Dove nasce SACE Emax 3
Rovardi ripercorre la storia del brand SACE, nato oltre 90 anni fa a Bergamo e oggi profondamente radicato nello stabilimento ABB di Frosinone, aperto nel 1969. In questo sito sono state sviluppate e prodotte le generazioni di interruttori aperti Emax ed Emax 2, e oggi prende forma SACE Emax 3.
Lo stabilimento, che occupa una superficie di oltre 50.000 metri quadrati ed esporta ogni anno milioni di apparecchiature in più di 100 Paesi, è descritto come un hub in cui si incontrano attività di progettazione, industrializzazione e produzione. È qui che il progetto SACE Emax 3 è stato seguito fin dalle prime fasi, circa cinque anni fa, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere “un successo importante” sul mercato.
Collaborazione tra R&D e produzione
Dall’intervista emerge il ruolo della collaborazione tra il centro di ricerca e sviluppo ABB e lo stabilimento di Frosinone: SACE Emax 3 viene presentato come il risultato di un percorso in cui le richieste del mercato, le competenze tecniche e le capacità produttive sono state allineate fin dall’inizio.
Questa sinergia ha consentito di progettare un interruttore aperto in grado di gestire scenari di impianto più complessi, caratterizzati da una maggiore presenza di fonti rinnovabili, punti di ricarica per la mobilità elettrica e carichi dinamici, senza rinunciare a continuità, affidabilità e semplicità di integrazione nei quadri.
La visione di ABB Electrification Italia
Nella seconda parte della video intervista, Sabina Belli inquadra SACE Emax 3 all’interno della strategia più ampia di ABB Electrification Italia. L’azienda viene descritta come impegnata a contribuire a un futuro più sostenibile ed efficiente nella gestione delle risorse, mettendo a disposizione dei clienti soluzioni sempre più produttive e digitali.
Belli richiama anche il peso degli investimenti in innovazione: ABB destina ogni anno una quota significativa del fatturato (nell’ordine del 4,5–5%) a ricerca e sviluppo, con centinaia di progetti attivi che coinvolgono anche l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione delle infrastrutture. SACE Emax 3 si inserisce in questo percorso come evoluzione naturale dell’offerta SACE per impianti complessi.
PNRR, efficienza energetica e nuove infrastrutture
L’intervista collega il lancio di SACE Emax 3 anche al contesto italiano. Belli cita la settima rata del PNRR, da circa 140 miliardi di euro, in larga parte destinati a digitalizzazione e “Green Revolution”, così come gli investimenti previsti in ambito efficienza energetica da qui al 2030.
Vengono ricordati anche i fondi destinati a data center, mobilità elettrica, impianti fotovoltaici di media e grande taglia e rinnovamento delle infrastrutture ferroviarie: un insieme di iniziative che richiede soluzioni tecnologiche capaci di coniugare continuità di servizio, sicurezza e sostenibilità. In questo scenario, SACE Emax 3 viene presentato come una delle risposte con cui ABB intende supportare la filiera elettrica.
Il messaggio per chi progetta e realizza impianti
Per progettisti, quadristi e operatori coinvolti nella realizzazione e gestione di impianti complessi, il messaggio che arriva dalla doppia voce di Rovardi e Belli è chiaro: SACE Emax 3 non è solo un nuovo interruttore aperto a catalogo, ma il risultato di un’evoluzione industriale e tecnologica che parte dalla fabbrica di Frosinone e guarda alle esigenze di un mercato in rapida trasformazione.
La combinazione tra continuità con le generazioni precedenti, nuove funzionalità orientate alla digitalizzazione e una forte attenzione all’efficienza e alla sostenibilità si traduce in una piattaforma pensata per accompagnare la crescita degli impianti elettrici nei prossimi anni.