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QUESITO TECNICO
“Pulsante di sgancio”: quali requisiti?

~DCi richiedono di prevedere un pulsante di sgancio che all’esterno di un locale cabina deve mettere fuori servizio con una sola azione: la MT, il quadro di BT, il GE e gli UPS. Gli sganci in totale saranno circa otto. Le soluzioni che si potrebbero prospettare sono:

– Pulsante con otto contatti (non ci risulta essere presente in commercio);
– Pulsante che comanda un relè ausiliario, con otto contatti, alimentato da una fonte ausiliaria (UPS);
– Pulsante che comanda un relè ausiliario, con otto contatti, alimentato da uno degli UPS presenti in cabina;
– Interruttore di manovra rotativo, da installare all’interno di apposita cassetta di protezione in PVC serie pesante, con portina trasparente ed idoneo grado di protezione meccanica a portina chiusa (soluzione alternativa indicata dal Committente e da verificare se presente in commercio un interruttore di manovra a otto contatti).

Vi chiediamo tutte queste soluzioni, se si trovano i materiali in commercio, sono normativamente corrette? I relè o l’interruttore di manovra rotativo devono essere particolari o rispondere a norme specifiche?

Salvo Gulinello via form

~RVi è da premettere che la scelta e l’ubicazione del comando di emergenza dell’impianto elettrico, se di questo stiamo parlando
con la definizione “pulsante di sgancio“, è compito del progettista della prevenzione incendi e del progettista degli impianti elettrici sentito il valutatore del rischio e il datore di lavoro/committente. Un procedimento integrato ed interattivo che deve considerare i molteplici aspetti legati alla natura e geometria dei luoghi, alla loro classificazione, alla presenza di pericoli o di sostanze pericolose, alla valutazione dei rischi, alle misure di prevenzione e protezione.
Nulla toglie che i primi due o i primi tre soggetti prima citati siano una sola persona, condizione questa che rende il processo
meno complicato ma aumenta le responsabilità.
L’art. 464.1 della Norma CEI 64-8/4Comando ed arresto di emergenza” prescrive che “devono essere previsti dispositivi per il comando di emergenza di qualsiasi parte di un impianto in cui può essere necessario agire sull’alimentazione per eliminare pericoli imprevisti
All’art. 537.4 della Norma CEI 64-8/5 si specificano le caratteristiche che devono avere i dispositivi di comando di emergenza (compreso l’arresto di emergenza), che ricordiamo, come tutti i dispositivi di sezionamento, devono interrompere tutti i poli dell’alimentazione (CEI 64-8 art. 537.2.4).
L’obbligo di installare il comando di emergenza è prescritto dalla normativa di prevenzione incendi (dalle singole regole tecniche di prevenzione incendi) per le attività indicate nel DPR 151/2011.
Da ricordare che nella Norma CEI 64-8/7 Sezione 751Luoghi a maggior rischio in caso d’incendio” non si indica l’obbligo del comando di emergenza, specificatamente riportato invece nella Sezione 752 “Locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento“.
Sono quindi da identificare le attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco ove il comando di emergenza esterno all’attività risulta un obbligo; quali di queste attività, o altre attività presenti nei luoghi considerati, siano classificabili nella definizione “servizi di sicurezza” (vedasi CEI 64-7/3 Cap 35 e CEI 64-8/5 Cap. 56) che devono permanere in tensione anche dopo il sezionamento dell’alimentazione principale a mezzo del comando di emergenza.
In presenza di UPS e GE questa valutazione preliminare è necessaria per evitare che l’attivazione del comando di emergenza metta a repentaglio eventuali servizi con funzioni di sicurezza o importanti per le attività aziendali (ad es. centro dati). Per la tipologia circuitale, in presenza di comandi rinviati, è da preferirsi un sistema a sicurezza positiva (ovvero a diseccitazione delle bobine) con garanzia di permanenza dell’alimentazione. Possono essere utilizzati circuiti a lancio di corrente purchè sia segnalata la continuità del circuito (lampada spia) e le condutture dello stesso non attraversino eventuali compartimenti anticendio.
Il comando di emergenza deve essere adeguatamente segnalato con cartellonistica conforme, per gli ambienti soggetti al controllo dei Vigili del fuoco, alle norme di prevenzione incendi.

Comments ( 2 )

  • alessandro marconi

    Per quanto mi riguardo inserirei il pulsante di sgancio nel circuito di comando della bobina di minima dell’interruttore generale MT posto subito dopo il terminale di arrivo dal distributore. In questo modo con un solo comando apriamo MT e BT.

    Si dovrà provvedere anche per aprire il circuito di comando del GE.

  • ROBIDEGI

    Possibile, però se la cabina MT/BT è separata fisicamente dall’immobile ove si svolge l’attività (oppure presenta strutture REI 120)
    e non è classificata come attività soggetta al controllo dei Vigili del fuoco il comando di emergenza che sgancia l’interruttori di MT
    non è obbligatorio né prescritto e non serve a nulla in quanto i Vigili del fuoco non devono accedere all’interno della cabina di trasformazione. In tale condizione è quindi possibile, sempre che ne sussistano le condizioni (attività soggetta al controllo dei Vigili del fuoco), sezionare in emergenza solo il lato BT.
    Per il GE si deve distinguere tra l’ “arresto di emergenza di macchina” e il “comando di emergenza” relativo agli impianti elettrici sottesi allo stesso GE. Se il GE ha potenza > 25 kW rientra nelle attività di cui al Dm 151/11 (n° 48 Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici ed impianti di cogenerazione di potenza complessiva superiore a 25 kW) e quindi dovrà essere previsto,anche all’esterno dell’eventuale locale, il comando di emergenza per sezionare l’alimentazione elettrica a valle del GE.
    Attenzione questo comando deve essere attivato solo dalle squadre aziendali interne antincendio o (meglio) dai Vigili del fuoco se al GE sono sottesi gruppi pompe antincendio.
    Quello che non si comprende dal quesito è la ratio alla base della richiesta di sezionare (in emergenza) tutte le alimentazioni elettriche (compresi i circuiti sottesi a GE e UPS) senza identificare preventivamente i circuiti ordinari e quelli di sicurezza che dovranno o potranno essere sezionati solo dopo il compimento di determinate azioni o la messa in sicurezza di persone e luoghi.. Non sempre il sezionamento totale dell’alimentazione elettrica è indice di sicurezza, così come il comando di emergenza (ed i suoi circuiti e componenti) realizza nell’impianto un “collo di bottiglia” in termini di funzionalità dell’intero impianto elettrico, come ricordato in passato e recentemente da autorevoli professori universitari.

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