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In arrivo l’ottava edizione della Norma CEI 64-8

La scorsa settimana abbiamo comunicato l’inizio della fase dell’inchiesta pubblica per le modifiche (QUI) a quella che diventerà, auspicabilmente entro la fine dell’anno, l’ottava edizione della Norma CEI 64-8. In questo articolo approfondiamo le modifiche proposte, che risultano parecchie e in alcuni casi sostanziali.
Vista la particolare importanza del documento invitiamo tutti gli interessati a partecipare attivamente ai lavori normativi, inviando al CEI, e nello specifico al Gruppo di Lavoro dedicato, i propri commenti al documento in Inchiesta Pubblica. Per farlo occorre utilizzare il modello scaricabile liberamente QUI (in fondo alla pagina – link a sito CEI) e trasmetterlo all’indirizzo dt@ceinorme.it.

Il documento in consultazione (Progetto C.1258, 139 pagine, a disposizione per i commenti fino al 19 giugno), con ogni probabilità non sarà pubblicato come variante alla 7a edizione, ma farà parte della nuova edizione 2020 della norma impianti e contiene al suo interno:
– Il testo integrale della nuova “Variante Fuoco”, modificato dopo la discussione successiva alla precedente inchiesta Pubblica (Progetto CEI C. 1229);
– La nuova edizione del Capitolo 37 “Ambienti residenziali. Prestazioni dell’impianto”;
– L’integrazione del commento dell’articolo 434.3.3 “Condotti sbarre e ai binari elettrificati“;
– Un nuovo commento dell’articolo 533.3.2 “Potere di interruzione in cortocircuito“;
– La modifica all’articolo 542.2 “Dispersori“;
– La seconda edizione della Parte 8-1 “Efficienza energetica degli impianti elettrici“;
– La prima edizione della Parte 8-2 “Impianti elettrici a bassa tensione di utenti attivi (prosumer)“.


Figura 1 – le edizioni della Norma CEI 64-8, dalla prima del 1984 all’ottava del 2020 (forse!).

1. Variante fuoco
Come accennato, il testo sottoposto ad inchiesta pubblica contiene le modifiche alla variante V6 sottoposta ad inchiesta pubblica lo scorso anno come Progetto C. 1229 e conclusa il 23 aprile 2019. Per rendere evidenti le modifiche, il testo modificato è riprodotto in colore rosso.
La prima modifica riguarda i criteri di prova cui devono essere sottoposti i componenti elettrici per i quali non esiste una specifica norma di prodotto (Figura 2):

Figura 2: Criteri di prova per i componenti elettrici non coperti da una norma di prodotto (elaborata dal progetto in inchiesta pubblica).
Note:
1) Non coperto da una norma di prodotto.
2) Secondo la Norma CEI EN 60068-2-2 (classificazione CEI 104-3).
3) Secondo la Norma CEI EN 60068-10-2 (classificazione CEI 89-24).
4) Secondo la Norma CEI EN 60695-2-11 (classificazione CEI 89-13).
5) Secondo la Norma CEI EN 60695-11-2 (classificazione CEI 89-23).

Sono, inoltre, sottoposti a inchiesta pubblica i commenti agli articoli:

511.1: “Nella operazione di installazione delle condutture e delle scatole da incasso, è ammesso utilizzare schiume poliuretaniche o prodotti similari, a condizione che la schiuma si limiti alla funzione di posizionamento (prefissaggio).
La schiuma o prodotto similare, quando utilizzata per il posizionamento delle condutture, deve essere posta a porzioni distanziate tra loro e quando utilizzata per il posizionamento delle scatole da incasso deve essere posta solo sul retro della scatola o sulla corrispondente superficie del vano destinato alla scatola”.
532.2: “Scelte progettuali legate alla selettività delle protezioni differenziali possono portare comunque ad adottare anche un dispositivo con corrente differenziale nominale IΔn= 300 mA o superiore purché, per i soli sistemi TT, nel rispetto del paragrafo 531.3.5.3.2”.
534.4.5.2: “Nel caso in cui dovesse risultare necessario proteggere dalla sovratensione apparecchi facenti parte dei servizi di sicurezza, questa dovrebbe essere realizzata impiegando configurazioni che garantiscano la continuità dell’alimentazione (Figura 53 A); OCPD e SPD devono essere corredati di segnalazione di intervento/guasto rinviata a distanza.
Provvedimenti analoghi dovrebbero essere adottati per linee dati di gestione dei servizi di sicurezza”.
563.3: “È raccomandato non proteggere contro i sovraccarichi i circuiti di sicurezza; in tal caso, si richiama l’attenzione sulla necessità di assicurare la protezione per un cortocircuito a fondo linea.
Ai fini dell’omissione della protezione dai sovraccarichi, la corrente nominale (o di regolazione) dell’eventuale dispositivo di protezione contro i sovraccarichi può essere scelta in accordo con la seguente condizione:
IB ≤ IZ < In
Laddove dovesse risultare necessaria, secondo valutazione dei rischi, la protezione dai sovraccarichi, è raccomandata l’installazione di un dispositivo di segnalazione di intervento rinviata ad un luogo presidiato.
Quando un servizio di sicurezza è alimentato con più sorgenti, le condizioni di protezione devono essere determinate in funzione della sorgente più sfavorevole”.
751.03.1: “La valutazione del rischio di incendio costituisce uno dei dati di progetto. A tal fine si rinvia agli obblighi di legge. Il progettista elettrico, acquisita la valutazione del rischio, classifica gli ambienti sulla base dell’Allegato ZA del Capitolo 51”.

