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domandaBuongiorno, sto aggiornando alcune valutazioni del rischio secondo la CEI EN 62305-2, edizione 2025, e ho riscontrato che, a parità di dati inseriti, in assenza di SPD il rischio complessivo RL1 + RL2 supera sistematicamente il valore massimo ammissibile. Di conseguenza, per rispettare i limiti previsti dalla norma, risulta necessario installare SPD nei diversi quadri elettrici. Con la precedente edizione del 2013, invece, in alcuni casi era possibile accettare un rischio economico residuo e rinunciare alla loro installazione. Vorrei quindi sapere se questo cambiamento sia effettivamente riconducibile ai criteri di valutazione introdotti nell’edizione 2025 e se comporti, di fatto, una maggiore necessità di installare SPD rispetto alla precedente edizione. È corretto ritenere che, nei casi in cui il rischio economico risultava accettabile secondo la precedente edizione, la nuova norma possa rendere necessaria l’adozione degli SPD?

Piergiuseppe Colla

rispostaSi tratta di una criticità che sta emergendo tra i progettisti in questa fase di transizione alla nuova CEI EN IEC 62305-2 (Edizione 2025). Non si tratta di un’anomalia del software di calcolo, ma della conseguenza diretta dei profondi cambiamenti metodologici introdotti dalla terza edizione della norma. Nella precedente edizione del 2013, il quarto componente del rischio (quello economico) permetteva di valutare il compromesso costi-benefici. Se il danno economico calcolato sui beni e sugli impianti non giustificava la spesa per la protezione, il committente poteva formalmente “accettare il rischio economico” ed evitare l’installazione degli SPD (o di altre misure).Con l’edizione 2025 il rischio economico e il relativo allegato di analisi costi-benefici sono stati completamente eliminati. Di conseguenza, viene meno la strada che in passato consentiva di soprassedere sulla protezione dei beni materiali e degli impianti in base alla convenienza economica del cliente.

La norma spinge chiaramente (e comprensibilmente) verso un innalzamento generale degli standard di protezione. Di fatto, l’impossibilità di far leva sull’accettazione del rischio economico e l’inasprimento dei modelli di calcolo comportano che edifici che prima risultavano “autoprotetti” o tollerabili senza SPD ora richiedano quasi sistematicamente l’adozione di misure di mitigazione.