L’incremento delle applicazioni informatiche a supporto dell’AI – Artificial Intelligence (Intelligenza Artificiale) è entrato nel dibattito sulla transizione energetica. Accanto alle tecnologie e al loro impatto sulle reti e sui sistemi, infatti, l’alimentazione dei data center sta assumendo particolare rilievo sugli scenari futuri. A tal proposito l’IEA – International Energy Agency nel rapporto “Energy and AI” (aprile 2025), evidenzia che i consumi globali per l’alimentazione dei data center aumenterà dell’1,5% annuo, raggiungendo fino a 945 TWh nel 2030. Negli Stati Uniti, ad esempio, i consumi energetici dei data center potrebbero raggiunge il 50% della domanda di energia elettrica.
A prescindere dagli aspetti relativi agli asset della rete, per rispondere alle esigenze di progettazione e di realizzazione di un’infrastruttura fisica “a servizio di applicazioni per l’elaborazione distribuita dei dati informatici e con apparati di piccole dimensioni” il CEI – Comitato Elettrotecnico italiano, lo scorso mese di ottobre ha pubblicato la prima edizione della Norma CEI PAS 64-67. Scopo della norma è (articolo 1) definire “le caratteristiche dell’infrastruttura fisica necessarie a garantire l’adeguato livello di sicurezza, affidabilità, realizzabilità e funzionalità dell’infrastruttura informatica nel caso di piccole soluzioni di infrastruttura IT denominate Micro Data Centre”.
Micro Data Center
Per Micro Data Center (o Data Center di prossimità) si intende è la “soluzione progettata per offrire capacità di elaborazione, archiviazione e rete in una forma più compatta e modulare” (3.1.1). In particolare, le informazioni contenute nella Norma CEI PAS 64-67, si applicano alle infrastrutture caratterizzate da un numero massimo 42U apparati (corrispondenti in genere a 20 apparati attivi), con una potenza elettrica installata e termica dissipata massima di 6 kW.
In accordo con la figura 4.1 della norma, gli elementi principali dell’infrastruttura fisica IT a servizio di un Micro Data Center sono:
- armadio informatico (metallico), utilizzato per alloggiare e organizzare i dispositivi IT (server, switch, patch panel e UPS). Garantisce ordine, sicurezza e ventilazione. Comunemente l’armadio informatico è chiamato anche Armadio Rack o Cabinet;
- Gruppo statico di continuità (UPS) dedicato (interno o esterno all’armadio), costituito da una combinazione di convertitori, interruttori e dispositivi di accumulo di energia (es. batterie), che costituiscono un sistema di alimentazione per mantenere la continuità dell’alimentazione del carico in caso di guasto dell’alimentazione in ingresso;
- distribuzione elettrica sotto continuità (PDU – Power Distribution Unit) interna che distribuisce l’energia elettrica ai componenti del data Center).

Figura 1: Elementi principali dell’infrastruttura fisica IT a servizio di un Micro Data Center. (Fonte: Norma CEI PAS 64-64)
Le caratteristiche degli elementi sono descritte nel Capitolo 7. Fra queste troviamo, ad esempio, le tipologie di armadio informatico in funzione dell’ambiente di installazione e quelle del gruppo statico di continuità.
Progettazione dell’infrastruttura
Le caratteristiche necessarie a garantire la protezione delle apparecchiature informatiche deve tenere conto di alcuni elementi principali, come la valutazione delle esigenze dell’infrastruttura informatica in termini di spazio necessario ad occupare gli apparati, di consumo elettrico e di carico termico, di grado di criticità e dell’ambiente di installazione dell’infrastruttura.
A tal proposito ricordiamo che le caratteristiche fisiche (dimensioni, spaziatura di foratura e montaggio) degli armadi e delle apparecchiature informatiche sono standardizzate in accordo con le norme della serie CEI EN 60297 “Strutture meccaniche per apparecchiature elettriche ed elettroniche”. Si tratta di uno standard internazionale di origine EIA – Electronic Industries Alliance, lo standard americano utilizzato per definire norme tecniche che garantiscono l’interoperabilità e la qualità nelle telecomunicazioni, nell’elettronica e nel cablaggio strutturato. Nel caso specifico, lo standard EIA 310 “Racks, panels, and Associated equipment”.
