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Manutenzione elettrica: Come lavorare in sicurezza

Il Capitolo 41 “Protezione contro i contatti diretti ed indiretti” non ha subito modifiche solo per quanto riguarda la protezione mediante bassissima tensione (vedi PanEL n.4/’98), sostanziali variazioni ha subito anche la Sezione 413 “Protezione contro i contatti indiretti”. Andiamo all’ art. 413.1 “Protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione” e vediamo che al punto 413.1.1.1 “Interruzione dell’alimentazione” è stato aggiunto il seguente commento: “Non è necessaria l’interruzione automatica dell’alimentazione in tempi prestabiliti, se sulle masse non viene superato, in caso di guasto, il valore della tensione di contatto limite UL (per es. 50 V in c.a.)”. Mentre, sempre nel commento, è stata tolta la frase “Per il significato del termine c.c. non ondulata vedere la Nota 1 dell’articolo 411.1.1”; infatti sappiamo (PanEL n.4/’98) che è diventata la Nota 1 dell’art. 411.1.4.3.

Valutazione del rischio elettrico
Il D. Lgs. 626/94 impone a tutti i datori di lavoro di imprese piccole o grandi la valutazione dei rischi, la conseguente programmazione delle misure di prevenzione e, quando la prevenzione non è possibile, l’adozione di idonei provvedimenti di protezione.
I rischi connessi all’impiego dell’energia elettrica sono ritenuti accettabili quando materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni ed impianti elettrici ed elettronici sono realizzati e mantenuti conformi alle Norme CEI. L’obbligo di valutazione dei rischi, prescritto dal D.Lgs. 626/94 viene pertanto assolto con l’accertamento della loro conformità alla normativa CEI.
Essi, in ogni caso, devono essere adeguatamente eserciti e manutenuti, adottando idonee modalità e procedure.
Restano comunque da valutare i rischi connessi ai lavori relativi alla loro esecuzione e manutenzione, individuando le opportune misure di prevenzione e di protezione, compreso il confacente addestramento del personale. Anche per i lavori, i fattori di rischio elettrico sono da ritenersi accettabili se viene rispettata la specifica normativa CEI.
Non è inoltre secondario il fatto che si possano considerare a regola d’arte gli impianti conformi alla normativa CEI vigente all’epoca della loro realizzazione e ciò nonostante si possano individuare dei rischi evidenziabili dal confronto con una norma più recente.
Le norme CEI, infatti, si applicano integralmente agli impianti nuovi ed alle radicali trasformazioni di quelli esistenti, solo le prescrizioni della Norma CEI 11-18, in vigore dal 1/2/1983, “si applicano agli impianti di nuova costruzione”.
Di conseguenza si può ritenere, ma è argomento discusso, che gli impianti realizzati in conformità alle norme CEI precedenti, vigenti al tempo della loro realizzazione, debbano essere adeguati alle norme CEI attuali nelle caratteristiche o, qualora ciò non sia ragionevolmente realizzabile, debbano essere adottati altri provvedimenti tecnici o comportamentali, idonei ad assicurare un uguale livello di sicurezza.
In linea generale, a garanzia di affidabilità e prova di diligenza, è conveniente far precedere alla valutazione dei rischi, da effettuare ai sensi del D.Lgs. 626/94, un accurato controllodi conformità alla normativa di legge e tecnica vigente, con il quale documentare lo stato degli impianti ed individuare gli eventuali interventi di regolarizzazione, che si rendessero necessari.

Sistemi di II e III categoria
Per i lavori su circuiti elettrici appartenenti a sistemi di II e III categoria, la Norma CEI 11-1 fornisce le seguenti prescrizioni.
Prima di iniziare qualsiasi lavoro si deve:
– togliere tensione alle parti stesse;
– interrompere visibilmente, mediante l’apertura dei sezionatori, la continuità metallica fra le parti su cui si deve lavorare ed ogni altra parte di impianto da cui può provenire tensione;
– bloccare i comandi a distanza dei sezionatori che sono stati aperti;
– collegare in cortocircuito ed a terra tutti i conduttori appartenenti al tratto di circuito interessato ai lavori a monte e a valle del posto di lavoro ed in posizione da questi visibile.
Ove non sia possibile la messa a terra in vicinanza del posto di lavoro, tutti i conduttori appartenenti al tratto di circuito interessato dai lavori devono essere collegati in cortocircuito e a terra presso tutti i sezionatori.
Su tutti i dispositivi destinati a togliere tensione al punto di lavoro e su tutti i loro comandi a distanza si devono mettere e mantenere per tutta la durata dei lavori cartelli ben visibili segnalanti il divieto di eseguire manovre.

