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Il montante: dal contatore al quadretto

Come noto, con il termine “montante” viene indicato il tronco di conduttura, generalmente con percorso verticale, che collega il quadretto dell’impianto utilizzatore degli edifici a destinazione residenziale e similari al punto di misura e consegna dell’energia, nella maggior parte dei casi centralizzato per tutti gli impianti dell’edificio in un apposito locale dello scantinato accessibile, indipendentemente dalla presenza degli utenti, agli incaricati dell’ente distributore dell’energia.
Nei condomini più piccoli (di tre o quattro appartamenti) i contatori possono essere installati in una nicchia predisposta sui muri esterni.
La sezione del montante va calcolata in modo che la sua portata sia adeguata alla potenza assorbita dall’impianto utilizzatore e che la caduta di tensione, in ogni punto dell’impianto, non superi i limiti fissati dalla norme (4% della tensione nominale).
Dimensionamento della conduttura
La portata del cavo IZ è il valore di corrente di regime in corrispondenza del quale l’isolante assume una temperatura non superiore a quella massima consentita per assicurare al cavo una prefissata durata di vita (da 20 a 30 anni).
Se si considerano i valori di potenza contrattuali ed il fatto che l’ente distributore installa a valle del contatore un interruttore automatico magnetotermico con la funzione di limitare al valore contrattuale, maggiorato del 10% (a cosfì = 0,9) la potenza che l’utente può prelevare, la corrente assorbita risulta modesta e pertanto sarebbero sufficienti cavi di sezione limitata.

In pratica la sezione del conduttore viene determinata dalla caduta di tensione. Per tener conto anche della caduta di tensione che si verifica su conduttori dell’impianto utilizzatore, è necessario limitare la caduta di tensione sul montante ad un valore non superiore al 1-2% della caduta di tensione massima ammessa. La tabella 2 riporta le sezioni dei montanti calcolate in base alle considerazioni svolte precedentemente.

Qualora non esistano precise indicazioni sulle potenze impegnate, è opportuno prevedere un montante con sezione almeno sufficiente alla potenza impegnata di 3 kW.
E’ consigliabile, comunque, sempre sovradimensionare il montante in quanto: – si consentono futuri potenziamenti dell’impianto utilizzatore; – si riducono le perdite Joule con costi di esercizio minori. Per quanto riguarda la sezione del conduttore di protezione, è necessario distinguere se ciascun montante ha un proprio PE oppure se tale conduttore è comune a più montanti.
Nel primo caso la sezione del PE non deve essere inferiore alla sezione del conduttore di fase, nel secondo caso la sezione del PE non deve essere inferiore alla sezione del conduttore di fase di sezione maggiore fra tutti i montanti.

Protezione dei montanti
Il montante deve essere protetto mediante un dispositivo, installato immediatamente a valle del contatore, che assicuri la protezione contro i cortocircuiti e contro i sovraccarichi, ove quest’ultima protezione non sia garantita dai dispositivi installati in corrispondenza dell’entrata del montante nell’unità immobiliare (quadretto d’appartamento).

Il dispositivo di protezione posto alla base del montante può essere omesso e installato nel quadretto d’appartamento se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni: – sia presente e accessibile all’utente l’interruttore automatico del distributore; – le protezioni installate all’entrata del montante nell’unità immobiliare siano atte a proteggere contro i sovraccarichi il montante; – il montante sia realizzato in modo da rendere minimo il rischio di corto circuito e protetto contro le sollecitazioni meccaniche, termiche e contro l’umidità.
Quest’ultima condizione è soddisfatta quando il montante è realizzato come indicato nel paragrafo successivo.
Fermo restando quanto sopra, è opportuno ricordare che l’interruttore installato dal distributore ha lo scopo di limitare la potenza assorbita dall’utente per cui il distributore non ne garantisce l’efficacia.
E’ opportuno osservare inoltre che, nel caso di adeguamento degli impianti alla legge 46/90, il dispositivo di protezione del montante contro il cortocircuito e i sovraccarichi deve essere installato obbligatoriamente subito a valle del contatore

Per quanto riguarda la protezione del montante contro i contatti indiretti, essa non risulta necessaria (per cui il differenziale può essere installato nel quadretto d’appartamento) se lungo il suo percorso il montante non risulta a contatto con parti metalliche; in pratica se tubi protettivi o canali, cassette e quadretti sono in materiale isolante (sono ammesse le sole fascette metalliche per il fissaggio dei cavi).
Qualora la conduttura di alimentazione degli apparecchi illuminanti e delle prese a spina installate nell’eventuale box e/o cantina sia connessa al contatore dell’utente, anziché al contatore di alimentazione dei servizi comuni del condominio, si deve anche prevedere un interruttore magnetotermico differenziale a protezione di tale conduttura.

Installazione del montanti
Per la installazione dei montanti è necessario seguire le seguenti avvertenze.
Ogni montante può essere costituito da un cavo multipolare oppure da più cavi unipolari senza guaina posati entro tubo protettivo, condotto o canale. Se realizzati con cavi multipolari, i montanti possono essere installati ciascuno in un proprio tubo protettivo oppure tutti insieme in un canale. Viceversa se realizzati con cavi unipolari i montanti possono essere posati esclusivamente ciascuno in un proprio tubo protettivo.
E’ tollerato posare i cavi unipolari (senza guaina), relativi a più montanti, in un unico canale, solo nel tratto che va dai contatori all’inizio della colonna montante.
Le cassette rompitratta e di ammarro possono essere comuni a più montanti purchè i cavi siano solo passanti, ossia non siano interrotti per giunzioni o derivazioni.
I singoli montanti devono essere contrassegnati, per la loro individuazione, almeno in corrispondenza delle due estremità, mediante targhette fascettate riportanti, ad esempio, il numero dell’ appartamento e il piano.
Non è ammesso porre negli stessi condotti protettivi dei montanti le condutture telefoniche o radiotelevisive. Ciascun montante può comprendere anche il conduttore di protezione PE oppure tale conduttore può essere comune ad un gruppo di montanti e da esso devono essere derivati i conduttori di protezione delle singole unità immobiliari. In questo caso il PE deve correre in sede propria, con cassette terminali (ed eventualmente rompitratta) esclusive ed individuali ed inoltre le connessioni alle singole derivazioni devono essere realizzate mediante appositi morsetti in modo da non interrompere la sua continuità elettrica.

Si ricorda infine che, in caso di fasci di cavi di una certa entità e negli edifici di grande altezza, può essere necessario usare cavi di tipo non propagante l’incendio rispondenti alla Norma CEI 20-22.

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