metallica del serbatoio e con le prese di terra.

Quanto al punto b), se si tratta di serbatoi parzialmente interrati, gli spandenti per la messa a terra potranno essere omessi soltanto quando le misure indichino che la naturale messa a terra del serbatoio sia sicuramente e permanentemente buona (che, cioè, la sua resistenza di terra sia non maggiore di quella richiesta per le prese di terra usuali) anche in giomate di tempo asciutto.

1 provvedimenti di cui ai punti a) e b) dovranno essere attuati anche quando nelle immediate adiacenze (oppure al di sopra) dei serbatoi, si trovino delle linee elettriche aeree e simili le quali, per altro, saranno escluse dal collegamento con la massa dei serbatoi.

B) Per i serbatoi metallici (all’aperto) interrati, ma col passo di uomo, la torretta di ma~ novra ecc. affioranti al livello del suolo, basterà controllare che la loro naturale messa a terra sia permanentemente buona (che la loro resistenza di terra sia non maggiore di quella richiesta per le prese di terra usuali), anche in giornate di tempo asciutto. Se questo non fosse il caso, o per la natura del terreno, o Per Particolari costruttivi di sistemazione dei serbatoio (rivestimenti di cemento, di calcestruzzo, od altro) basterebbe provvedere alla Messa a terra del serbatoio mediante una

“terra” supplementare costituita da almeno uno spandente affondato sino a sufficiente profondità, od una “terra di capacità”.

C) Quando il serbatoio sia completamente e permanentemente interrato in terreno ordinario, non troppo asciutto (coltivabile od argilloso) e sia ricoperto ovunque da almeno qualche decimetro di terreno, non occorrerà in generale nessuna precauzione.

Solo per i serbatoi situati in zone nelle quali le scariche elettriche siano frequenti ed in terreni dei quali sia dubbia la conduttività (terreni molto asciutti, sabbiosi, ghiaiosi e rocciosi), oppure costruiti con modalità (casse di isolamento in cemento, ecc.) che lascino dubitare del loro collegamento elettrico col suolo, sarà necessario controllare la loro effettiva naturale messa a terra, e, nel caso che la resistenza di terra si riveli maggiore di quella richiesta nelle prese ordinarie (si vegga l’Appendice tecnica) provvedere come nel caso B) dei serbatoi affioranti.

4 – Serbatoi o recipienti non interamente Metallici all’ aperto (n. 4 del paragr. 1)

Quando il serbatoio o il recipiente della sostanza infiammabile sia costruito in tutto od in parte con materiale elettricamente non conduttore, dovrà provvedersi alla protezione del serbatoio (oppure dell’edificio di cui esso si trovi) dalle scariche atmosferiche con parafulmini a schermo reticolare e con le stesse norme (paragr. 2) che valgono per gli edifici e le costruzioni in cui si lavorano o manipolano le sostanze infiammabili.

Nel caso, tuttavia, in cui s i olo una piccola parte del serbatoio fosse di materiale non conduttore, ed il resto fosse metallico, potrà provvedersi con le nonne già indicate per i serbatoi interamente metallici, purchè la parte non conduttrice venga protetta con un reticolato metallico collegato elettricamente col resto del serbatoio, analogamente a quanto è stato prescritto (paragr. 2) nei riguardi degli impianti non interamente metallici di lavorazione all’aperto.

Per le eventuali aperture del serbatoio valgono le stesse prescrizioni già date per i serbatoi metallici.

5 – Edifici e costruzioni contenenti serbatoi di deposito o merce imballata (n. 4 del paragr. 1)

Attesa la diversa probabilità, per gli edifici, di essere colpiti dalle scariche atmosferiche, a seconda che facciano parte di importanti agglomerazioni edilizie, o ne siano fuori, ed attesa la diversa gravità dei relativi pericoli a seconda di ciò che l’edificio contiene, ed in relazione alla differente frequenza delle scariche, occorre distinguere da caso, a caso.
Quando si tratti di edifici contenenti dei serbatoi del tipo di quelli considerati ai paragrafi 3-4, è necessario provvedere alla protezione di ciascun serbatoio come se si trovasse all’aperto, oppure provvedere alla protezione dell’edificio o costruzione, come al paragrafo 2.
Quando si tratti di depositi importanti di merce imballata in recipienti di lamiera metallica sottile, e situata in costruzioni isolate e distanti da grandi agglomerazioni edilizie, è pure necessario provvedere alla protezione dell’edificio con il sistema a schermo reticolare.

Nel caso, invece, dei piccoli depositi che la legge consente nelle città, quando siano situati in qualcuno dei locali inferiori di costruzioni facenti parte di importanti agglomerazioni edilizie, in regioni non specialmente soggette a violenti temporali, non sarà necessaria alcuna speciale protezione.