Le distanze di sicurezza sono quelle indicate dalla Norma CEI 11-18
Salvo casi d’urgenza, in condizioni di particolare pericolo, devono partecipare almeno due persone espressamente incaricate e che abbiano ricevuto le istruzioni e l’equipaggiamento necessario. La prescrizione non ricorre per l’esecuzione delle verifiche e per il controllo con fioretti degli isolatori.
Prima di iniziare qualsiasi lavoro su batterie di condensatori statici di potenza, occorre accertarsi che tutte le batterie componenti siano scariche.
Prima della rimessa in tensione dei circuiti sui quali sono stati eseguiti i lavori, occorre aver ricevuto conferma della avvenuta ultimazione da parte di chi vi ha sovrainteso. Tale comunicazione può essere trasmessa se non dopo che tutto il personale si è ritirato dalle posizioni alle quali non bisogna accedere durante il funzionamento e dopo che siano stati rimossi gli eventuali collegamenti di cortocircuito e a terra realizzati per la sicurezza durante il lavoro.
Per l’esercizio e la manutenzione di trasformatori ed apparecchi contenenti askarel si applica la Norma CEI 11-19.

Sistemi di I categoria
Per lavori su circuiti elettrici appartenenti a sistemi di I categoria la Norma CEI 11-27 definisce i termini essenziali ed indica modalità e provvedimenti da adottare sia per lavori fuori tensione, sia per lavori in tensione.
I principi basilari sono:
– la preparazione del personale;
– la identificazione inequivocabile delle parti oggetto del lavoro e delle parti attive adiacenti, con le quali è possibile venire in contatto;
– la individuazione, la segnalazione e, quando necessario, la delimitazione della zona di lavoro;
– la messa in sicurezza e/o la protezione;
– l’informativa;
– i provvedimenti contro le manovre intempestive;
– l’affidabilità dei mezzi operativi e di protezione impiegati;
– la diligente attuazione delle modalità e procedure prescritte;
– la messa in equipotenzialità di tutti gli elementi conduttori, che costituiscono masse e masse estranee, con le quali si può venire in contatto. Ciò significa, per esempio: interconnessione fra conduttori e sostegni, continuità dei conduttori aerei o cavi interrotti, interconnessione fra conduttori e mezzi d’opera, ecc.

Definizioni e prescrizioni comuni a tutti i lavori

ZONA DI LAVORO
Spazio entro il quale possono muoversi le persone e gli oggetti mobili non isolati collegati ad esse (per esempio attrezzi, utensili, materiali e mezzi) durante l’esecuzione di un lavoro senza che essi possano penetrare, anche accidentalmente, in zona di guardia.
Alla zona di lavoro possono accedere solo il preposto e le persone da lui autorizzate.

DELIMITAZIONE ZONA DI LAVORO
La delimitazione della zona di lavoro si effettua mediante apposizione di ostacoli, barriere, difese, setti isolanti, ecc., atti ad impedire alle persone ed agli oggetti mobili non isolati ad esse collegati, la penetrazione nella zona di guardia, per cui risulta realizzata la protezione contro i contatti diretti. Nei confronti delle parti attive in tensione a cui non si può accedere senza deliberato proposito, è sufficiente realizzare una delimitazione monitoria, costituita per esempio da nastri e catenelle, integrata da apposita segnaletica che ne vieti il superamento.

ZONA DI GUARDIA
Spazio costituito dall’ insieme dei punti aventi una distanza dalle parti attive nude in tensione, minore o uguale alla distanza di guardia.

DISTANZA DI GUARDIA
Distanza in aria dalle parti attive nude in tensione oltre la quale si assume esservi pericolo di folgorazione e/o arco elettrico per l’operatore.
Per i sistemi di categoria I la distanza di guardia è di 15 cm. Per i sistemi di categoria II e di categoria III le distanze di guardia sono indicate dalla Norma CEI 11-18.

INDIVIDUAZIONE DELLE PARTI ATTIVE
Devono essere inequivocabilmente individuate: le parti attive oggetto dei lavori e tutti i punti di loro possibile alimentazione; altre parti attive non isolate o non protette che possono interferire con la zona di lavoro. Nel caso in cui per dette parti non si intenda procedere alla protezione contro i contatti diretti, devono essere individuati anche tutti i relativi punti di possibile alimentazione.