Altre modifiche rispetto al progetto già presentato in inchiesta pubblica, riguardano i paragrafi:

751.03.3 “Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio in quanto costruiti con materiali combustibili” con relativo commento;
751.03.4 “Ambienti a maggior rischio in caso di incendio per la presenza di materiale infiammabile o combustibile in lavorazione, convogliamento, manipolazione o deposito”;
751.04.2.6 e relativo commento con l’inserimento, tra l’altro, fra gli esempi di condutture negli ambienti a maggiori rischio in caso di incendio, le condutture Tipo c5) in strutture combustibili;
751.04.2.7 “Protezione delle condutture elettriche”;
Commento al paragrafo 751.04.2.8a;
751.04.2.9 “Interruzione degli impianti in caso di incendio”.

Prestazioni dell’impianto elettrico
Per quanto riguarda il mondo degli installatori di impianti elettrici, la parte più importante del documento in inchiesta pubblica è certamente rappresentato dal nuovo Capitolo 37 (Parte B del Progetto C.1258).
Introdotto con la variante 3 all’edizione 2007 della Norma CEI 64-8 (allegato A – normativo), il Capitolo 37 descrive le prescrizioni addizionali, ai fini delle prestazioni, da applicarsi agli impianti elettrici di unità immobiliari ad uso residenziale situate all’interno dei condomini o di unità abitative mono o plurifamiliari. Come noto si tratta del capitolo che fornisce le prescrizioni integrative da applicare agli ambienti residenziali. Queste si aggiungono alle prescrizioni generali che, ricordiamolo, hanno lo scopo di garantire la sicurezza delle persone e dei beni.
Alcune modifiche introdotte sono frutto dell’evoluzione normativa, altre derivano da nuovi testi legislativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
Per quanto concerne l’ambito normativo, nel paragrafo 37.1 “Campo di applicazione”, ad esempio, troviamo l’inserimento del riferimento alla discussa Specifica Tecnica CEI 64-21:

“Nel caso di impianti elettrici di unità immobiliari ad uso residenziale destinati ad essere utilizzati da parte di persone con disabilità o specifiche necessità, i requisiti della presente Sezione sono integrati, modificati o sostituiti da quanto previsto dalla Specifica Tecnica CEI 64-21”.

A seguito di un aggiornamento legislativo, invece, risulta modificata, rispetto al testo in atto, la nota al termine dell’articolo 37.1:

“Il presente Capitolo si riferisce, per completezza, anche agli impianti elettronici (TV e telefonico/dati, allarme intrusione) i quali non sono compresi nel campo di applicazione della presente Norma, limitata all’impianto elettrico vero e proprio. In particolare, è necessario riferirsi a quanto previsto dalla “Legge 11 novembre 2014, n. 164” in materia di predisposizione di “adeguati spazi installativi” e di “accessi agli edifici” per garantire la realizzazione a regola d’arte degli impianti di comunicazione elettronica. L’impresa installatrice abilitata deve comunque predisporre tubi, cassette e scatole necessari per gli impianti elettronici”.