In ogni caso, occorrerà che i locali di deposito siano sicuramente ventilati, provvedendo, ove occorra, all’impianto di adatte canne di ventilazione, in materiale non conduttore (muratura, cemento, ecc.), oppure aprendo nelle pareti degli sfiatatoi od aereatoi (in basso ed in alto). Specialmente abbondante dovrà essere la ventilazione nei locali ove possano essere compiute, anche soltanto occasionalmente, operazioni di travaso di liquidi infiammabili, facilmente evaporabili e capaci di dar luogo ad esplosioni; ove la superficie complessiva’ delle aperture (porte e finestre) di comunicazione libera con l’esterno non raggiunga, in totale, un quindicesimo della somma della superficie di tutte le pareti del locale, inclusi pavimento e soffitto, bisognerà aumentare la superficie delle accennate aperture, o provvedere ad una adeguata ventilazione artificiale di sussidio; e se, per attuarla, si ricorresse a ventilatori elettrici aspiranti, i relativi motorini dovranno essere del tipo chiuso.

Nelle operazioni di travaso, fra un recipiente metallico ed un altro, di liquidi non conduttori, è sempre consigliabile (ed ènecessario nel caso di travasi di qualche importanza, o di sostanze facilmente infiammabili) curare il collegamento elettrico dei due recipienti (mediante, ad es., una catenella metallica, od altro) sia fra di loro sia con la terra.

PARTE II

Sostanze esplosive

6 – Classificazione degli edifici

Ai fini della protezione contro le scariche elettriche atmosferiche, gli edifici e le costruzioni attinenti alla lavorazione, manipolazione e conservazione delle sostanze esplosive, sono classificati nelle stesse quattro categorie considerate nel paragrafo 1 nei riguardi delle sostanze infiammabili.

Per gli edifici simili a quelli indicati ai nn. 1) e 2) del paragr. 1 valgono ancora le avverten ze contenute nella fine del paragrafo stesso.

7 – Edifici e costruzioni nei quali si lavorano o si manipolano sostanze esplosive (n. 3 di cui ai paragr. 6 ed 1)

Gli edifici e le costruzioni in cui si lavorano o si manipolano sostanze esplosive, in genere, vanno protetti dalle scariche atinosferiche con parafulmini del tipo detto a ,~schermo reticolare” (od “a gabbia di Faraday”), secondo le modalità precisate dalla

“Appendice tecnica”.

Ai fini che qui interessano, non è considerato come “manipolazione” il confezionamento di cartucce che viene fatto negli esercizi di minuta vendita.

8 – Edifici e costruzioni contenenti depositi di sostanze esplosive (n. 4 dei paragr. 5 e 1)

Con riferimento alla classificazione dei depositi di sostanze esplosive, contenuta nel precedente allegato B, dovranno essere pro

tetti dalle scariche atmosferiche, secondo le norme precisate nell’Appendice tecnica, tutti i depositi così detti di fabbrica, di vendita e di consumo (permanenti o tempora

nei) e quelli dei cantieri di scaricamento e caricamento proiettili; e dovranno pure es

sere protetti nello stesso modo quei magazzini o depositi giomalieri, che si trovino in località particolarmente soggette a temporali accompagnati da scariche elettriche.

Sono tuttavia esenti, di regola, dall’obbligo della protezione:

a) i depositi di consumo diretto (tanto più se di carattere temporaneo), di cui al n. 5
del Capitolo IV, del precedente allegato B, destinati a contenere non più di 200 kg. di esplosivi, purchè isolati o in posizione tale per cui, in caso di scoppio, non possano Presumibilmente arrecare danni importanti;

b) i magazzini o depositi giomalieri in località non particolarmente soggette a scariche elettriche atmosferiche;

c) i depositi smontabili di esplosivi destinati all’agricoltura;

d) i piccoli depositi esistenti presso le minute rivendite.

PARTE III

Disposizioni transitorie

Gli impianti di protezione contro le scariche elettriche atmosferiche, negli stabilimenti e depositi di nuova costruzione, devono essere fatti secondo le presenti Norme tecniche e la “Appendice tecnica” allegata.

Gli impianti negli stabilimenti e depositi già esistenti alla data della pubblicazione del presente regolamento, dovranno a mano a mano essere visitati dalle Autorità competenti, approfittando dell’occasione di visite che si debbano compiere per altri motivi, oppure eseguendo appositi sopraluoghi se tali occasioni tardassero molto a presentarsi. Questo dicasi per le località che sono notoriamente soggette a scariche elettriche atmosferiche. La visita verterà di preferenza: sui locali più pericolosi (polveriere, magazzini di esplosivi, baracche per deposito di proiettili, apparecchi di nitrazione, lavaggio, ecc. di esplosivi; petrinaggio; essiccatoi e simili; oppure grandi serbatoi, locali di travaso di liquidi facilmente infiammabili; grandi magazzini di tali liquidi imballati); inoltre, sulle costruzioni alte, più soggette alle scariche elettriche (alti camini, serbatoi a torre, e simili).

I rimanenti edifici e costruzioni, tanto più se trattasi di grandi e ben funzionanti stabilimenti e depositi, e se non siano mai accaduti inconvenienti, potranno rimanere nello stato in cui si trovano, salvo a trasformare in seguito e successivamente, i vecchi impianti di protezione, in occasione di lavori di importanza ai singoli edifici o costruzioni.

Per le piccole aziende, ben funzionanti da tempo, e non situate in regioni molto soggette alle scariche elettriche, si prescriverà lo stretto indispensabile, in relazione alle presenti Norme ed all’Appendice.