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QUESITO TECNICO
Dichiarazione di rispondenza… cosa fare?

~DDevo “certificare” un impianto fatto ante 2008, cosa devo controllare dell’impianto e che certificati devo fare?

Fabrizio Maffei

~RIl documento a cui fa riferimento è certamente la “dichiarazione di rispondenza”, introdotta dall’art. 7 comma 6 del decreto 37/08, il quale prevede che, in mancanza della dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore, è possibile far redigere da un professionista in possesso di particolari requisiti, un documento che attesti la “rispondenza” dell’impianto esistente:

6. Nel caso in cui la dichiarazione di conformita’ prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia piu’ reperibile, tale atto e’ sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto – da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilita’, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

Se in possesso dei requisiti di cui sopra, può far riferimento a quanto segue (elenco tratto dalle linee guida del Collegio dei Periti di Milano – link):

1. RILIEVO DI QUANTO INSTALLATO
a. Schemi e planimetrie degli impianti.

2. ESAMI A VISTA
a. Verifica dell’esistenza e della corretta messa in opera:
– della protezione contro i contatti diretti;
– della protezione contro i contatti indiretti;
– della protezione contro i corto circuiti;
b. Verifica dell’esistenza e della corretta messa in opera dei sezionamenti;
c. Verifica della protezione contro le sovracorrenti;
d. Verifica delle zone nei locali da bagno;
e. Corretta identificazione dei conduttori di fase, neutro e di protezione;
f. Verifica dei dispositivi di comando unipolari connessi ai conduttori di fase;
g. Verifica in riferimento alle influenze esterne dei componenti elettrici e relativo grado di protezione;
h. Verifica della presenza e idoneità dei conduttori facenti parte dell’impianto di terra di protezione (CT, PE, EQP, EQS).

3. PROVE E MISURE
a. Continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziali;
b. Resistenza di isolamento dell’impianto elettrico (a discrezione);
c. Protezione mediante sistemi SELV e PELV o mediante separazione elettrica;
d. Protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione;
e. Misura della resistenza di terra e/o resistenza/impedenza dell’anello di guasto e verifica dell’intervento delle protezioni;
f. Prove di funzionamento degli eventuali impianti di sicurezza.

4. DOCUMENTI
a. Dichiarazione di rispondenza composta da:
– identificazione e abilitazione del professionista;
– limiti della dichiarazione di rispondenza;
– relazione descrittiva con identificazione dell’impianto;
– riferimenti a dichiarazioni e documentazioni esistenti (anche parziali);
– norme e leggi di riferimento;
– classificazioni degli ambienti (per esempio ordinari o soggetti a normativa specifica);
– caratteristiche della fornitura elettrica e del sistema elettrico;
– relazione tecnica di sintesi dei punti 1-2-3;
b. Conclusioni…

Comments ( 1 )

  • Ecco, io mi chiedo come fanno quei farambulani che vendono la dichiarazione di rispondenza a 79,00 euro…
    Nel DM 37/08 è chiaramente indicato: “…in esito a sopralluogo ed accertamenti…”
    Questi il sopralluogo e gli accertamenti non li fanno, ma firmano una dichiarazione ad occhi chiusi.
    E se quell’impianto fosse pericoloso?
    E se un bambino morisse folgorato?

    Sono indignato con questa gente che, per pochi spiccioli, sottoscrive atti falsi.
    E sono indignato perché questa prassi non viene debellata.

    Alessio Piamonti

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