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Impianti elettrici nei locali contenti bagni e docce

La Legge di Bilancio ha previsto un contributo di € 1.000 per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2021 per la sostituzione dei vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua (rubinetti con apparecchi a limitazione di flusso d’acqua). Possono beneficiare del bonus risparmio idrico le persone fisiche residenti in Italia per interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.
Le spese ammesse riguardano:
fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.
Con uno stanziamento di 20 milioni di euro per il 2021, il bonus sarà erogato fino all’esaurimento delle risorse economiche messe a disposizione.

Impianti elettrici
L’occasione di possibili interventi sulle opere idrauliche e murarie e la pubblicazione ormai prossima dell’ottava edizione della Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e a 1.500 V in corrente continua” ci danno l’opportunità di affrontare il tema degli impianti elettrici nei locali contenti bagni e docce.
Le prescrizioni supplementari di sicurezza in questi ambienti sono contenute nella sezione 701 “Locali contenenti bagni o docce”, che integra e modifica le prescrizioni generali della norma impianti in quanto questi ambienti sono considerati a maggior rischio elettrico (elettrocuzione per contatti diretti o indiretti).
A tal fine la sezione 701 prevede la suddivisione dei locali in zone di pericolosità definite a partire dalla posizione della vasca o della doccia all’interno del locale. Zone all’interno delle quali l’impianto elettrico e i componenti elettrici devono rispettare alcune prescrizioni minime.

Figura 1 – Le zone di pericolosità dei locali contenenti bagni o docce.

Le dimensioni sono misurate tenendo conto della presenza di pareti e di ripari fissi. Se munite di serramenti, inoltre, le aperture non si estendono all’esterno del locale contenente bagni o docce.

Con riferimento alla Figura 1, le zone di pericolo comprendono:

  • Zona 0: volume interno alla vasca da bagno o al piatto doccia. Nel caso di docce senza piatto, l’altezza della zona 0 è 10 cm e la superficie ha la stessa estensione orizzontale della zona 1.
  • Zona 1:
    • livello del pavimento e dal piano orizzontale posto a 2,25 m al di sopra del livello del pavimento. Se il fondo della vasca da bagno o del piatto doccia si trova a più di 15 cm al di sopra del pavimento, il piano orizzontale viene situato a 2,25 m al di sopra di questo fondo;
    • superficie verticale circoscritta alla vasca da bagno o al piatto doccia; oppure, per le docce senza piatto, dalla superficie verticale posta a 1,20 m dal punto centrale del soffione agganciato posto sulla parete o sul soffitto.

La zona 1 si estende anche sotto la vasca da bagno e in assenza del piatto doccia è costituita da un solido di forma cilindrica di raggio 0,6 m con il centro sotto al soffione.

  • Zona 2:
    • livello del pavimento e dal piano orizzontale situato a 2,25 m al di sopra del livello del pavimento;
    • superficie verticale al bordo della zona 1 e dalla superficie verticale posta alla distanza di 0,60 m dalla superficie verticale precedente e parallela ad essa. Per le docce senza piatto, non esiste una zona 2 ma una zona 1 aumentata a 1,20 m.
  • Zona 3:
    • livello del pavimento e dal piano situato a 2,25 m sopra il pavimento;
    • superficie verticale al bordo della zona 2, o della zona 1 in caso di mancanza del piatto doccia, e dalla superficie verticale posta alla distanza di 2,40 m dalla superficie verticale precedente e parallela ad essa.

Come abbiamo accennato, le zone di pericolosità servono a definire le prescrizioni aggiuntive previste dalla Sezione 701 per la scelta e l’installazione dei componenti elettrici.

In particolare, sono definiti i seguenti gradi di protezione minimi:

  • Zona 0: IPX7;
  • Zone 1 e 2: IPX4;
  • Zone 3: IPX1.

Altre prescrizioni riguardano le condutture elettriche ammesse nei locali contenenti bagni o docce. In particolare, le condutture sono ammesse se rispettano le seguenti prescrizioni:

  • Zona 0: condutture incassate nelle pareti con profondità maggiore di 5 cm;
  • Zona 1 e 2:
    • condutture incassate nelle pareti con profondità maggiore di 5 cm;
    • condutture con isolamento corrispondente alla classe II posate a vista o incassate a profondità inferiore a 5 cm purché non presentino alcun rivestimento metallico e siano limitate ai tratti necessari per l’alimentazione degli apparecchi utilizzatori ammessi nella zona;

Nelle zone 0, 1 e 2, non sono ammesse cassette di derivazione o di giunzione.

  • Zona 3:
    • condutture incassate nelle pareti con profondità maggiore di 5 cm;
    • condutture con isolamento corrispondente alla classe II posate a vista o incassate a profondità inferiore a 5 cm purché non presentino alcun rivestimento metallico.

