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QUESITO TECNICO
Ditta fallita, dichiarazione di conformità mai consegnata

Una questione inerente l’impossibilità di recuperare una certificazione degli impianti elettrici realizzati nel 2009 presso un stazione elettrica: ho provato a contattare la ditta installatrice che purtroppo è fallita da qualche anno, e per poter chiudere definitivamente una pratica di permesso a costruire, con il comune di Leinì ci occorre tale dichiarazione.  A vostro avviso quale sarebbe il modo corretto per poter concludere la questione?

Roberto Obbermito

Il decreto 37/08 si applica solo agli “impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze“. Se l’intervento rientra nel campo di applicazione del decreto è certamente un problema: la dichiarazione di conformità non è stata rilasciata, l’impresa installatrice non esiste più. Per un impianto realizzato nel 2009 non è possibile rilasciare una dichiarazione di rispondenza. Purtroppo il decreto 37/08 non indica una soluzione al suo problema. Non resta che negoziare con il comune di Leinì una soluzione diversa per la chiusura della pratica.

Comments ( 1 )

  • Francesco G.

    Non è chiaro a cosa si riferisca il termine “Stazione Elettrica”. Se è un edificio, allora l’impianto è soggetto al DM 37/08 e deve essere dotato di Dichiarazione di Conformità, in quanto realizzato dopo il 26/3/2008.
    Il Mi.Se., con “Parere a Ente pubblico del 16-6-2016” in caso di mancanza della dichiarazione di conformità per impianti eseguiti successivamente all’entrata in vigore del d.m. 37/2008, ha chiarito che il d.m.37/2008 consente di ricorrere alla dichiarazione di rispondenza solo per “sanare” la mancanza di documentazione certificativa relativa ad impianti eseguiti prima della sua entrata in vigore. Per gli impianti eseguiti successivamente a tale data, in caso di mancanza della dichiarazione di conformità è possibile ricorrere, invece, solamente a quanto previsto dall’art. 7, comma 3 relativamente al “rifacimento di impianti”. Il committente dovrebbe affidare ad un’impresa abilitata – che dovrebbe accettare la commessa – i lavori di “rifacimento parziale” dell’impianto: in questo caso l’articolo 7, comma 3 stabilisce che il progetto, la dichiarazione di conformità e l’attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell’opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell’intero impianto. Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all’articolo 5, è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell’impianto.
    In altri termini, la Di.Co. per l’intero impianto può essere rilasciata anche da impresa diversa da quella che ha realizzato l’impianto, anche se per intero, seguendo quanto sopra riportato.
    Il consiglio è di farsi rilasciare una dichiarazione da parte del proprietario in cui dichiara che non sono presenti sospesi con la precedente ditta ovvero che non ci sono in corso procedimenti di alcun tipo relativi all’impianto in questione. Molto spesso questa modalità viene usata per non pagare le imprese che hanno correttamente realizzato l’impianto e rendendo di fatto impossibile qualsiasi rivalsa.

    https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Massimario-aggiornato-al-10aprile2019-DM-37-2008.pdf

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