Come precisato nella norma italiana “lo standard EIA 310 prevede che le dimensioni degli apparati informatici vengano indicate in unità (1 U = 4,44 cm) per quanto riguarda l’altezza dell’apparato e tale nomenclatura viene utilizzata nel corretto dimensionamento degli armadi informatici di formato 19”, che corrisponde a una larghezza fissa di 48,26 cm per l’alloggiamento degli apparati, la larghezza fisica degli armadi è maggiore ed è normalmente 60 cm o 80 cm […]. Oltre al numero di “rack unit” (U) è necessario verificare la profondità degli apparati.” (articolo 5.1.1).
Inoltre, per il corretto posizionamento dell’armadio informativo nel locale di installazione occorre tenere conto delle distanze minime laterali e posteriori che consentano l’agevole apertura delle porte dell’armadio e le attività di manutenzione. A tal proposito ricordiamo che la Sezione 729 della Norma CEI 64-8 fornisce le indicazioni corrette per determinare le distanze dalle parti attive al fine di garantire la “protezione contro i contatti diretti nei locali accessibili solo alle persone addestrate e l’accessibilità dei passaggi di servizio e/o di manutenzione”.
Il dimensionamento dell’armadio deve, inoltre, tenere conto dei consumo elettrico, generalmente espressi in W, e del carico termico, generalmente espressi in BTU/h, dei singoli apparati informatici.
Infine, la norma segnala la necessità di prendere in considerazione il grado di criticità con riferimento alle attività svolte nella struttura che ospita il locale contenente il micro data center, mentre per quanto riguarda gli ambienti in cui sono installati i micro data center, spesso “in ambienti che non sono ambienti informatici”, la PAS individua tre tipologie di ambiente:
- informatico o assimilabile ad un ambiente informatico;
- commerciale o uffici;
- industriale o magazzino.
Occorre tenere in considerazione anche degli aspetti relativi alla progettazione e installazione in ambienti soggetti a rischio sismico in conformità con le prescrizioni contenute nella Guida CEI 0 -23 “Guida per progettazione ed installazione di sistemi e componenti elettrici per BT in ambienti soggetti a rischio sismico” e dei requisiti che si applicano ai luoghi di lavoro per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione al microclima, rumore, vibrazioni e campi elettromagnetici (D.lgs. 81/08).
Il processo di progettazione per l’adeguatezza dell’Infrastruttura fisica ovvero i passi procedurali per la pianificazione e la realizzazione dell’infrastruttura in relazione al livello di criticità attribuito è descritto nel Capitolo 6.

Figura 2: Flusso di processo decisionale
Le caratteristiche degli elementi aggiuntivi, che dipendono dalla criticità dell’installazione, dall’ambiente e dalle esigenze di monitoraggio, riguardano:
- Sistema di monitoraggio ambientale (sensori di temperatura, umidità, presenza liquidi, fumo, apertura porte…);
- Gestione dei carichi termici (ventilazione e/o condizionamento).;
- Sicurezza fisica e/o controllo accessi;
- Rivelazione e spegnimento incendi;
- Monitoraggio centralizzato (eventuale) da remoto.
I requisiti minimi dell’infrastruttura fisica in relazione al livello di criticità (L) sono illustrati nella tabella 6.2 della PAS, di cui si riporta un estratto.

Tabella 1: Requisiti minimi dell’infrastruttura fisica.
I valori standardizzati del livello di criticità, in base ai processi gestiti dagli apparati informatici e per i quali l’impatto abbia un fermo improvviso o programmato, definiti dal CEI sono tre:
- L1 – bassa;
- L2 – media;
- L3 – alta.
Installazione dei micro data center
Per l’installazione dei micro data center occorre tenere conto delle caratteristiche del locale nonché della presenza di eventuali impianti tecnologici, come l’impianto elettrico, l’impianto di illuminazione (Articolo 5.4). Per quanto riguarda l’impianto elettrico dedicato all’alimentazione del micro data center, questo deve rispettare le prescrizioni contenute nella Norma CEI 64-8 (prescrizioni generali). In particolare, nel caso in cui l’impianto elettrico sia a monte del gruppo di continuità deve rispettare alcune condizioni, descritte nella PAS in
- qualità e continuità dell’alimentazione elettrica;
- selettività dei dispositivi di protezione ;
- protezione dalle sovratensioni ;
- prevenzione dai rischi di incendio, in base al luogo di installazione .