Il successivo paragrafo 37.2 contiene i criteri minimi e le dotazioni minime per il dimensionamento dell’impianto elettrico, con riferimento a tre livelli prestazionali e di fruibilità:
– Livello 1: livello minimo previsto dalla Norma.
– Livello 2: per unità immobiliari con una maggiore fruibilità degli impianti, tenuto anche conto delle altre dotazioni impiantistiche presenti.
– Livello 3: per unità immobiliari con dotazioni impiantistiche ampie ed innovative (domotica).
Si tratta, come ricorda il testo normativo, di un accordo fra progettista, installatore dell’impianto e committente, in funzione delle esigenze impiantistiche dell’utente e al livello qualitativo dell’unità immobiliare.

L’aggiunta di una nota ricorda che “il valore di 6 kW (potenza per la quale devono essere progettati gli impianti elettrici negli ambienti residenziali) è anche citato dalla Delibera 467/2019/R/eel dell’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) inerente l’avvio di una regolamentazione sperimentale in materia di ammodernamento delle colonne montanti vetuste degli edifici”.
Il successivo commento chiarisce che questo requisito è soddisfatto “dimensionando adeguatamente il montante e l’interruttore generale. La sezione del montante, in ogni caso non inferiore 6 mm², va determinata secondo le prescrizioni delle parti generali della CEI 64-8 (v. art. 132.6), tenendo in considerazione anche la lunghezza del montante”.
Unica deroga “alla prescrizione relativa alla predisposizione del montante per la potenza minima impegnabile, pur mantenendo i previsti requisiti tecnici minimi” è possibile laddove sussistano “impedimenti costruttivi dovuti all’edificio”.
Il paragrafo 37.3.2 “Protezione differenziale” contiene il nuovo acronimo relativo agli interruttori differenziali dotati di dispositivi di richiusura automatica (ARD in luogo di SRD) nonché il chiarimento che “l’eventuale interruttore differenziale in prossimità del contatore deve garantire la selettività totale in caso di corrente differenziale nei confronti delle protezioni differenziali a valle”.
Analoga correzione è operata anche all’articolo 37.4 “Quadro di unità abitativa” in cui è stato aggiunto il nuovo acronimo “QUA”.
L’articolo in questione contiene anche la prescrizione di utilizzare interruttori differenziali di tipo F per la protezione dei circuiti che alimentano lavatrici e/o condizionatori fissi.

Figura 3: Classificazione degli interruttori differenziali (simboli).

Il paragrafo relativo alle generalità (articolo 37.4.1) contiene due precisazioni: la prima riguarda l’indicazione relativa alle unità abitative costruite prevalentemente in materiale combustibile (CA2), per le quali si applicano le indicazioni riportate nella Sezione 751 “Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio”; la seconda riguarda l’indicazione (consiglio) di “predisporre la canalizzazione che colleghi il quadro dell’unità abitativa o il quadro alla base del montante, all’eventuale area individuale destinata al parcheggio degli autoveicoli in modo da consentire la ricarica di veicoli elettrici”. Le prescrizioni per l’alimentazione dei veicoli elettrici sono contenute nella Sezione 722 della Norma CEI 64-8 (variante V5 del mese di febbraio 2019).
Il commento ricorda che il Decreto Legislativo 16 dicembre 2016, n. 257i “prevede che gli edifici residenziali siano predisposti alla connessione alla rete elettrica al fine di una possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli adatte a consentire il collegamento di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, di pertinenza o no, in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso nella misura:
Di un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20 per cento di quelli totali nel caso di edifici di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative;
Secondo quanto previsto dal regolamento edilizio nel caso di edifici già esistenti che vengono sottoposti a ristrutturazione edilizia di primo livello (intervento che coinvolge almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico)”.
Altre due modifiche riguardano il testo contenuto nell’articolo 37.5.1 “Punti di prelievo di energia e di comando”. Nel primo paragrafo dell’articolo troviamo inseriti fra i punti di prelievo anche le prese dati e telefono; il quinto paragrafo, invece, è stato riscritto inserendo l’indicazione della necessità di predisporre (almeno) “la canalizzazione dal quadro (o da una scatola di derivazione) per l’alimentazione di un eventuale piano di cottura elettrico”.
Ultima modifica, la più importante, riguarda la nuova Tabella A contenente le dotazioni minime per ciascun livello e, naturalmente, l’aggiornamento delle note per la comprensione della tabella.
Fra le dotazioni minime dell’appartamento troviamo, ad esempio, la predisposizione delle infrastrutture digitali in accordo con le disposizioni di cui all’articolo 135 bis della Legge 11 novembre 2014, n. 164.

