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QUESITO TECNICO
Prevenzione incendi per una cucina “ad uso occasionale”

~DUn locale cucina per uso occasionale, ma predisposto con apparecchiature di cottura a gas metano, da quale condizione viene considerato soggetto allo sgancio dell’alimentazione energetica tramite pulsante di emergenza? Il locale copre una superficie di circa 90 m2. Valgono le prescrizioni equiparabili ad un locale centrale termica?

Adone Gentilin via form

~RSe il locale cucina non è ricompreso in altra attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco e la potenza installata delle apparecchiature di cottura a gas è superiore a 35 kW si applicano le disposizioni di cui al DM 12 aprile 1996: “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi” e precisamente quelle al “Titolo IV art. 4.4 Locali di installazione di impianti cucina e lavaggio stoviglie”.

Se la potenza installata delle apparecchiature di cottura gas è superiore a 116 kW l’attività rientra tra le 80 attività indicate nel DPR 151/11, per le quali si deve provvedere al Certificato di prevenzione incendi secondo le procedure indicate dallo stesso, e precisamente nella n° 74 (Categoria A-B-C) “Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 116 kW“.

Secondo i disposti della Norma CEI 64-8/7 art. 751.03.4 e relativo Allegato A, le attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sono da considerarsi ambienti a maggior rischio in caso d’incendio. Pertanto la realizzazione degli impianti elettrici dovrà uniformarsi, oltreché alle specifiche tecniche generali, ai disposti della Sezione 751 “Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio” contenuta nella Parte 7: “Ambienti ed applicazioni particolari” della Norma CEI 64-8.
L’obbligo di installazione del comando di emergenza per il sezionamento dell’alimentazione elettrica deriva dall’applicazione delle normative di prevenzione incendi.

Si dovranno classificare, secondo i criteri indicati nella Norma CEI 31-35, le eventuali zone pericolose nell’intorno delle valvole di intercettazione poste sulla tubazione di adduzione del combustibile all’esterno e all’interno del locale cucina oltre ad individuare i necessari provvedimenti per la ventilazione del locale.

Ha risposto per NT24
Roberto De Girardi

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