Buongiorno, quando si esegue l’ampliamento di un impianto elettrico capita spesso di doversi attestare a un quadro elettrico esistente. Come si fa a determinare se la potenza disponibile su quel quadro è sufficiente? La mia idea è sempre stata di fare uno studio con un analizzatore di rete e valutare se la potenza richiesta su quel quadro è effettivamente disponibile. Qualche collega a questa ipotesi storce il muso sostenendo essere troppo dispendiosa e che è sufficiente considerare per il calcolo il valore nominale dell’ int. generale del Q.E. Qual è il procedimento corretto da seguire?
Andrea Rizzo
Per il dimensionamento di un ampliamento di una parte di un impianto elettrico esistente si deve, in ogni caso, considerare la “regola dell’arte” ovvero l’insieme di legislazione tecnica, normativa tecnica (nel caso specifico CEI, CEI EN, CEI EN IEC), criteri di prudenza, perizia e diligenza.
Qualora si operi in luoghi di lavoro soggetti agli obblighi di cui al D.Lgs 81/08 si dovranno applicare i criteri e le prescrizioni di cui al Capo III – Impianti ed apparecchiature elettriche “Art. 80 – Obblighi del datore di lavoro”, valutando i rischi di natura elettrica e di altra natura presenti e possibili nell’ambiente di lavoro, e precisamente:
-contatti diretti ed indiretti
-innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature, archi elettrici e
radiazioni
-innesco di esplosioni
-fulminazione diretta ed indiretta
-sovratensioni di rete e di origine atmosferica
-altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili da valutarsi in rapporto alle condizioni specifiche del luogo di lavoro e di installazione in tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
Tale metodologia può risultare utile ed applicabile anche in luoghi non di lavoro. Dal punto di vista strettamente tecnico, nel caso, come sembra, di una fornitura da un Sistema TT con tensione Uo/U = 230/400 V, risulta necessario:
a) acquisire tutta la documentazione afferente gli impianti elettrici esistenti (progetto, dichiarazione di conformità, disegni planimetrici d’impianto, schema di flusso/a blocchi dell’impianto, etc.),
b) acquisire tutti i dati della fornitura di energia (corrente di corto circuito, potenza impegnata e impegnabile, etc.)
c) acquisite tutti i dati e parametri del punto di prelievo dell’energia elettrica ovvero del quadro elettrico esistente (corrente di corto circuito, corrente massima prelevabile, numero di circuiti, corrente nominale della protezione a monte e generale, correnti nominali delle protezioni secondarie, sezioni e formazione dei cavi, resistenza dell’anello di guasto, etc. etc.)
d) determinare le tensioni di alimentazione, le potenze nominali, le correnti di impiego, i diagrammi di carico delle utenze sottese all’ampliamento previsto
e) valutare la compatibilità di quanto installato con le nuove installazioni previste
f) redigere il relativo progetto dell’ampliamento degli impianti secondo i criteri di cui all’art. 5 commi 1 e 2 del DM 37/08
Per l’acquisizione dei dati e dei parametri del punto di prelievo dell’energia l’utilizzo di adeguata strumentazione e nello specifico di un analizzatore di rete è sicuramente preferibile, sempre nell’ambito delle procedure sopraelencate.