Le Parti C e D del Progetto C.1258 contengono, come indicato in premessa, integrazioni ai commenti agli articoli 434.3.3 e 533.3.2 nonché la modifica della nota all’articolo 542.2.1 (ora Nota 1) e l’inserimento della nuova Nota 2.

Di seguito si riporta il testo consolidato dell’articolo 542.2 “Dispersori” con la nuova nota 2:
«Commento:
Si raccomanda che ciascun conduttore connesso al collettore principale di terra sia separabile individualmente. Questa connessione deve essere affidabile e tale da essere disconnessa solo per mezzo di un attrezzo.

542.2.1 Il dispersore può essere costituito da:
– tondi, profilati, tubi;
– nastri, corde;
– piastre;
– conduttori posti nello scavo di fondazione;
– ferri di armatura nel calcestruzzo incorporato nel terreno;
– tubazioni metalliche dell’acqua, purché siano soddisfatte le condizioni di 542.2.5;
– altre strutture interrate adatte allo scopo (vedere anche 542.2.6).
NOTA 1 L’efficacia di qualsiasi dispersore dipende dalle condizioni locali del terreno; si devono scegliere uno o più dispersori adatti alle condizioni del terreno ed al valore della resistenza di terra richiesto.
Il valore della resistenza di terra del dispersore può essere calcolato o misurato.
NOTA 2 Per i binari dei sistemi elettrici ferroviari, tranviari, filoviari e metropolitani si applicano le norme CEI EN 50122 in vigore.
Le apparecchiature elettriche direttamente collegate ai binari, alimentate da un sistema TT, come le casse di manovra, solidali per costruzione con il binario ed in continuità elettrica con questo, non possono essere collegate ad altri impianti di terra e devono soddisfare le seguenti condizioni:
a) il valore della resistenza di terra della rotaia deve essere coordinato con il dispositivo di protezione contro i contatti indiretti,
b) nei sistemi in c.c. le apparecchiature elettriche non devono costituire un dispersore di fatto, oppure dette apparecchiature elettriche devono essere realizzate dotate di protezione in classe II di isolamento”.

Commento:
L’efficacia del dispersore dipende dalle condizioni locali del terreno.
Una delle migliori soluzioni consiste nel disporre conduttori, che assicurino una buona aderenza con il terreno, nello scavo di fondazione degli edifici e nel collegare all’insieme dispersore-conduttori
di protezione le masse estranee ed i ferri di armatura del cemento armato (terra di fondazione).

542.2.2 Il tipo e la profondità di messa in opera dei dispersori devono essere tali che fenomeni di essiccamento o di congelamento del terreno non aumentino la resistenza di terra del dispersore al di sopra del valore richiesto.

542.2.3 I materiali utilizzati e la costruzione dei dispersori devono essere tali da sopportare i danni meccanici dovuti alla corrosione.
Le dimensioni minime per i dispersori intenzionali realizzati con i materiali comunemente usati, dal punto di vista della resistenza meccanica e della corrosione, sono indicate nella Tabella 54.1.
Per gli edifici nuovi, si raccomanda di prevedere una terra di fondazione.

Commento:
In genere devono essere prese precauzioni per ridurre i danni ad altre parti metalliche che siano interrate nelle vicinanze del dispersore.
Per il dispersore è conveniente l’impiego di rame, di acciaio rivestito di rame e di materiali ferrosi zincati. Si possono usare anche materiali ferrosi non zincati ed altri materiali metallici, purché compatibili con la natura del terreno.
I valori minimi indicati nella Tabella 54.1 sono riferiti a terreni non particolarmente aggressivi.

542.2.4 Nel progettare un impianto di terra si deve tenere conto del possibile aumento, dovuto
alla corrosione, della resistenza dell’impianto di terra».

Efficienza energetica e “Prosumer”
Se il Capitolo 37 contiene le prescrizioni più importanti per quanto riguarda gli ambienti residenziali, la Parte 8-1 (seconda edizione, 66 pagine) e la Parte 8-2 (43 pagine) contengono le modifiche/integrazioni più rilevanti per la nuova edizione della Norma CEI 64-8 (VIII edizione).
In particolare, la Parte 8-1 “Efficienza energetica degli Impianti elettrici” fornisce “prescrizioni, misure e raccomandazioni supplementari per il progetto, l’installazione, il funzionamento e la verifica degli impianti elettrici in bassa tensione, compresi la produzione locale e l’accumulo dell’energia, per ottimizzare l’utilizzo efficiente globale dell’elettricità”.
Questa parte “introduce le prescrizioni, le raccomandazioni ed i metodi per la progettazione e la valutazione dell’efficienza energetica (EE) di un impianto elettrico nel quadro di un approccio di gestione dell’efficienza energetica, per ottenere il miglior servizio permanente, funzionalmente equivalente, con il consumo di energia elettrica più basso e nelle condizioni di disponibilità di energia e di equilibrio economico più accettabili”.

