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QUESITO TECNICO
Alimentazione plafoniere e dichiarazione di conformità

~DAvrei bisogno di sapere come rilasciare una dichiarazione di conformità o come meglio specificare nella dichiarazione il lavoro svolto. In un azienda ho solo sostituito le plafoniere a neon vecchie con delle plafoniere a led senza nessuna modifica all’impianto esistente. Ho solo aggiunto cavo FROR per il collegamento dai morsetti dai cavi vecchi rigidi. L’impianto è vecchissimo ed ha i cavi di rigidi. Come devo rilasciare il documento che certifica il lavoro svolto di sostituzione delle plafoniere .

Tiberio

~RLa posa e il collegamento di apparecchi di illuminazione non è attività per la quale rilasciare la Dichiarazione di conformità ai sensi del decreto 37/08 in quanto gli stessi apparecchi non fanno parte dell’impianto elettrico.
Può informare a mezzo comunicazione scritta il suo cliente che i conduttori non presentano isolamento o colorazione adeguata ai sensi della Norme CEI applicabili. Il fatto che i conduttori siano del tipo rigido non qualifica in automatico la non conformità degli impianti.

Comments ( 6 )

  • Al limite potresti rilasciare una dichiarazione di conformità come manutenzione straordinaria.
    Attenzione però!
    Sostituendo gli apparecchi di illuminazione con altri aventi caratteristiche diverse, potrebbe variare la curva fotometrica e di conseguenza l’illuminamento, l’uniformità, la resa cromatica, l’indice di abbagliamento, ecc.
    In un luogo di lavoro questo potrebbe comportare l’assunzione di responsabilità per chi esegue il lavoro senza aver seguito un progetto elettrico/illuminotecnico.
    Alessio Piamonti

  • Giorgio Bruno Ventre

    ATTENZIONE: la norma CEI 64-8/2 riporta la definizione di impianto elettrico e dice quale è l’estensione dell’impianto stesso:
    21.1 Impianto elettrico
    Insieme di componenti, articolo 27.1, elettricamente associati al fine di soddisfare a scopi specifici
    e aventi caratteristiche coordinate.
    Fanno parte dell’impianto elettrico, nel significato di cui all’art. 11.5, tutti i componenti elettrici
    non alimentati tramite prese a spina, inclusi gli apparecchi utilizzatori fissi alimentati tramite
    prese a spina destinate unicamente alla loro alimentazione.

    Quindi i corpi illuminanti, fanno parte dell’impianto elettrico.
    L’interpretazione restrittiva di escludere i corpi illuminanti, mi pare pericolosa.
    Non vorrei certo trovarmi nella condizione di spiegarlo ad un giudice!

    Personalmente ritengo che i corpi illuminanti facciano parte dell’impianto elettrico, tanto che in un impianto nuovo vengono dichiarati e allegate le schede nell’elenco dei materiali installati.

  • Giorgio Bruno Ventre

    Altra osservazione:
    Quando si mette mano ad un impianto la Dichiarazione di conformità prevede la certificazione di compatibilità con il preesistente.
    In un impianto vecchio come minimo è INDISPENSABILE effettuare le prove di isolamento e verificare il funzionamento degli interruttori differenziali, nonchè la presenza dell’impianto di terra e il suo corretto funzionamento.
    A questo punto si potrà comunicare al Committente di aver correttamente installato gli apparecchi e i cavi, segnalando che i circuiti da cui ci si è derivati sono rispettosi dei vincoli di norma (la colorazione dei cavi non è obbligatoria, tranne che per il neutro e il conduttore di protezione) e segnalare eventuali difformità da sanare, precisando che la dichiarazione di conformità vale per la sola parte di impianto nuovo, che rimane però innestata in un impianto non certificabile.
    Questa è la teoria.
    La pratica suggerisce di orientare il Cliente alla messa a norma dell’impianto e nel caso non lo voglia fare, di farsi controfirmare la lettera in cui gli si spiega quali siano le lacune e che la certificazione di conformità rilasciata,non deve essere interpretata come una garanzia di sicurezza dell’intero impianto.
    Questo per evitare di dover spiegare al giudice che il Committente era stato correttamente informato……
    L’invito mio è quello di guardare alla dichiarazione di conformità per quello che è: un atto giuridico con assunzione di responsabilità.ampie e precise.

  • redazione

    @Giorgio: Attenzione che l’art 11.5 dice quanto segue:
    “11.5 I componenti elettrici sono trattati solo per quanto riguarda la loro scelta e la loro
    applicazione nell’impianto stesso: questo criterio si applica anche agli assiemi di componenti
    elettrici che siano in accordo con le relative Norme.”.

  • Giorgio Bruno Ventre

    Grazie redazione. Colgo l’occasione per puntualizzare meglio le mie precedenti osservazioni, dichiarando da subito che non ho la risposta esatta in tasca, poichè stiamo trattando di un evidente è un buco legislativo, che però la norma ricopre.
    Sappiamo bene che i buchi legislativi diventano terreno di battaglia legale e di attibuzione di responsabilità secondo le verità giuridiche che quasi mai combaciano con la verità dei reali intenti.

