È stata presentata ufficialmente martedì 13 gennaio a Roma, nel corso di un evento stampa, la riapertura al pubblico della Casa dei Grifi, una delle domus repubblicane più antiche e meglio conservate del Palatino. Il sito torna finalmente visitabile grazie a un importante intervento di restauro, consolidamento strutturale e valorizzazione, realizzato nell’ambito del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, progetto Caput Mundi, e reso possibile anche dal contributo di Comoli Ferrari, sponsor tecnico del progetto.
La Casa dei Grifi rappresenta il secondo traguardo raggiunto dal Parco archeologico del Colosseo tra i dieci interventi previsti dal PNRR per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale romano. Un progetto complesso, concluso nel dicembre 2024 nel rispetto delle tempistiche previste, che unisce ricerca scientifica, conservazione e innovazione tecnologica.

Un gioiello del Palatino restituito al pubblico
Rinvenuta agli inizi del Novecento durante gli scavi di Giacomo Boni, la Casa dei Grifi è convenzionalmente datata tra la fine del II e la metà del I secolo a.C. Deve il suo nome alle raffinate decorazioni in stucco raffiguranti due grifi affrontati, ancora oggi perfettamente leggibili, ed è celebre per il suo straordinario apparato pittorico e musivo.
Il complesso, articolato su più livelli e in gran parte ipogeo, è giunto fino a noi in condizioni eccezionali grazie all’obliterazione avvenuta già in età imperiale con la costruzione dei palazzi dei Flavi, che ne ha di fatto preservato le superfici decorate. Proprio la delicatezza e l’unicità del sito hanno imposto soluzioni conservative e di fruizione estremamente attente.
Restauro, consolidamento e nuove tecnologie
Gli interventi hanno interessato sia il consolidamento strutturale, sia il restauro conservativo delle pavimentazioni e degli affreschi, permettendo di recuperare la brillante policromia originaria delle pitture parietali e i raffinati dettagli illusionistici delle architetture dipinte. Fondamentale anche il ricorso a rilievi fotogrammetrici 3D e a tecniche di pulitura avanzate, come l’uso del laser, per garantire la massima tutela delle superfici storiche.
Accanto al restauro, il progetto ha puntato con decisione sulla valorizzazione e sull’accessibilità, affrontando una criticità strutturale: la porzione ipogea della domus è accessibile solo tramite una scala molto ripida, incompatibile con una fruizione tradizionale e inclusiva.
La visita “in real time”: un modello innovativo di accessibilità
Per superare questi limiti è stata ideata una visita in modalità real time, un format inedito che consente al pubblico di esplorare la Casa dei Grifi attraverso una guida dotata di videocamera, che conduce la visita in diretta streaming dagli ambienti sotterranei. I visitatori assistono alla proiezione all’interno di un nuovo spazio di accesso, protetto da una copertura in rete microforata che richiama il profilo originario del vano scala del Palazzo Flavio.
L’esperienza è arricchita da un sofisticato sistema illuminotecnico, da scenografie luminose dinamiche, da contenuti video di ricostruzione tridimensionale e da una mappa tattile con testi in italiano, inglese e braille, rendendo la visita accessibile a bambini, anziani, persone con disabilità e con difficoltà motorie.
Le visite, della durata di circa 30 minuti, partiranno dal 3 marzo 2026, ogni martedì, con percorsi in italiano e in inglese.
Il ruolo di Comoli Ferrari: un esempio di General Contractor
Un contributo decisivo alla realizzazione del progetto è arrivato da Comoli Ferrari, sponsor tecnico degli impianti illuminotecnici, domotici, di trasmissione dati e audio-video. L’intervento presso la Casa dei Grifi rappresenta un esempio emblematico dell’approccio dell’azienda al ruolo di General Contractor, capace di gestire progetti complessi in contesti altamente sensibili come quello archeologico.
Le soluzioni adottate – dai proiettori LED ad altissima resa cromatica ai sistemi domotici integrati, fino al potenziamento della rete Wi-Fi in un ambiente sotterraneo con murature superiori al metro di spessore – hanno permesso di coniugare valorizzazione estetica, tutela conservativa ed efficienza tecnologica.
«Per la nostra azienda è fonte di grande orgoglio aver contribuito al ripristino e alla valorizzazione di un’opera di tale rilevanza storica e culturale», ha dichiarato Paolo Ferrari, amministratore delegato di Comoli Ferrari. «Questo progetto evidenzia la nostra capacità di sviluppare soluzioni integrate e innovative, mettendo le tecnologie più avanzate al servizio del patrimonio e della collettività».
Un progetto che fa scuola
La riapertura della Casa dei Grifi segna un passaggio importante nel modo di concepire la fruizione del patrimonio archeologico. Come sottolineato dai vertici del Parco archeologico del Colosseo, il format “Casa dei Grifi in real time” ambisce a diventare un modello replicabile per altri siti complessi o fragili, dimostrando come l’integrazione tra archeologia e tecnologia possa ampliare l’accesso alla cultura senza comprometterne la conservazione.
Un intervento che unisce passato e futuro, restituendo al pubblico uno dei luoghi più affascinanti del Palatino attraverso un’esperienza immersiva, inclusiva e profondamente contemporanea.