Figura 4: Livello per la classificazione dell’efficienza energetica dell’impianto.

Prescrizioni, raccomandazioni e metodi che si applicano sia agli impianti nuovi sia alla modifica degli impianti elettrici esistenti.
La nuova Parte 8-2 “Impianti elettrici a bassa tensione di utenti attivi (prosumer)” fornisce “prescrizioni, misure e raccomandazioni aggiuntive relative alla progettazione, installazione e verifica di tutti i tipi di impianti elettrici a bassa tensione conformi all’articolo 11 della Norma CEI 64-8/1, includendo gli impianti per la produzione e/o l’accumulo locale di energia, allo scopo di garantire la compatibilità con i modi attuali e futuri di fornire energia elettrica alle apparecchiature alimentate dalle reti pubbliche o per mezzo di fonti locali di energia. Questi impianti elettrici sono identificati come impianti elettrici per utenti attivi (PEI)”.
La Parte 8.2 (prima edizione), recepisce la Parte 8.2 della Norma IEC 60364 e “fornisce anche le prescrizioni per il funzionamento e il comportamento corretti dei PEI, allo scopo di permettere il funzionamento efficace, sostenibile e sicuro di tali impianti, quando integrati in reti intelligenti”.
Analogamente a quanto indicato per la Parte 8-1, anche queste prescrizioni e raccomandazioni si riferiscono ai nuovi impianti nonché alla trasformazione di quelli esistenti.
Fra le definizioni inserite nella Parte 8.2 segnalo:
Rete intelligente (smart grid): sistema elettrico di potenza che utilizza le tecnologie di comando e di scambio delle informazioni, il calcolo distribuito e sensori e attuatori associati allo scopo di:
integrare il comportamento e gli interventi degli utenti della rete e delle altre parti interessate,
fornire in modo efficace un’alimentazione elettrica sostenibile, economica e sicura.
Impianto elettrico dell’utente attivo – PEI: impianto elettrico di bassa tensione collegato, o meno, a una rete di distribuzione pubblica, in grado di funzionare con:
le alimentazioni locali, e/o
le unità di accumulo locale dell’energia,
e che monitori e comandi l’energia dalle sorgenti collegate fornendola a:
gli apparecchi utilizzatori, e/o
le unità di accumulo locale dell’energia, e/o
la rete pubblica di distribuzione.
Utente attivo (prosumer): entità o parte, che può essere sia un produttore che un consumatore di energia elettrica.

Figura 5: Esempio di impianto elettrico a bassa tensione di un utente attivo. Legenda: 1) Rete pubblica; 2) Applicazioni e dispositivi elettronici domestici. 3) Motori; 4) Illuminazione; 5) Radiatori; 6) Veicoli elettrici; 7) Inverter solare (PV); 8) Inverter eolico; 9) Altri generatori; 10) Accumulo dell’energia elettrica; 11) EEMS; 12) Origine dell’impianto; 13) Distribuzione locale; 14) Generazione locale; 15) Consumo locale; 16) Segnali di gestione.

Per l’applicazione delle parti oggetto di questo progetto occorrerà ovviamente attendere la conclusione della fase di inchiesta pubblica (19 giugno) e la successiva pubblicazione del documento come variante alla Norma CEI 64-8.

A cura di: Antonello Greco

Comments ( 1 )

  • Guido

    Tenuto conto che gli accumulatori associati agli impianti dei clienti residenziali attivi impediscono di fatto di scambiare energia elettrica con i vicini clienti passivi ma convertono detta energia elettrica in energia chimica (con oltre il 10 % di perdite) e tenuto conto che nella successiva trasformazione da energia chimica ad elettrica abbiamo oltre il 10 % di perdite, non sarebbe assurdo che la presenza di unità di accumulo di energia locale contribuisse ad innalzare l’indice di efficenza energetica EE?

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