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QUESITO TECNICO
“Progettino” e “Progettone”…

~DE’ obbligatorio il progetto (inteso come disegno dell’impianto elettrico) anche se l’impianto non supera i 6 kW di potenza? O come elaborato tecnico si intende la descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire?

Fancello Gianni Rocco

~RIl “progetto” dell’impianto elettrico è sempre obbligatorio. Cambia “chi firma“. Il progetto per impianti sotto i limiti dimensionali fissati dal 37/08 (art 5) può essere firmato dal responsabile tecnico di impresa installatrice e può essere più “semplice“. Così si esprime all’articolo 7 comma 2 il decreto 37/08:

2. Nei casi in cui il progetto e’ redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice l’elaborato tecnico e’ costituito almeno dallo schema dell’impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d’opera.

Traducendo: per il “progettino” (es. sotto i 6 kW) non sono richieste planimetrie e relazioni tecniche. Se l’impianto è molto semplice gli schemi unifilari possono al limite essere sostituiti dalla descrizione dell’impianto.
Viceversa il “progettone” firmato da professionista deve rispondere ai criteri fissati dalla Guida CEI 0-2Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici“.

Comments ( 3 )

  • Il progetto dell’impianto elettrico, secondo il DM 37/08, è obbligatorio SEMPRE in caso di nuova installazione, ampliamento, trasformazione o altro tipo di intervento, escluso quello di manutenzione straordinaria.

    Il progetto in questi casi quindi va eseguito sempre, tranne per i cantieri (per i quali va comunque rilasciato lo schema di impianto realizzato).

    Il progetto deve contenere almeno la relazione tecnica (descrizione funzionale ed effettiva dell’opera) e lo schema dell’impianto realizzato (DM 37/08 art. 7 comma 2).
    Gli schemi dei quadri ritengo siano indispensabili per poter schematizzare l’impianto realizzato.

    Alessio Piamonti

  • Luca

    Non sono d’accordo sul fatto che il “progettino”, realizzato dal responsabile tecnico dell’impresa, non debba includere uno schema planimetrico. Il DM 37/08 parla di schema dell’impianto, non di schema del quadro elettrico e basta.
    E per una utenza sotto i 6kW, nel caso più ricorrente un appartamento, allegare solo uno schema del centralino, facendo copia-incolla dal centralino dell’ultimo appartamento realizzato, mi sembra del tutto inutile.
    Ricordiamo che il DM parla sempre di progetto, pensare di risolverla con un A4 è un pò semplicistico…
    Il DM poi chiarisce che è costituito da schemi, e non da relazioni e calcoli, ma lo schema deve descrivere la natura e la consistenza delle installazioni che sono sono state effettuate, dallo schema devo capire almeno di che impianto si parla, le sue dotazioni, quali impianti ho realizzato (luci emergenza, rete, citofoni, diffusione sonora).
    E senza uno schema in pianta, non ho descritto nulla…
    Lo schema del centralino potrebbe essere uguale per un appartamento, un ufficio, un piccolo negozio…. a cosa serve?
    La finalità del decreto è svincolarsi dal professionista per le piccole installazioni, non svincolarsi dal progetto… che è sempre obbligatorio.

  • giulio passarini

    Buongiorno.
    Vorrei mettere in evidenza un punto a mio avviso molto importante e poco citato di solito.
    Il progetto, per un installatore, non è solo un obbligo inteso come carico di lavoro ulteriore, altri fogli, altra carta che tanto non serve a niente.
    Il progetto, per un installatore, è comunque, in quanto allegato alla DiCo, l’unico “appiglio” utilizzabile in sede di giudizio, per dimostrare la correttezza del proprio operato.
    A titolo di esempio: incidente domestico in cui una persona subisce un infortunio prendendo la corrente da una presa sul terrazzo.
    Bene: la presa era priva di collegamento di terra PE.
    Bene, la presa è stata aggiunta dal proprietario dell’immobile, l’anno dopo che la ditta installatrice ha realizzato l’impianto elettrico.
    Bene, il proprietario accusa la ditta di avere sbagliato.
    A questo punto, la ditta, come può dimostrare che quella presa non fa parte della DiCo?
    Risposta: in un solo modo, fornendo un progetto, che per quanto semplificato, contenga il minimo sindacale: schema quadro, planimetrico, relazione materiali (che includa tipo di cavo e grado di protezione IP).
    Ma ammesso e non concesso quanto sopra, dopo 15 anni di professione, posso tranquillamente affermare che la teoria secondo la quale basta la “relazione” descrittiva dell’impianto, è semplicemente un suicidio per l’installatore. Perché circa il 99% delle relazioni sono sbagliate o imprecise o omettono cose importanti: a questo punto sarebbe quasi più semplice fare una planimetria anche a penna e un disegno unifilare di un quadro, anche a penna.
    cordiali saluti.
    Ing. G.Passarini

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