Note
1 – Se l’individuazione comporta il pericolo di contatti anche accidentali, con le parti da considerare in tensione, l’individuazione deve essere effettuata applicando la metodologia dei lavori in tensione.
2 – Nel caso di linee o connessioni in cavo o assimilabili (per esempio sbarre protette), se non è possibile la preventiva individuazione, le operazioni di accesso ai conduttori sino all’avvenuta individuazione devono essere effettuate applicando la metodologia dei lavori in tensione.

INDIVIDUAZIONE ZONA DI LAVORO
La zona di lavoro deve essere individuata e, se necessario, delimitata prendendo in considerazione tutte le possibili posizioni che gli operatori possono assumere anche accidentalmente, nel corso del lavoro ed il tipo e la dimensione degli attrezzi, dei mezzi e dei materiali usati. Non sono ammesse parti nude in tensione poste inferiormente ai piedi dell’operatore, se non protette da adeguati ripari

Note
1 – L’apposizione e la rimozione dei mezzi atti a delimitare la zona di lavoro, nonché l’eventuale rimozione di difese di elementi in tensione esistenti nella zona di lavoro e la loro rimessa in sito vanno effettuate applicando la metodologia dei lavori in tensione.
2 – Per definire la zona di lavoro nei riguardi di parti attive di sistemi di II e di III categoria, si deve fare riferimento a quanto disposto dalla Norma CEI 11-18.

OBBLIGHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI
L’addetto ai lavori deve controllare (a vista) il buono stato d’uso ed efficienza degli utensili, degli attrezzi e di tutti i mezzi utilizzati, ogni volta che inizia un lavoro e, se sono esposti a deterioramento, anche durante la sua esecuzione.
Deve attenersi:
– alle prescrizioni della Norma CEI 11-27 per i lavori, su parti appartenenti a sistemi di I categoria ed alle prescrizioni della Norma CEI 11-1 e della Norma CEI 11-18 per i lavori su parti appartenenti a sistemi di II e di III categoria;
– alle eventuali procedure aziendali;
– alle istruzioni ricevute dal preposto ai lavori.
Deve segnalare al preposto gli eventuali imprevisti sopraggiunti e le deficienze riscontrate.

LAVORI A CONTATTO
Nell’esecuzione dei lavori a contatto le parti attive su cui si interviene devono essere contenute nella zona di intervento e devono essere ubicate solo frontalmente rispetto alla faccia dell’operatore. L’estensione della zona di intervento deve essere ragionevolmente contenuta. Le parti a potenziale diverso (fasi, neutro, masse) nella zona di intervento devono essere separate con schermi isolanti a meno che con le parti nude degli oggetti maneggiati non sia possibile mettere in contatto fra loro le parti a tensione diversa. Lo stato di affidabilità dei componenti su cui si opera deve escludere il pericolo di rotture, di spostamenti e di corto circuiti; le parti mobili in tensione non devono essere abbandonate dall’addetto prima di essere isolate o fissate.
Si può derogare dalla applicazione totale di queste prescrizioni realizzando la condizione di semplice protezione isolante ed indossando il vestiario di dotazione che non lasci scoperte parti del tronco e degli arti, nei lavori a contatto su circuiti di sezione limitata dei sistemi di categoria 0 degli impianti di regolazione, misura, telecomando, allarme, ecc.

L’operatore deve:
– indossare guanti isolanti, visiera di protezione, elmetto dielettrico e il vestiario di dotazione che non lasci scoperte parti del tronco e degli arti;
– realizzare la condizione di doppia protezione isolante verso le parti in tensione su cui interviene;
– mantenere rigorosamente una distanza superiore a 15 cm fra le parti in tensione e le parti del suo corpo non protetto da isolante.

LAVORI A DISTANZA
Per eseguire lavori in tensione a distanza, l’operatore deve:
– servirsi di adatte aste isolanti;
– mantenersi con ogni parte del suo corpo o con ogni oggetto mobile conduttore ad esso collegato, al di fuori della zona di guardia;
– indossare il vestiario di dotazione, senza lasciare alcuna parte del tronco e degli arti scoperta, i guanti isolanti, l’elmetto dielettrico e la visiera.

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