Fra gli accorgimenti contenuti nella Norma CEI PAS 64-67 troviamo quelli relativi all’impianto di condizionamento ambiente nel locale di installazione, della linea dati (WAN/LAN), dell’installazione dei sistemi di sicurezza fisica e/o di controllo accessi alle apparecchiature IT, degli impianti di rivelazione e spegnimento incendi, del sistema di monitoraggio ambientale, delle caratteristiche di tenuta statica del pavimento flottante e dell’illuminazione (ordinaria e di sicurezza).
Le criticità prese in considerazione sono:
- Spegnimento incontrollato, in caso di mancanza di alimentazione prolungata ovvero superiore a 5 minuti;
- Fermo forzato per manutenzione;
- Fermo improvviso per guasto.
Efficienza energetica e impatto ambientale
Il Capitolo 8 del documento contiene le prescrizioni da rispettare per una maggior efficienza energetica e l’impatto ambientale dei Micro Data Center. In particolare, segnala la norma, per determinare i consumi energetici del Micro Data Center occorre considerare il carico informatico, vincolato all’applicazione e al tipo di servizi erogati dall’infrastruttura informatica, il sistema di condizionamento utilizzato (orientandosi su sistemi ad elevata efficienza con ventilatori e compressori a velocità variabile, caratterizzati da etichette con classi energetiche elevate), le caratteristiche degli UPS.
Ai fini ambientali, invece, la PAS in fase di progetto e realizzazione consiglia di perseguire la massima efficienza energetica selezionando apparati IT con bassi valori di GWP (Global Warming Potential).
Cybersicurity
In un contesto fortemente caratterizzato da applicazioni di tipo Edge computing (descritte nell’Allegato informativo D) e l’utilizzo di piattaforme Cloud, l’infrastruttura fisica IT è chiamata a gestire processi vitali per l’attività svolta per cui è necessario anzitutto preservare la continuità operativa. Oltre a questo aspetto, però, un altro aspetto fondamentale è la sicurezza nei confronti delle minacce informatiche con l’obiettivo di proteggere dati sensibili e proprietà intellettuali.
Per mitigare questi fenomeni la PAS prescrive di richiedere al fornitore dei dispositivi una certificazione di prodotto in materia di CyberSecurity,in accordo con il contesto normativo europeo e gli obiettivi della sicurezza informatica (la triade CIA – Confidentiality), Integrity, Availability) descritti nell’Allegato C (informativo).
Messa in servizio, manutenzione e Controlli
I requisiti di sicurezza per la messa in servizio e il funzionamento di infrastrutture IT per Micro Data Centre sono elencati nel Capitolo 10 e riguardano:
- Impianto elettrico: Norma CEI 64 -8, DM 37/08, D.lgs. 81/08;
- Apparecchiature IT e infrastrutture di alimentazione, condizionamento e monitoraggio: manuali di installazione, uso e manutenzione.
Gli aspetti relativi alla manutenzione dei Micro Data Centre sono contenuti nel Capitolo 11 della PAS e riguardano gli impianti elettrici e di condizionamento ambientale nonché le apparecchiature IT e le infrastrutture di alimentazione, condizionamento e monitoraggio.
Generalmente si tratta di interventi che mirano a mantenere l’integrità delle apparecchiature e contenere il degrado d’uso e comprendono la rilevazione dei guasti (manutenzione correttiva), interventi di manutenzione preventiva e azioni di miglioramento dell’efficienza (manutenzione migliorativa).
Per quanto riguarda le verifiche elettriche, la PAS rimanda alle prescrizioni contenute nella Parte 6 della Norma CEI 64-8 e alle indicazioni contenute nella Guida CEI 64-14 oltre agli obblighi legislativi che si applicano all’attività oggetto dell’installazione (ad esempio, il DM 37/08 e il D.Lgs. 81/08).
La PAS si completa con le informazioni relative ai requisiti tecnologiche delle infrastrutture fisiche IT adottabili per la digitalizzazione (imprese e PA).
Come precisato in premessa, occorre tenere conto che “la PAS ha validità di tre anni, al termine dei quali potrà essere estesa la sua validità per ulteriori tre anni, senza ulteriori proroghe, oppure trasformata in una Technical Specification (TS) o in una Norma in base ai riscontri avuti sul suo effettivo utilizzo”.
(testo di Antonello Greco)