    Sembrerebbe quindi opportuno ricordare alcune definizioni tratte dalla norma CEI 64-8:

    27.1 Componente dell’impianto
    Ogni elemento utilizzato per la produzione, trasformazione, trasmissione o distribuzione di energia elettrica, come macchine, trasformatori, apparecchiature, strumenti di misura, apparecchi di protezione, condutture (art. 11.5 della Parte 1).
    27.2 Apparecchio utilizzatore
    Apparecchio che trasforma l’energia elettrica in un’altra forma di energia, per es. luminosa, calorica e meccanica.
    27.3 Componente elettrico
    Termine generale usato per indicare sia i componenti dell’impianto sia gli apparecchi utilizzatori.
    27.3 Componente elettrico
    Il termine “componente elettrico” corrisponde all’inglese “electrical equipment” ed al francese “matériel électrique”.
    La presente Norma tratta, in accordo con l’articolo 11.5 della Parte 1, i componenti elettrici collegati permanentemente all’impianto elettrico per quanto riguarda la loro scelta e la loro applicazione nell’impianto stesso (vedere l’articolo 21.1).
    I componenti elettrici sono classiicati, secondo il loro modo di protezione contro i contatti indiretti, in:
    •฀ componente elettrico di classe 0 (zero) — Componente elettrico dotato di isolamento principale e non provvisto di alcun dispositivo per il collegamento delle masse a un conduttore di protezione; nel caso di guasto di isolamento principale, la protezione rimane affidata alle caratteristiche dell’ambiente in cui è posto il componente elettrico;
    •฀ componente elettrico di classe I — Componente elettrico dotato di isolamento principale e provvisto di un dispositivo per il collegamento delle masse a un conduttore di protezione;
    •฀ componente elettrico di classe II — Componente elettrico dotato di doppio isolamento o di isolamento rinforzato e non provvisto di alcun dispositivo per il collegamento a un conduttore di protezione;
    NOTA Per i componenti elettrici di classe II sono ammessi morsetti per conduttori di protezione passanti.
    •฀ componente elettrico di classe III — Componente elettrico ad isolamento ridotto perché destinato ad essere alimentato esclusivamente da un sistema a bassissima tensione di sicurezza, e nel quale non si generano tensioni di valore superiore a quello di tale sistema.
    NOTA I criteri di classificazione dei componenti elettrici secondo il loro modo di protezione contro i contatti indiretti
    sono specificati nelle rispettive Norme.

    Nonché il noto art. 11.5

    11.5 I componenti elettrici sono trattati solo per quanto riguarda la loro scelta e la loro applicazione nell’impianto stesso: questo criterio si applica anche agli assiemi di componenti elettrici che siano in accordo con le relative Norme.

    Ciò detto ai sensi della norma CEI 64-8 parrebbe che i componenti elettrici debbano essere trattati dall’installatore e non esclusi.
    L’ambito della trattazione è inerente alla scelta e alla applicazione.
    La scelta significa idoneità tecnica al luogo di installazione
    L’applicazione significa rispetto delle istruzione del costruttore nella sua installazione.

    A titolo di completezza e di si ricorda ancora l’art. CEI 64/8 422.2: chi è il soggetto che deve garantire tale prescrizione? Mica vorremo affibiare al povero Committente quest’onere!!!

    422.1 I componenti elettrici non devono costituire pericolo di innesco o di propagazione di incendio per i materiali adiacenti. Oltre alle prescrizioni della presente Norma, devono essere osservate tutte le relative istruzioni di installazione del costruttore.

    A questo punto è utile rileggere ciò che intende la Legge dello Stato per “impianto elettrico”:

    Legge 37/08 – Art. 2. Definizioni relative agli impianti
    1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    …omissis…
    e) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica: i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nell’ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli di autoproduzione di energia fino a
    20 kw nominale, gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere, nonché quelli posti all’esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici;
    …omissis

    La Legge dello Stato esclude gli “apparecchi elettrici in genere” dall’ambito degli impianti elettrici e quindi la Dichiarazione di conformità rilasciata ai sensi della 37/08 vedrebbe gli apparecchi elettrici esclusi da essa.
    Tuttavia l’installatore dichiara il rispetto della norma CEI 64-8 come riferimento per la regola dell’arte e quindi dovrebbe recuperare in dichiarazione – e solo in relazione alla “scelta e applicazione nell’impianto” – ciò che la Legge escludeva.
    Come dire: ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra.

    A mio giudizio tutte le apparecchiature fisse installate dall’installatore, devono essere comprese nella Dichiarazione di Conformità, secondo il criterio suddetto.

    Mi pare questa una interpretazione forse conservativa, ma chi ha esperienza di aule giudiziarie potrà confermare che il dibattito avverrebbe proprio su questo punto.
    Tanto vale la pena di mettere da subito le cose a posto e in chiaro e poi dormire sonni tranquilli.
    Grazie per l’attenzione. un cordiale saluto.
    Giorgio BRUNO VENTRE

  • MAX

    @Giorgio: i componenti elettrici a cui fa rimento hanno le loro norme
    nulla a che vedere con la CEI 64/8.
    l’installatore certifica che l’impianto fisso installato; tubazioni e cavi siano idonei e protetti oltre all’impianto di messa a terra.
    L’unica certificazione da produrre? quella rilasciata dal costruttore che certifichi le norme di riferimento, i marchi e l’idoneità ai luoghi ove installati.

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