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QUESITO TECNICO
Impianto “fatto in casa”: cosa si può fare?

DSono un perito ind.le – elettronica e tlc – regolarmente iscritto presso il collegio dei periti di AV. Sono altresì laureando in ing. elettronica, avendo tra l’altro sostenuto gli esami di elettrotecnica e macchine elettriche e sistemi elettronici di potenza negli impianti elettrici. Aggiungo che sono in possesso di attestato di qualifica professionale di “Ispettore alle Verifiche Elettriche” per impianti di messa a terra, con conseguente abilitazione all’esercizio dell’attività, conseguito a seguito di specifico corso di formazione presso la società “Verifica s.p.a.” di Locorotondo (BA) autorizzato dal Ministero delle Attività Produttive.
Il corso di formazione è stato così articolato: 100 ore di formazione; 8 ore di formazione tecnica in aula; n. 2 ispezioni in affiancamento ad ispettori abilitati; n. 2 ispezioni supervisionate da ispettori abilitati; esame finale.
Orbene, un mio parente mi chiede cosa fare per mettersi in regola relativamente ad un impianto elettrico a servizio del suo negozio. Preciso che l’impianto in questione lo ha realizzato lui stesso. Chiedo dunque quali adempimenti sarebbero necessari e se, date le mie competenze cui ho accennato, potrei occuparmene io stesso. Ringrazio con i più cordiali saluti.

Giuseppe Antonio Cozza

RConstatato che Lei non figura nell’elenco MiSE (link) dei verificatori abilitati ai sensi del DPR 462/01, può innanzitutto dire al Suo parente che (se non è un’installatore) ha fatto una cosa vietata (Decreto 37/08 Art. 8. Obblighi del committente o del proprietario comma 1: Il committente e’ tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti indicati all’articolo 1, comma 2, ad imprese abilitate…).
Detto questo, occorre sempre fare riferimento ad obblighi ed opportunità del DM 37/08.
Ad esempio, se l’impianto è comunque realizzato “a regola d’arte” e prima dell’introduzione del Decreto stesso, può redigere una dichiarazione di rispondenza (se ha i seguenti requisiti: Art. 7. Dichiarazione di conformita’ comma 6: Nel caso in cui la dichiarazione di conformita’ prevista dal presente articolo non sia stata prodotta o non sia piu’ reperibile, tale atto e’ sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto – da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilita’, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione), che va a sostituire la dichiarazione di conformità.
Può poi denunciare l’impianto di terra se rientra nel campo di applicazione del DPR 462/01 (Impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche Art. 2. Messa in esercizio e omologazione dell’impianto) ed effettuare i controlli di manutenzione dell’impianto elettrico secondo quanto previsto dal Dlgs 81/08 art. 86 (Verifiche e controlli).

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