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Prese a spina e adattatori per uso domestico: sicurezza e prestazioni nel rispetto delle norme tecniche

Le prese a spina per uso domestico e similare trovano applicazione dovunque: abitazioni, uffici, laboratori, alberghi, ospedali, scuole, negozi, interni di caravan, alloggi a bordo di navi. Insieme agli adattatori, le prese costituiscono il “punto di contatto” dell’utente con l’impianto elettrico e perciò entrambi devono essere sicuri e garantire adeguate prestazioni.

L’uso diretto dei sistemi di prese a spina da parte dell’utente domestico è quindi necessariamente considerato nelle norme tecniche di riferimento di tali sistemi. È bene ricordare che da diversi decenni l’Italia ha previsto una serie di leggi e norme tecniche dedicate specificatamente alla sicurezza elettrica.

Sebbene non obbligatorie, le norme tecniche sono fondamentali perché definiscono i livelli di sicurezza e di qualità per materiali, prodotti, sistemi e servizi secondo standard comuni e condivisi. Inoltre, la rispondenza alle norme tecniche garantisce la conformità alla “regola dell’arte”. La Legge n. 186 del 1º marzo 1968 ne ha riconosciuto il rilievo stabilendo che “Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d’arte” e che gli stessi “realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d’arte”.

La normativa tecnica garantisce dunque il rispetto dei requisiti di prestazione e, soprattutto, di sicurezza che sono in grado di consentire un uso affidabile dei prodotti elettrici.

Gli standard per prese a spina fisse e mobili e per gli adattatori

In Italia la progettazione, la realizzazione e la verifica delle prese a spina per uso domestico e similare sono regolamentate dalla norma di prodotto CEI 23-50, la quale include anche i relativi standard dimensionali riportati negli allegati C “fogli di normalizzazione”. Di seguito un estratto dalla norma di alcuni fogli di normalizzazione.

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Questa norma si applica alle spine, alle prese fisse o mobili ed ai cordoni prolungatori per sola corrente alternata, con o senza contatto di terra, destinate agli usi domestici e similari sia all’interno sia all’esterno, con particolare attenzione alle peculiarità nazionali. Le definizioni, i requisiti, le prescrizioni, le prove, la valutazione dei risultati, ecc. sono basati sulla Pubblicazione IEC 60884-1. La traduzione della IEC 60884-1 viene adottata in questa Norma dal CEI con limitazioni, varianti ed aggiunte nazionali.

Per quanto concerne gli adattatori, è stata pubblicata di recente la revisione della norma italiana CEI 23-57 e la nuova CEI 23-151 che copre gli adattatori che incorporano dispositivi di protezione. Queste norme forniscono prescrizioni inerenti la costruzione e le modalità di prova degli adattatori allo scopo di ottenere sicurezza per le persone e assenza di danni nell’ambiente circostante.

Le norme in questione riguardano prodotti largamente diffusi nel mercato: gli adattatori da viaggio e gli adattatori con dispositivi di protezione incorporati (adattatori che permettono di utilizzare apparecchiature con spina “italiana” all’estero e apparecchiature con spina estera in Italia). Gli adattatori con dispositivi di protezione integrati hanno la caratteristica di non superare mai la soglia massima di carico collegato, garantendo sicurezza e, nel contempo, massima flessibilità nell’utilizzo. In tal senso, fondamentale è la conformità alla nuova norma CEI 23-151, che non può essere utilizzata da sola, ma deve essere utilizzata in riferimento alla sua norma base, la CEI 23-57.

La norma base fornisce prescrizioni di sicurezza e prove riguardanti gli adattatori per uso generico. Questa norma, allineata alla IEC 60884-2-5, è stata recentemente modificata per renderla conforme all’ultima edizione della norma IEC. Quest’ultima introduce prescrizioni e prove per i così detti “adattatori da viaggio”. La norma italiana ha incorporato questa parte tenendo conto dell’utilizzo sul territorio italiano, ovvero incorporando prescrizioni particolari relative alla coerenza con il sistema di prese e spine nazionali, e considerando le abitudini di utilizzo italiane.

In applicazione del principio di utilizzo sicuro dei dispositivi elettrici, il CEI ha inoltre deciso di preparare un documento dedicato con prescrizioni e prove riguardanti gli adattatori con dispositivi di protezione incorporati, in modo da non variare la filosofia tecnica utilizzata per realizzare la norma CEI 23-57 che copre gli adattatori per uso generico. La nuova norma CEI 23-151 introduce pertanto una modifica della norma base CEI 23-57, ammettendo la possibilità di realizzare i così detti “adattatori in salita”, ma definendo i criteri indispensabili di sicurezza.