Ad eccezione della zona 0 in cui non è ammesso nessun dispositivo di comando, protezione, sezionamento, nelle rimanenti zone sono ammessi:

  • Zona 1: interruttori di circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V CA o a 30 V CC con sorgente di alimentazione posta all’esterno delle zone 0, 1 e 2. Non sono, invece, ammesse prese a spina e apparecchi di protezione e comando di circuiti non SELV.
  • Zona 2:
  • interruttori di circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V CA o a 30 V CC con sorgente di alimentazione posta all’esterno delle zone 0, 1 e 2.;
  • prese a spina alimentate da trasformatore di isolamento a bassa potenza incorporato nella spina stessa;
  • interruttori incorporati negli apparecchi utilizzatori ammessi per la zona 2.
  • Zona 3: prese a spina, interruttori e altri apparecchi di comando se si verifica una delle seguenti disposizioni:
    • protezione individuale mediante separazione elettrica;
    • alimentazione mediante circuiti SELV;
    • protezione mediante interruttore differenziale con Idn < 30 mA.

La Sezione 701 prevede anche alcune limitazioni per gli apparecchi utilizzatori.

  • Zona 0: possono essere installati solo apparecchi utilizzatori che contemporaneamente:
    • siano adatti all’uso in quella zona secondo le relative norme e siano montati in accordo con le istruzioni del costruttore;
    • siano fissati e connessi in modo permanente e siano protetti mediante circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V in CA e a 30 V in CC.
  • Zona 1: solo apparecchi utilizzatori fissi e connessi in modo permanente:
    • vasca idromassaggio;
    • pompe doccia;
    • apparecchi protetti mediante circuiti SELV o PELV con tensione nominale non superiore a 25 V CA o 60 V CC;
    • impianti di ventilazione;
    • scaldacqua elettrici;
    • apparecchi di illuminazione.

Gli apparecchi devono essere adatti all’installazione in questa zona secondo le istruzioni per l’uso e il montaggio fornite dal costruttore.

Possono essere installati anche i portasciugamani, anche se la norma ricorda che la maggior parte degli apparecchi in commercio sono Classe I ed alimentati a 230 V, non idonei all’installazione in Zona 1.

  • Zona 2: possono essere installati solo:
    • scaldacqua elettrici;
    • apparecchi di illuminazione di Classe I e II, apparecchi di riscaldamento di Classe I e II ed unità di Classe I e II per vasche da bagno per idromassaggi che soddisfino le relative Norme, previste per generare per es. aria compressa per vasche da bagno per idromassaggi;
    • unità di comando per vasche da bagno per idromassaggi.

Eventuali elementi riscaldanti annegati nel pavimento e previsti per riscaldare il locale possono essere installati nelle zone 1, 2 e 3 a condizione di essere ricoperti da una griglia metallica o da uno schermo metallico messi a terra e collegati al collegamento equipotenziale supplementare, a meno di sistemi di riscaldamento elettrico a pavimento con protezione mediante SELV.

Ai fini della protezione contro i contatti indiretti, tutte le masse estranee devono essere collegate al nodo di terra. Ricordo che per massa estranea la Norma CEI 64-8 considera le parti metalliche non facenti parte dell’impianto elettrico (tubazioni, infissi, ecc.) che presentano verso terra un valore di resistenza inferiore a 1.000 Ω. Una vasca da bagno non è in genere in contatto con i ferri del cemento armato e, pertanto, non deve essere collegata al collegamento equipotenziale supplementare. Devono, invece, essere collegate a terra le condutture metalliche dell’acqua calda e fredda, del gas, degli scarichi e dei caloriferi.

Il collegamento equipotenziale supplementare (Figura 2) deve essere effettuato all’ingresso delle tubazioni nel bagno mediante un conduttore con sezione non inferiore a 2,5 mm2 se protetto meccanicamente (tubo protettivo) o almeno 4 mm2 se non è prevista una protezione meccanica.

Figura 2 – Collegamento equipotenziale supplementare nei locali contenenti bagni o docce.

Secondo quanto indicato nel Capitolo 37 della Norma CEI 64-8, nei locali contenenti bagni o docce devono essere previste le seguenti dotazioni minime:

Figura 3 – Dotazioni minime nei locali contenenti bagni o docce e nei locali servizi.

Secondo quanto previsto dalla Norma CEI 64-21 “Ambienti residenziali – Impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità”, destinata agli impianti di unità immobiliari ad uso residenziale situate all’interno dei condomini o di unità abitative mono o plurifamiliari, adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità (identificate con la sigla PNA) e dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”, in questi locali devono essere previsti dei comandi atti a fornire segnalazioni di emergenza e rispettate le seguenti quote installative delle apparecchiature.

Antonello Greco

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