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QUESITO TECNICO
DLgs 28/2011 e sistemi di accumulo

~DL’installazione di un sistema di accumulo lato ca inverter di un impianto fotovoltaico contribuisce al raggiungimento della soglia P=S/K indicata dal D.Lgs.28/11?
Per esempio: edificio industriale
S = 2000 m²
K= 50
P > S/K = 2000/50 = 40 kW
Impianto Fotovoltaico = 25 kW
Accumulo = 20 kW
P=45 kW

Mauro

~DAnticipo che la risposta finale sarà negativa, ma per motivarla occorre inquadrare il contesto del DLgs 28/2011, che, in attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti.

L’ALLEGATO 3 (art. 11, comma 1) riporta gli obblighi per i nuovi edifici o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti. La potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all’interno dell’edificio o nelle relative pertinenze, misurata in kW, è calcolata secondo la seguente formula:

P = 1/K * S

Dove S è la superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno, misurata in m2, e K è un coefficiente (m2/kW) pari a 50, quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2017

Il problema si sposta quindi sulla definzione di energia da fonte rinnovabile.

All’art. 2 si trova la definizione di «energia da fonti rinnovabili»: energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

Essendo successivamente definite nello stesso articolo:

b) «energia aerotermica»: energia accumulata nell’aria ambiente sotto forma di calore;
c) «energia geotermica»: energia immagazzinata sotto forma di calore nella crosta terrestre;
d) «energia idrotermica»: energia immagazzinata nelle acque superficiali sotto forma di calore;
e) «biomassa»: la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

L’accumulo citato dal lettore non sembra riconducibile a nessuno dei casi individuati dal DLgs. Del resto anche da un punto di vista fisico l’energia accumulata (rendimento di conversione a parte) è la stessa prodotta dall’impianto fotovoltaico (rinnovabile) e non si somma a questa.

ha risposto per NT24
Angelo Baggini

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