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QUESITO TECNICO
“Recuperare” il vecchio impianto elettrico

~DDovendo trasferire un’attività di officina di autoriparazioni dall’attuale locale servito da un impianto elettrico realizzato con canala in PVC e cavi unipolari di varie sezioni (da 1,5/mm2 a 6/mm2 per la rete e 10/mm2 per la terra), un quadro elettrico in box metallico, posso realizzare l’impianto elettrico del nuovo locale con i componenti (quadro, canala e cavi), recuperati dall’impianto del vecchio locale? Mi scuso se la domanda è banale, ma di questi tempi se si può risparmiare senza compromettere la sicurezza, è sempre cosa gradita.

Francesco Saltini via form

~RIn primo luogo si deve determinare se l’impianto elettrico rientra negli obblighi di progetto da parte di professionista abilitato ai sensi dell’art. 5 comma 2 del DM 37/08 e se l’officina è classificata come “ambiente a maggior rischio in caso d’incendio” (o con “zone con pericolo di esplosione”), o come “luogo ordinario”.
Se l’impianto è soggetto ad obbligo di progettazione da parte di professionista abilitato le scelte relative al riutilizzo dei componenti, le loro caratteristiche rispetto al tipo di ambiente, i loro gradi di protezione IP in rapporto alle severità ambientali, i loro dimensionamenti “elettrici” sono di esclusiva competenza e responsabilità del progettista e a queste prescrizioni Lei come installatore si deve attenere.
Scelte e responsabilità che non vengono meno a Suo carico qualora come installatore Lei realizzi l’impianto elettrico ed il relativo progetto, sotto i limiti dimensionali indicati nell’art. 5 comma 2, ai sensi dell’art. 7 comma 2 del DM 37/08.

Quindi è possibile riutilizzare componenti elettrici già installati, qualora gli stessi siano correttamente manutenuti, adeguati all’uso previsto, presentino caratteristiche dimensionali adatte all’impianto e agli utilizzatori e siano disponibili, anche mediante specifica ricerca presso le case produttrici, i certificati di conformità alle norme di prodotto del tempo. Nello specifico del quadro elettrico, data per scontata la corretta esecuzione tecnica del cablaggio, è da reperire almeno un certificato di conformità ai sensi della Norma CEI 17-13 (non più in vigore). In assenza delle precedenti condizioni risulta difficile compilare correttamente e in modo completo la “Relazione dei materiali utilizzati” che è allegato obbligatorio alla “Dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola dell’arte” di cui all’art. 7 comma 1 del DM 37/08.

Nel merito delle specifiche tecniche, l’utilizzo di canale in PVC esterno (solitamente con grado IP2X) non ci sembra adatto per un impianto elettrico nell’ipotesi di “luogo a maggior rischio in caso d’incendio“. Inoltre non ci sembra essere garantita, in modo adeguato dallo stesso canale, in luogo quale un autorimessa la protezione dagli urti per installazioni sotto i 2,5 dal piano di calpestio.
Non avendo altre informazioni sulle caratteristiche e lo stato di conservazione dei componenti è difficile dare un parere esaustivo. Certamente il lungo periodo dalla prima installazione non depone, con le considerazioni sopraesposte, al riutilizzo e alla reinstallazione dei suddetti componenti.

Ha risposto per NT24
Per.Ind. Roberto De Girardi I.Eng

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