LOVATO Electric ha inaugurato il 27 ottobre a Gorle (Bergamo) LOVATO Plastic, il nuovo edificio dedicato allo stampaggio plastico e alla costruzione di stampi, a pochi passi dalla sede storica dell’azienda. L’investimento è di 14 milioni di euro. Il cantiere, aperto a ottobre 2024 e chiuso ad agosto 2026, ha coinvolto 130 fornitori, per il 90% del territorio. Alla cerimonia hanno partecipato oltre 100 persone tra collaboratori, fornitori e autorità.
Il progetto risponde alla crescita dei volumi di vendita e al lancio continuo di nuovi prodotti, in un catalogo da 21.000 codici. Produrre in casa i componenti plastici, stampi compresi, fa parte della strategia di verticalizzazione con cui LOVATO Electric vuole rispondere ai clienti più in fretta dei concorrenti multinazionali.
“LOVATO Plastic è un investimento per il futuro della nostra azienda, un investimento nelle persone, nelle loro competenze e nel territorio bergamasco”, dichiara Massimiliano Cacciavillani, amministratore delegato di LOVATO Electric.
Cacciavillani è anche vicepresidente di Confindustria Bergamo, con delega allo sviluppo delle imprese, all’internazionalizzazione e alle filiere, come ha ricordato all’inaugurazione il presidente dell’associazione Matteo Zanetti.
Due piani, 25 presse, uno stampo alla settimana
Con il nuovo edificio gli spazi produttivi passano da 2.100 a 4.800 metri quadrati su due piani. Al piano terra lavorano le presse, oggi 25, in produzione 24 ore su 24 per sei giorni alla settimana. Al primo piano ci sono l’ufficio progettazione stampi, dove cinque progettisti simulano il processo di stampaggio prima della costruzione, e l’attrezzeria, che realizza circa uno stampo alla settimana.
Sullo stesso piano si trova il deposito della materia prima, in una zona segregata con certificazione antincendio REI 240. Da qui il materiale passa sottovuoto ai silos, viene essiccato su 40 linee e scende alle presse con lo stesso sistema. Il magazzino stampi occupa un corpo separato, con soluzioni antisismiche e di resistenza al fuoco. Nel reparto un impianto di raffrescamento ha tenuto la temperatura entro i 28-29 gradi anche durante l’estate.
Lo stabilimento ospita 51 collaboratori, qualcuno in più rispetto al reparto precedente, con uffici, spogliatoi e una sala corsi. Il trasloco della produzione nel nuovo edificio ha richiesto due settimane e il cantiere si è chiuso senza infortuni.
“La competitività oggi si gioca su tre fattori: velocità, qualità e autonomia. Con LOVATO Plastic rafforziamo la nostra capacità di rispondere rapidamente alle esigenze dei clienti, acceleriamo i processi interni e miglioriamo ulteriormente il controllo sulla qualità”, sottolinea Angelo Toffalori, direttore della progettazione elettromeccanica di LOVATO Electric.
LOVATO Electric ha da poco ottenuto anche la certificazione IATF, all’interno dello stesso percorso che coinvolge i processi produttivi e i sistemi di gestione della qualità.
LOVATO Solar: 3,3 MWp accanto alla fabbrica
Lo stampaggio è il reparto più energivoro dell’azienda. Per alimentarlo LOVATO Electric ha acquistato 50.000 metri quadrati di terreno accanto a LOVATO Plastic e vi ha costruito LOVATO Solar, un impianto a terra da 6.480 pannelli bifacciali di produzione europea, per 3,3 MWp complessivi, affiancato da un sistema di accumulo a batterie da 3.200 kWh. L’impianto copre circa l’80% del fabbisogno energetico del sito di Gorle. Per ottenere i permessi sono serviti oltre due anni.
“Stampiamo anche di notte, per questo il sistema di accumulo è molto importante: accumuliamo di giorno e poi abbiamo bisogno di usare tanta corrente di notte”, ha spiegato Cacciavillani durante la presentazione. Per Cacciavillani l’energia autoprodotta è la condizione per continuare a stampare in Italia in modo competitivo.
Prossimi passi: 28 presse, AGV e nuovi silos
Entro il 2027 le presse saliranno a 28, il massimo previsto per il reparto. In attrezzeria è appena stata completata l’isola di elettroerosione a tuffo ed è in corso l’automazione della nuova elettroerosione a filo. Per il magazzino stampi è previsto un veicolo a guida automatica (AGV) che consegnerà gli stampi a entrambi i piani, mentre lo stoccaggio della materia prima crescerà con sette silos esterni, in aggiunta ai tre attuali, e 15 linee di essiccazione in più.
“Gli investimenti strutturali sono essenziali per garantire crescita, qualità e competitività, ma da soli non bastano. Il vero valore di LOVATO Electric sono le persone: i collaboratori che ogni giorno trasformano la tecnologia in risultati concreti”, aggiunge Giuseppe Turelli, responsabile del reparto Attrezzeria e Stampaggio.
Fondata a Bergamo nel 1922 e guidata dalla stessa famiglia da quattro generazioni, LOVATO Electric produce componenti in bassa tensione per l’automazione industriale e l’efficienza energetica. Il gruppo conta 16 società, tra cui 15 filiali estere (due delle quali producono, in Croazia e in Repubblica Ceca), e circa 850 persone, 415 delle quali in Italia. Per il 2026 stima ricavi consolidati per circa 187 milioni di euro. I prodotti arrivano in oltre 100 Paesi, anche attraverso una rete di 90 importatori.