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QUESITO TECNICO
Controlli di manutenzione “Fai da te”…

impianti elettriciAll’interno dell’azienda effettuo le verifiche di legge, impianti di terra nella fattispecie;
In primis se posso chiedere visto che la formazione interna non è delle più articolate ci sono dei corsi che si possono fare anche esternamente per raggiungere un grado di formazione tale per non avere dei buchi formativi in merito? Attualmente da quasi tre anni sono stato incaricato di tale compito, io leggendo varie dispense in generale su internet per cercare di formarmi il più possibile in merito (sono in possesso del Diploma di tecnico delle industrie elettriche preso ormai quasi 20 anni fa),ma principalmente prima di essere assunto nella mia azienda attuale, ho fatto l’installatore di impianti elettrici a livello civile all’interno dell’azienda familiare di mio padre.
Essendo stato incaricato attualmente di questo compito che reputo di immensa responsabilità, vorrei riuscire ad adempirlo nel modo migliore possibile.
Premesso ciò vengo al dunque:

Impianti presi in esame per le verifiche:
Cabine MT/bt con varie tipologie di distribuzioni annesse(sistema distribuzione TN-S parte MT/bt, impianti che non devono creare disservizio quindi sistemi IT.

Detto ciò seguendo la misera formazione interna e una formazione esterna fai da te, ho seguito con le seguenti verifiche:

Esami a vista e documentali (non conoscendo l’impianto credo di essere stato abbastanza scrupoloso).
La documentazione è stata trovata ed esaminata, esami a vista di tutta la maglia di terra.

Stato dei dispersori di terra ovviamente visivamente, e con il buon “il buon maestro per sondarne la bontà, in maniera molto grezza”.
Ho guardato i dispersori lineari per vedere l’effettiva bontà visiva e con “il maestro”.
Esami strumentali:

Continuità elettrica:
Da picchetto a picchetto con strumento chauvin arnoux ca6472 tarato con una corrente di prova di 200mA, idem fra i vari dispersori e i collettori presenti nei vari locali.
Verificato ciò mi sono addentrato nello specifico x testare la bontà dei collegamenti equipotenziali fra i collettori dei locali e gli armadi metallici contenenti i quadri elettrici.

Misura della resistenza di terra:

Visto che abbiamo alimentazioni 10/20kv in base alla norma CEI EN 50522 mi sono procurato i dati più aggiornati x calcolare la resistenza di terra che deve avere la mia maglia di terra:

Rete 10kv If corrente di guasto monofase a terra 62A/tempo di eliminazione 0.7 s

Rete 20kv If 72A/tempo 0.7s

Dalla curva del grafico si evince 145V la tensione di contatto massima ammissibile, quindi avendo un impianto che prevede entrambe le alimentazioni a buon senso sceglierò la condizione peggiore con il valore di terra più basso, 2.01 ohm.
Metodo voltamperometrico ad un picchetto della maglia ed attendo la misura dallo strumento 0.62o hm (in condizioni ordinarie di funzionamento quindi non slaccio nessun picchetto ed il valore si riferisce alla maglia completa).
Per la tensione di contatto guardo lato 10kv sono dentro al valore imposto dalla norma quindi x quanto riguarda la 50522 sono a posto.
Utp=Re x If= 0.62 x 62A= 38.44v ben al di sotto dei 145v del grafico, non devo eseguire le prove di passo e contatto.

Ora esamino la parte bt (premesso che la continuità è regolare e il tipo di distribuzione è TN-S).
Eseguo varie misure dell’impedenza dell’annello di guasto a campione fra prese monofase e nei quadri con valori molto bassi attorno 1.88 ohm.
Controllo i vari quadri visivamente (ce ne sono svariati), il valore massimo della corrente differenziale degli interruttori trovati è 0,5 A.
Essendoci i differenziali, che a suo tempo sono stati messi a buon senso per motivi di sicurezza opportunamente calcolati e progettati ( perché i magnetotermici probabilmente sono di difficile calcolo x i guasti verso terra)mi affidando alla norma CEI 64-8 trattandoli come impianti con sistema TT , quindi 50 V tensione massima di contatto ammissibile e corrente differenziale 0.5A, quindi la mia resistenza di terra è un valore inferiore uguale a 100 ohm (ci sono in pieno 1.88 ohm massimo registrato).
Altro step effettuo le prove di scatto dei differenziali ora è qui un altro quesito, i tempi di intervento degli interruttori , ho guardato le curve avendo massimo un differenziale di 0.5A, come tempi di interruzione massima devo sempre avere 400 ms (1x IdN) e 150 ms ( 5 x IdN)?
Ci sono altre prove da effettuare?
Oppure posso già ritenermi soddisfatto soddisfatto se rientro in tali norme e dati?

Nei sistemi IT che qualche quadro è presente con la dicitura “vietata la messa a terra”, ovviamente x il primo guasto x evitare disservizio che tipologie di prove devo effettuare “se le devo effettuare?”. Contate che attualmente non ho strumentazioni x la prova degli interruttori magnetotermici!

Paolo Zanni

Da quanto scrive capiamo che il contesto è quello dei controlli di manutenzione prescritti dal DLgs 81/08 (art. 86) su un impianto complesso.
Sebbene ciò che ha scritto è sostanzialmente corretto, consigliamo di fare riferimento alla Guida CEI 0-10 per le attività di manutenzione e alla Guida CEI 64-14 per l’esecuzione delle verifiche.
La parte che ci lascia più perplessi riguarda le prove sugli impianti BT: il valore riportato di 1,88 ohm fissa per le misure di impedenza in impianto non risulta plausibile. Inoltre non può applicare le regole per il coordinamento nei sistemi TT ai sistemi TN. I dispositivi differenziali vanno provati alla Idn, non a 5 Idn, e devono intervenire entro 400 ms.
La verifica dei sistemi IT è prevalentemente documentale e consiste nell’accertamento delle caratteristiche previste a progetto. Vanno inoltre eseguite provespecifiche, ad esempio del controllore di isolamento e misure di impedenza al fine di accertare i coordinamenti con i magnetotermici in caso di secondo guasto…