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Fotovoltaico: secondo i dati GSE collegati 800 MWp

Il 12 Gennaio 2010 il GSE ha registrato 795 MWp di impianti collegati alla rete e, con molta probabilità, ci sarà un’ulteriore impennata quando tutte le richieste valide per il 2009 saranno valutate. A dicembre 2008, infatti, sono stati collegati alla rete circa 140 MWp. Un simile risultato nel 2009 porterebbe la potenza cumulativa installata in Italia molto vicino ad 1 GWp, rispettando ampiamente le previsioni e confermando la sostenibilità dello sviluppo del mercato fotovoltaico in Italia.
Il GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), associazione di riferimento del settore (aderente ad ANIE) con 100 aziende iscritte, tutte specializzate nel fotovoltaico, che rappresentano 400 MWp di potenza installata, 1500 milioni di Euro di fatturato e 5500 occupati diretti, evidenzia tre temi su cui occorre lavorare insieme ai rappresentanti istituzionali con massima urgenza e senso di responsabilità, proprio per non vanificare gli sforzi sin qui effettuati.

1. Almeno 8.000 MWp da incentivare nel periodo 2011/2015
2. Necessità di chiarezza sulle autorizzazioni
3. Pianificazione e sviluppo di distribuzione e itrasmissione energia

Il fotovoltaico è uno dei pochi settori in crescita, in Italia e in quei paesi, come il nostro, che han deciso di puntare sulla tecnologia fotovoltaica assegnandole contributi di diverso tipo, fiduciosi che si tratti di investimenti utili a ottenere riduzioni nei costi che consentano al fotovoltaico di arrivare all’attesa competitività (grid-parity), senza bisogno di ulteriori incentivi. E i primi importanti risultati sono già stati ottenuti: il prezzo al cliente finale di un impianto fotovoltaico per usi residenziali o industriali è passato dagli 8.000,00 Euro a kWp del 2001 ai 4.000,00 -5.000,00 €/kWp nel 2009 (impianti di grande taglia hanno prezzi anche più bassi). E’ difficile riscontrare analoghe riduzioni nei costi in così breve tempo in altre tecnologie di produzione di energia elettrica. Non possiamo però pensare di aver già raggiunto l’obiettivo: dobbiamo pazientare ancora (probabilmente tra i 5 e i 10 anni) prima di raggiungere costi dell’energia fotovoltaica tali da non richiedere incentivi.

1. Almeno 8.000 MWp da incentivare nel periodo 2011/2015
Il 31 dicembre 2010 termina l’attuale Conto Energia. In questi giorni si sta preparando il nuovo sistema d’incentivazione che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2011.
ANIE/GIFI richiama nuovamente l’attenzione sul limite degli 8.000 MWp incentivabili con il Conto Energia 2011 nel periodo 2011/2015 (e 15.000 MWp al 2020) già indicato nella comunicazione congiunta con Assosolare e Aper. Numeri inferiori non garantirebbero lo sviluppo nel tempo del settore, mettendo seriamente a rischio i 15.000 preziosi posti di lavoro che si sono creati in questi ultimi 2 anni (e che sono ancora in continua crescita).
Si ricorda inoltre il risultato dello studio dell’Università di Padova che ha dimostrato che al 2020 una simile potenza significherebbe sì 2 miliardi Euro di costi netti per il sistema paese (pagati tramite le bollette energetiche, 156 milioni Euro di multe da non pagare per emissioni di CO2 evitate e 1,28 miliardi di Euro di riduzione della bolletta elettrica, che porterebbero quindi il saldo finale dei costi a poco meno di 100 milioni Euro al 2020, una cifra che riteniamo assolutamente sostenibile in considerazione dei risultati che si raggiungeranno: il 5% del fabbisogno elettrico nazionale coperto dal fotovoltaico, 90.000 mila nuovi posti di lavoro e un presidio della tecnologia che non può mancare.