Anche qui come nella CEI 23-50 le definizioni, i requisiti, le prescrizioni, le prove, la valutazione dei risultati, ecc., sono basati sulla Pubblicazione IEC 60884-2-5: 2017 la cui traduzione viene adottata quale Norma CEI con le limitazioni, varianti ed aggiunte nazionali.

L’evoluzione della sicurezza negli standard tecnici

Tornando alle prese a spina fisse conformi alle norme CEI 23-50, esse possono e devono essere utilizzate come prescritto dalla norma impianti CEI 64-8 che ne definisce utilizzo e posizionamento oltre al grado di protezione IP in funzione degli ambienti di installazione. Indicazioni sul posizionamento all’interno di un impianto delle prese a spina sono presenti anche in alcune guide CEI come la guida CEI 64-100. ecc. Sotto il profilo della sicurezza molte implementazioni sono state prescritte dalle varie edizioni delle norme che si sono succedute nel tempo, prima CEI 23-5 poi CEI 23-50. Storicamente, ai fini della sicurezza stessa, è stato fondamentale che le prese a tensione di rete 230V c.a. venissero sempre dotate di contatto di terra collegato al circuito di terra. Le prese fisse senza contatto di terra non sono oggi più ammesse.

Importante anche ricordare, a beneficio di tutti i consumatori, che tutte le prese mobili e fisse debbano essere dotate della presenza degli schermi di protezione, ovvero inserti mobili in materiale plastico isolante che, posizionati davanti ai contatti attivi, impediscono l’ingresso nelle prese di corpi metallici (fili di ferro, cacciaviti, chiodi, ecc.) diversi dagli spinotti delle spine, come spesso tentano di fare i bambini. Questi schermi si spostano e liberano l’introduzione agli alveoli che portano corrente solo quando entrambi gli spinotti della relativa spina li premono contemporaneamente. Le prime prese dotate di questi schermi risalgono agli anni ’60 del secolo scorso!

Altre importanti implementazioni verranno recepite dalle Norma CEI 23-50 in quanto incluse nella futura edizione 2021 della IEC 60884-1 tra le quali:

– test aggiuntivi da applicare durante la produzione di terminali crimpati, allegato E (informativo);
– requisiti aggiuntivi per gli accessori dotati di terminali a perforazione di isolante, allegato F (normativo);
– aggiunta di ulteriori test e requisiti per gli accessori destinati all’uso in ambienti con temperature inferiori a -5 ° C fino a -45 ° C inclusi, allegato G (informativo);
– ulteriori test e requisiti per gli accessori destinati all’uso in ambienti con temperature superiori a +40 ° C fino a +70 ° C inclusi, allegato H (informativo);
– requisiti aggiuntivi per spine e prese per carichi elevati (HL). Queste prese a spina sono tipicamente destinate ad essere utilizzate per carichi che applicano cicli lunghi e ripetitivi fino alla corrente nominale degli accessori (come la ricarica di veicoli elettrici), allegato I (normativo).

La situazione sul mercato italiano: l’importanza dei controlli

La conformità dei prodotti alle norme di riferimento tutela il mercato e garantisce gli utenti ma, inutile nasconderselo, è un dato che oggi sul mercato italiano circolano prodotti pericolosi distribuiti da importatori commerciali e tipicamente provenienti da paesi asiatici. Nell’ambito della legislazione dell’Unione Europea, esiste una piattaforma ed un portale denominato RAPEX (acronimo dall’inglese RAPid EXchange of information system – sistema di scambio rapido di informazioni), che è il sistema di allerta rapido adottato dall’Unione europea per i prodotti pericolosi, grazie al quale le autorità nazionali degli Stati membri dell’Unione Europea notificano alla Commissione europea i prodotti ed i servizi che rappresentano un rischio grave per la sicurezza dei consumatori.

Il safety Gate

Anche denominato Safety Gate, il sistema consente una rapida circolazione delle informazioni sui prodotti pericolosi. Ogni giorno le autorità nazionali inviano segnalazioni di allerta al Safety Gate. Ogni segnalazione contiene informazioni sul tipo di prodotto individuato come pericoloso, una descrizione del rischio e le misure adottate dall’operatore economico o disposte dall’autorità. Ogni segnalazione è monitorata dalle altre autorità, che adottano le proprie misure se trovano lo stesso prodotto nei rispettivi mercati nazionali.

In Italia, la vigilanza del mercato è assicurata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che si avvale delle autorità competenti per i controlli sulla sicurezza generale dei prodotti, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di altre amministrazioni dello Stato e autorità pubbliche locali nell’ambito delle rispettive competenze. Le funzioni di controllo alle frontiere esterne sono invece svolte dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Quando gli organi di vigilanza competenti rilevano la non conformità ai requisiti di sicurezza, informano il MISE.

