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Sostanze pericolose: nuova guida CEI sulla Direttiva RoHS

Guida tecnica all’applicazione della direttiva RoHs II – Aspetti tecnici e implicazioni organizzative
Il documento e’ la terza edizione della Guida Tecnica CEI 111-51 “Guida tecnica all’applicazione della Direttiva RoHS II” (Direttiva 2011/65/EU, nota come RoHS II o RoHS recast (revisione)) La Guida ha l’obiettivo di fornire una visione panoramica della Direttiva RoHS II – 2011/65/EU (contenuti, implicazioni, problematiche che ne sono alla base), fornendo al lettore una serie di chiarimenti ed indicazioni sul campo di applicazione, le alternative alle sostanze regolamentate, i problemi conseguenti all’uso di sostanze sostitutive. La Guida fornisce inoltre cenni sulla valutazione di conformita’ e la marcatura CE.

La Direttiva RoHS è la normativa 2002/95/CE (chiamata comunemente RoHS dall’inglese: Restriction of Hazardous Substances Directive) adottata nel febbraio del 2003 dalla Comunità europea. In realtà, in questa data la normativa è stata estesa a livello comunitario, negli anni precedenti ogni stato dell’unione aveva una legge separata. La prima nazione a introdurre una norma simile è stata la Germania nel marzo del 1995 seguita dall’Inghilterra nel 1996. In Italia bisogna aspettare il 1998 per introdurre una normativa di questo tipo, la cosi chiamata “legge sulla rottamazione”. Dal 1º febbraio 2003 tutte le vecchie normative di ogni stato membro sono state sostituite dall’attuale “direttiva RoHS”. La normativa impone restrizioni sull’uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
È collegata strettamente con la direttiva sulla rottamazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (detta RAEE) 2002/96/CE che regola l’accumulazione, riciclaggio e recupero per le apparecchiature elettriche e fa parte di un’iniziativa di legge per risolvere il problema dell’enorme quantitativo di rifiuti generati dalle apparecchiature elettroniche obsolete.
È diventata obbligatoria dal 1º luglio 2006; non è una legge ma una direttiva. Ogni stato membro europeo deve “recepire” la direttiva, cioè adottare proprie politiche di applicazione, usando la direttiva come guida.

Di conseguenza, ci potrebbero essere versioni differenti della legge quanti sono gli stati della CE.
La RoHS si applica ai prodotti costruiti o importati nell’Unione europea.

La RoHS è spesso chiamata direttiva Pb-free o Lead-free (cioè “esente da piombo”) ma pone dei vincoli sull’uso delle seguenti sei sostanze:
Piombo
Mercurio
Cadmio
Cromo esavalente (Cromo VI)
Bifenili polibromurati (PBB)
Etere di difenile polibromurato (PBDE).
Il piombo è usato nella saldatura dei componenti sui circuiti stampati (le leghe comunemente usate contengono 40% piombo / 60% stagno).
Il mercurio viene utilizzato in particolari termostati e lampade a scarica di mercurio.
Il cadmio si utilizza nelle batterie ricaricabili, come protezione alla corrosione ed usura di componenti metallici e in alcuni casi come pigmento o stabilizzante in vernici.
Il cromo esavalente viene usato in trattamenti di cromatura e nella passivazione della zincatura elettrolitica, su componenti ferrosi e non ferrosi, per evitare la corrosione e l’usura delle superfici. Da ricordare che il cromo esavalente è un agente cancerogeno.
I bifenili polibromurati (PBB) ed eteri di difenile polibromurati (PBDE) sono aggiunti ai polimeri plastici per ottenere proprietà ignifughe.

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