2. Necessità di chiarezza sulle autorizzazioni
Dal 2003 si attendono le Linee Guida della Legge 387 sull’Autorizzazione Unica per le realizzazioni di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile. L’assenza di un quadro normativo nazionale ha portato diverse regioni a decidere autonomamente su come impostare lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel loro territorio.
Laddove si è consentita l’installazione degli impianti fotovoltaici tramite autorizzazioni semplificate (è il caso della Regione Puglia con la possibilità di installare impianti fino a 1 MWp con la sola DIA) si sono sì ottenuti risultati importanti (la Puglia è leader in Italia in quanto a potenza installata di impianti fotovoltaici con quasi 100 MWp – aggiornamento GSE 30/11/09), ma è anche noto che si è registrata la “produzione” di migliaia di MWp di autorizzazioni e diritti alle connessioni (12 GWp di impianti FER – dato Enel Distribuzione) volte più alla “rivendita” delle stesse che alla vera e propria realizzazione.
Il risultato è che le migliaia di MWp di impianti fotovoltaici sono solo sulla carta e sicuramente verranno effettivamente costruite solo in piccolissima parte, ma ciononostante tutti questi GWp fanno paura, tanto da portare la Regione a rivedere il proprio piano di sviluppo delle rinnovabili (delibera n. 1947 della Giunta Regionale) che va nettamente in controtendenza al percorso fino ad ora fatto dalla Regione stessa: si parla infatti di un blocco delle installazioni a terra e in aree agricole. In pratica, si rischia di passare da un estremo all’altro, con l’aggravante di causare danni enormi a tutti coloro che stanno lavorando seriamente e che si sono già impegnati finanziariamente per costruire impianti.

3. Pianificazione e sviluppo di distribuzione e itrasmissione energia
In un recente convegno, Enel Distribuzione ha dichiarato che sono in essere in Italia circa 40 GWp di richieste di connessione alla rete elettrica nazionale per impianti da FER. Queste migliaia di MWp di diritti alle connessioni stanno saturando, sebbene solo teoricamente visto che di realizzato c’è ben poco rispetto al “prenotato”, le linee elettriche: Enel e Terna devono quindi considerare questi GWp nei loro programmi di utilizzo delle linee di alta e media tensione. E’ una situazione assurda e insostenibile: la pianificazione e lo sviluppo della distribuzione e della trasmissione di energia elettrica nazionale è condizionata da degli impegni di potenza in gran parte fittizi.

Evidenziato il problema, ANIE/GIFI propone le seguenti soluzioni, da includere nelle Linee Guida di cui all’articolo 12 del decreto 387/2003:
– che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas stabilisca una data entro cui i “produttori” di energia elettrica da fonte fotovoltaica portino a termine i lavori di realizzazione degli impianti per i quali hanno chiesto autorizzazione e connessione. Successivamente a tale data si perderà il diritto alla connessione originariamente acquisito;
– che si stabilisca la quota percentuale massima di superfici agricole che all’interno di ogni comune possa essere destinata a “uso fotovoltaico” , confermando la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici fino a 1 MWp tramite DIA.
– Che tale approccio venga condiviso ed accettato da tutte le regioni italiane al fine di dare uniformità di indirizzo in merito agli iter autorizzativi che devono essere caratterizzati dalla certezza dei tempi e delle procedure.

In questo modo:
– si risolverebbe l’attuale problema della falsa congestione delle linee elettriche, consentendo nel contempo agli operatori più capaci di portare a termine gli investimenti avviati;
– si avvierebbe un sano e sostenibile programma di generazione distribuita a terra degli impianti fotovoltaici, dando maggiori garanzie per il raggiungimento degli obiettivi prefissati con gli impegni che anche il nostro paese ha e avrà per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

A tale scopo si precisa che ANIE/GIFI ha aperto un dialogo costruttivo con il Ministero per i Beni e le attività Culturali il quale, nella persona dell’Architetto Dipierri (assistente del Ministro Bondi) ha recepito le nostre richieste relative alle Linee Guida.

Serve quindi un efficace e urgente intervento, che risolva i problemi di “falso” sovraccarico delle linee e di infondate paure di eccessive occupazioni da impianti fotovoltaici, ma che nello stesso tempo garantisca al settore fotovoltaico di continuare a crescere come in questi ultimi mesi.
La necessità dell’intervento è ancora più urgente se si considera che il 26 gennaio la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla Legge Regionale Puglia n. 1/2008 in merito proprio alla costituzionalità o meno della stessa legge. Se la sentenza determinerà l’incostituzionalità della legge attualmente in vigore in Puglia, si dovrà affrontare un vero e proprio caos: installazioni programmate che non potranno partire e impianti in fase di realizzazione che rischiano di essere bloccati. Si registrerebbero enormi danni per centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro a rischio. Ad aggravare la situazione il serio rischio che la sentenza venga recepita da altre regioni, rallentando in modo insostenibile il mercato fotovoltaico nazionale.
Per evitare questi gravissimi rischi non resta che approvare le Linee Guida entro fine Gennaio 2010.

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