Nel caso in cui le autorità di vigilanza ritengano che il materiale elettrico non rispetti le prescrizioni del D. Lgs. n. 86/2016, chiedono tempestivamente all’operatore economico interessato di adottare le misure correttive per renderlo conforme o, eventualmente, di ritirarlo o richiamarlo dal mercato, entro un termine congruo e proporzionato alla natura del rischio. In alcuni casi, il MISE può provvisoriamente proibire o limitare la messa a disposizione del materiale elettrico sul mercato nazionale, ritirarlo dal mercato o richiamarlo. Il provvedimento deve essere motivato e comunicato all’interessato, indicando termini e modalità per un’eventuale opposizione.

L’armonizzazione UE delle prese e spine ad uso domestico

Una normalizzazione Europea, nonostante l’utilizzo comune (almeno per i principali paesi come Germania, Francia, Spagna) nel “corpo normativo” nazionale del documento IEC 60884-1 tenendo conto delle peculiarità nazionali, non avverrà in tempi brevi, come evidenziato nel documento “REFIT Platform Opinion on the submission by a citizen on Plugs and Sockets, Submission XII.24.a by a citizen (LtL 736) date of adoption 21/09/2017, edito dalla Commissione UE. REFIT fa parte dell’iniziativa “Legiferare meglio” della Commissione e assicura che la legislazione dell’UE offra i benefici previsti ai cittadini, alle imprese e alla società, eliminando nel contempo la burocrazia e riducendo i costi. Un altro obiettivo è semplificare la legislazione europea e renderla più comprensibile.

Con la piattaforma REFIT le autorità nazionali, i cittadini e le altre parti interessate possono partecipare a migliorare la legislazione dell’UE. Possono formulare suggerimenti su come ridurre gli oneri regolamentari e amministrativi previsti dalla legislazione dell’UE, suggerimenti che poi vengono analizzati dalla piattaforma REFIT e dalla Commissione.

Qui una sintesi della Refit Platform Opinion sull’argomento.

La piattaforma REFIT ha preso in considerazione la richiesta da parte di un cittadino che suggeriva che la Commissione introducesse norme per le presa a spina un sistema comune nell’intera UE, sostituendo l’ampia gamma di spine e prese attualmente presenti in Europa.

Sulla base di questa richiesta la Commissione ha quindi preso in considerazione le due seguenti opzioni:

OPZIONE A: nessuna proposta legislativa europea per armonizzare i sistemi di prese e spine Questa opzione implicherebbe non modificare i sistemi nazionali attraverso una proposta legislativa. Ciò sarebbe supportato dal fatto che tutti i sistemi esistenti sono considerati sicuri.

OPZIONE B: armonizzare i sistemi di prese a spina sulla base di un nuovo sistema. Questa opzione implicherebbe l’armonizzazione dei sistemi di prese e spine in Europa, tramite:

• introduzione di modifiche nelle legislazioni nazionali in materia di impiantistica con importanti periodi di transizione (oltre 75 anni);
• attuare un importante piano di investimenti per supportare cittadini e imprese nella sostituzione delle vecchie prese di corrente (e delle corrispondenti spine degli elettrodomestici in uso), stimato in 100 miliardi di euro di costo per la comunità;
• introdurre investimenti nelle linee di produzione dei produttori di spine, prese e adattatori;
• generare un enorme impatto ambientale, producendo circa 700.000 tonnellate di rifiuti elettrici.

Il gruppo delle parti interessate ed alcuni organi di governo, prendendo atto dell’analisi delle due opzioni, non raccomanda di introdurre una proposta legislativa per armonizzare i sistemi di spine e prese in Europa, a causa:

• del forte impatto sociale ed economico sui cittadini senza evidenti benefici in termini di sicurezza, anche in caso di ingenti investimenti da parte dell’UE e degli Stati membri per garantire una transizione più rapida, e
• del fatto che l’UE e gli Stati membri possono attualmente avere altre priorità legislative e di investimento.

Come quindi si evince dall’analisi REFIT, è semplicistico concludere che la mancata armonizzazione a livello UE dei sistemi di presa a spina di uso domestico risponda a logiche industriali e di mercato. Qualunque linea di indirizzo e regolatorio andrebbe sempre supportata da una adeguata analisi di impatto, con valutazione dei costi/benefici conseguenti, oneri sociali ed ambientali. È del tutto evidente che ad oggi una simile prospettiva graverebbe in maniera più sostanziale proprio sui consumatori!

Per una panoramica dei tipi dei sistemi di prese a spina presenti nei paesi europei e nel mondo si rimanda ad un portale della IEC di carattere pratico informativo ad uso di coloro che si spostano da un paese all’altro.

 

Fonti e bibliografia: CEI, IEC, Commissione Europea, Prosiel, ANIE, Impianti a livelli, Camera di commercio di Milano.